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IO SONO PERVERSA

All'interno del forum, per questo film:
Io sono perversa
Titolo originale:The Big Bounce
Dati:Anno: 1969Genere: drammatico (colore)
Regia:Alex March
Cast:Ryan O'Neal, Leigh Taylor-Young, Van Heflin, Lee Grant, James Daly, Robert Webber, Cindy Eilbacher, Noam Pitlik, Victor Paul, Kevin O'Neal, Charles Cooper, Paul Sorensen, Phyllis Davis
Note:Rifatto col titolo "Brivido giallo" nel 2004
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/16 DAL DAVINOTTI
Da un romanzo di Elmore Leonard una sorta di noir avviato prefigurando uno sviluppo che non ci sarà mai: della vicenda del messicano che minaccia Jack Ryan (O'Neal) con un coltello durante una pausa nella piantagione dove i due lavorano non si saprà più molto. A contare è l'incontro tra il secondo e una bella giovane (Taylor-Young) che lavora per il proprietario della piantagione da dove Jackie è stato appena cacciato. Si chiama Nancy, è molto attraente, a dir poco disinibita (non riesce a tuffarsi in acqua se non è completamente nuda, per esempio) e come prevedibile se ne fila subito a letto coll'intraprendente belloccio. Una torrida relazione consumata un po' dovunque, persino di notte tra le tombe di un cimitero! Lei però di giorno deve rimanere a disposizione del padrone di casa, che la usa in pratica come escort, mentre lui se la spassa pure con una tardona (Grant) dell'albergo dove ha trovato un nuovo lavoro. Una relazione non esclusiva insomma, che però Nancy ha intenzione di sfruttare a suo favore pensando di far rapinare a Jack la cassaforte con le paghe degli operai della piantagione. Si passa quindi da un sentimentale dal flavour tipicamente fine Sessanta inizio Settanta (musiche comprese) a un dramma noir più tipicamente nelle corde di Leonard, anche se prima della virata (destinata a confluire nel tipico finale a sorpresa) il film indugia troppo nella descrizione di una relazione non così interessante. I dialoghi ad ogni modo sono ben impostati, la recitazione più che sufficiente, i personaggi delineati con un certo gusto e sostenuti da un cast all'altezza. Cosicché il film, che pure non si farà ricordare facilmente (ma ne è stato girato un remake nel 2004), è un discreto prodotto della Hollywood minore, agganciata a script di livello e in grado di offrire pellicole altamente professionali anche in assenza di soggetti originali o intriganti (qui è proprio la storia in sé, il vero punto debole). Legato all'epoca della sua realizzazione in ogni sua componente, diretto e moderno nella caratterizzazione di Nancy, intriso di uno spirito free che lo rende valida testimonianza del suo tempo, si perde tuttavia in più occasioni per colpa di una regia poco ficcante, che segue l'azione senza mai sollevarsi da una piattezza che si fa presto monotonia. Qualche sfrondaura nella prima parte avrebbe giovato.
il DAVINOTTI