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VITE DA POPSTAR

All'interno del forum, per questo film:
Vite da popstar
Titolo originale:Popstar: Never Stop Never Stopping
Dati:Anno: 2016Genere: commedia (colore)
Regia:Akiva Schaffer, Jorma Taccone
Cast:Andy Samberg, Jorma Taccone, Akiva Schaffer, Sarah Silverman, Tim Meadows, Maya Rudolph, Joan Cusack, Imogen Poots, Chris Redd, Will Arnett, Bill Hader, Edgar Blackmon, James Buckley, Evan Fine, Max Jenkins, Elliott Smith, Ahmir-Khalib Thompson, 50 Cent, Ringo Starr, Mariah Carey, RZA, Seal, Martin Sheen, Will Forte, Snoop Dogg, 'Weird Al' Yankovic, Michael Bolton, Katy Perry (n.c.), Justin Timberlake (n.c.), Paul McCartney (n.c.)
Note:E non "Vita da popstar", "Vite da pop-star", "Vite da pop star".
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/10/16 DAL DAVINOTTI
Non certo una novità. Anzi, si può dire che il racconto della parabola ascendente/discendente tipica della popstar “virtuale” (cioè esistente solo nella finzione cinematografica) ricostruita attraverso testimonianze alternate sia diventato cogli anni quasi un sotto-genere. Questa volta il divo è una star del rap, Conner4real (Samberg), staccatosi dal suo gruppo, gli Style Boyz, per perseguire una fulgida carriera solista nel momento in cui la band era all'apice del successo. Uno scioglimento che ha lasciato qualche strascico (in uno dei tre, perché l'altro fa comunque parte dell'entourage di Conner, essendo il deejay che seleziona le musiche dei concerti), ma che non poteva ostacolare il lancio nel firmamento del nuovo idolo rap. Certo, c'è ancora qualche fan che rimpiange i tempi degli Style Boyz e del loro inno “Donkey Roll” (con relativa danza), ma le vendite sono talmente consistenti che l'ascesa di Conner pare inarrestabile. Almeno fino a quando il nostro non decide che è il momento di fare tutto da sé e di scrivere le canzoni in proprio. Il nuovo album, "Connquest", non pare convincere nessuno. E' l'inizio del declino? Senza dover ricorrere a nomi particolarmente famosi, i registi (che nel film sono curiosamente i due compagni di Conner negli Style Boyz) concentrano l'attenzione sulla messa in scena, sul montaggio furioso da videoclip, su una grande quantità di interventi grafici che riprenda quanto più possibile il mondo della musica in televisione. La struttura è tradizionalissima, la confezione accattivante, l'interpretazione di Samberg sufficientemente in grado di rendere l'idea del ragazzo un po' scemo e molto ingenuo travolto dall'improvvisa celebrità. L'impostazione mantiene comunque i contorni della commedia, non esiste alcun desiderio di avvicinarsi alla ricostruzione documentaristica e il punto di vista è quello del protagonista: la vicenda è vissuta quindi dall'interno, principalmente. Contano le trovate bizzarre (come l'abbinamento delle musiche di Conner agli elettrodomestici in una campagna promozionale insolita), i rapporti con gli ex membri del gruppo e col manager, con il rapper concorrente... Ci sono le idee per ritrovare il successo svanito, i pop music awards, le recensioni e le tournée. Totalmente disimpegnato, a tratti brillante, il film fa quel che deve inserendosi in un segmento cinematografico ben preciso stando attento a non deluderne gli appassionati, evitando una volta tanto sesso e droghe per dare una visione edulcorata ma godibile dello show business. Per un pubblico di ragazzi, impreziosito da buone musiche (se piace il genere) e dalle solite partecipazioni di star compiacenti (da Mariah Carey a Seal, da 50 cent a Michael Bolton fino agli ultimi due Beatles sopravvissuti).
il DAVINOTTI