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ARMONICA A BOCCA

All'interno del forum, per questo film:
Armonica a bocca
Dati:Anno: 1980Genere: drammatico (colore)
Regia:Piero Natoli
Cast:Luisa Maneri, Antonio Ballerio, Bruna Cealti
Note:E non "L'armonica a bocca". Collaborazione alla sceneggiatura: Marco Bellocchio.
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/10/16 DAL DAVINOTTI
Il racconto del turbolento rapporto tra Elisa (Maneri), giovane disagiata mentalmente instabile e il suo psichiatra (Ballerio), che dopo averla incontrata nell'ospedale dove era stata ricoverata in seguito a uno svenimento nella stazione d'una metropolitana, cerca di tranquillizzarla consigliandole di rimanere lì qualche giorno. Ma lei ha bisogno di sentirsi libera e la seguiamo nel suo vagabondare per Roma fino al ritorno in famiglia, dove la situazione è il chiaro specchio di un'esistenza infelice. Per fuggirne, una notte Elisa raggiunge sotto casa lo psichiatra chiedendo di essere ospitata. Lui comprende la gravità delle condizioni mentali di lei e accetta; da qui il film si muoverà sempre più a fatica, confinato tra le quattro mura di un appartamento dove Elisa ha contatti solo con il suo medico e con un bimbo che le parla attraverso la cappa della cucina, suonando di tanto in tanto l'armonica del titolo. Piero Natoli, al suo esordio (si occupa di regia e sceneggiatura, facendosi aiutare in quest'ultima da Marco Bellocchio), s'imbarca subito in una storia cupa, difficile da affrontare e da rendere interessante. Per quanto possa apparire accurato il ritratto psicologico di Elisa, la recitazione non pare all'altezza e le cose non vanno molto meglio nel caso dello psichiatra. Per sorreggere invece un'opera tanto statica e meditativa sarebbero state necessarie due performance memorabili; così il risultato assomiglia piuttosto a un cinema semiamatoriale girato tra amici, con lei che d'improvviso scoppia in irrefrenabili scatti d'ira e lui che la asseconda con pesantissime considerazioni a scopo terapeutico invitandola a riflettere sulla sua condizione. Il rapporto va naturalmente oltre quello normale tra medico e paziente, ma per una volta non coinvolge se non marginalmente il sesso: lo psichiatra cerca solo di curare Elisa (o almeno così è inizialmente), la quale reagisce spesso fuori dalle righe, ingiustificatamente, sviluppando nei confronti di lui un rapporto di amore e odio. Natoli (che per il suo esordio al cinema decide di non apparire come attore) ricerca uno stile proprio proponendo qualche inquadratura insolita (i due che mangiano fuori campo mentre si vede la tavola coi piatti), ma i dialoghi non si rivelano all'altezza delle ambizioni. Il risultato si trasforma in un lungo botta e risposta tra personaggi poco significanti, interrotto da silenzi che comunicano ancor meno, da scorci romani anonimi per un cinema indipendente che si vorrebbe d'autore le cui velleità si scontrano con una messa in scena troppo povera e una regia che non sa mai incidere come vorrebbe. Né aiutano gli scambi col bimbo dell'armonica, solo una voce distante che attraverso una candida ingenuità diventa l'unica presenza amica di Elisa.
il DAVINOTTI

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Cotola 26/10/16 22:05 - 6746 commenti

Al suo esordio, Natoli sceglie di affrontare un argomento non certo nuovo, eppure difficile. E infatti dopo un inizio interessante e pur lodando una certa sobrietà e delicatezza nel trattare il tema del disagio mentale, va detto che col passare dei minuti le cose peggiorano. Oltre all'emergere sempre più prepotente di una certa noia, la storia si fa risaputa ed il finale, in parte pure ovvio o almeno prevedibile, è di una banalità non da poco. Inoltre gli attori non sono all'altezza della situazione. Molti difetti, ma il film ha un perché.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)