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• METAL TORNADO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/1/17 DAL DAVINOTTI
Tecnologia innovativa, alla Helios: dai raggi solari filtrati dai satelliti ricavano un'enorme massa magnetica da convogliare poi sulla Terra dove speciali recettori la immagazzinano per trasformarla in energia. Ce n'è per soddisfare il fabbisogno mondiale o poco meno, ma la prova pratica non è ancora stata tentata. Vi assistiamo in diretta e - inutile dirlo - qualcosa va storto: il 2% dell'energia ricevuta in fase di "download" si disperde nell'aria e crea un gigantesco tornado di monnezza, un vortice magnetico che attira verso di sé oggetti fino a grandi distanze. Se la dovranno smazzare i tecnici della Helios, e in particolare il più sveglio di loro (Lou Diamond Phillips), il Pierino che grida al lupo senza che il capo si degni mai di ascoltarlo. A quest'ultimo interessa solo che l'esperimento possa dirsi riuscito per cominciare poco dopo la stessa procedura in Francia, vicino a Parigi; d'altra parte, per un bel pezzo, il tornado lo vedono solo pochi sfortunati che se ne vanno per le campagne intorno alla centrale, quindi tutto parrebbe nella norma o quasi, ad eccezione di qualche trascurabile fenomeno magnetico. In film così, anche quando la destinazione è il mercato televisivo come in questo caso, la parte del leone dovrebbero farla gli effetti speciali, assistiti da una regia che sappia valorizzarne la grandiosità. Purtroppo questo immondezzaio turbinante che ai detriti mescola lampi e scariche elettromagnetiche non attira per nulla: la resa grafica è proprio debole, tanto che viene lasciato piuttosto sullo sfondo mostrandolo il meno possibile. Si cerca di dare spessore alla storia, quindi, ma certi copioni si sa bene quanto possano dare.... Fortunatamente il buon Lou Diamond Phillips garantisce una recitazione meno esagitata del consueto, nel campo, riuscendo se non altro a regalare un minimo di tridimensionalità al suo personaggio, per quanto circondato da figure tremende come quella del figlio hacker o della fidanzata/collega più inconsistente della carta velina. Anche ai piani alti non c' da rallegrarsi comunque e il nostro resta l'unico raggio di sole in un cast anonimo. Farà quel che deve, tenendo i contatti tra tutti per cercare di risolvere la questione. Nel frattempo il gran capo ha fatto partire l'operazione Francia creando gli stessi identici problemi di dispersione, col risultato però che lì il tornado magnetico non distrugge quattro fattorie e qualche roulotte ma nientemeno che Parigi (con sbriciolamento tipo traliccio della Tour Eiffel, effettaccio buttato lì in secondo piano tanto per). Finale di rara povertà a conferma di un pessimo uso degli effetti. La storia comunque a livello puramente tecnico regge e non si ricercano esagerazioni fini a se stesse. La si segue senza troppo annoiarsi ed è già qualcosa (ben poco, va da sé)...
il DAVINOTTI