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THE BAD BATCH

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The bad batch
Titolo originale:The Bad Batch
Dati:Anno: 2016Genere: fantascienza (colore)
Regia:Ana Lily Amirpour
Cast:Keanu Reeves, Jason Momoa, Jim Carrey, Diego Luna, Giovanni Ribisi, Yolonda Ross, Suki Waterhouse, Emily Roya O'Brien, Rae Sunshine Lee, Jayne Trcka, Alina Aliluykina, Dakota Black, Valiant Michael, E.R. Ruiz
Note:Aka "Il lotto difettoso".
Visite:379
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/9/16 DAL BENEMERITO TAXIUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/12/17
Il film dell'iraniana Ana Lily Amirpour (in concorso a Venezia) è un Mad Max estetizzante con colori e scenografie da DISTRICT 9, colmo di una svergognata supponenza e quasi muto (prima di sentire un vero dialogo c'è da aspettare un'infinità). La protagonista, Arlen (Waterhouse), agonizza nel deserto dopo esser riuscita rocambolescamente a fuggire da un gruppo di poco simpatici cannibali che le segano via una gamba e un braccio. Raccolta per la via da una sorta di spazzino (irriconoscibile Jim Carrey) che se ne gira col suo carretto, viene portata in una cittadina dove le innestano una protesi e la rimettono in piedi. Per il braccio niente da fare, adeguati che c'è chi sta peggio. Altre inquadrature sul deserto e altro incontro: questa volta c'è Miami man (Momoa), colosso della tribù cannibale che si sposta in motorino, che deve ritrovare la ragazzina che vive con lui e che il solito spazzino gli suggerisce dove sia: è a Dream (dove sta un Keanu Reeves deejay con look da narcotrafficante), un luogo dove si vive in un clima da disco e dove l'ha portata Arlen. E via così, a trascinarsi per questa landa desolata dove spuntano qua e là oasi umane in cui fermarsi e far qualcosa. Poco, a dire il vero, perché di poco o di niente è fatto il film, impegnato più che altro a cercare di sedurre con immagini ammiccanti e qualche invenzione visiva magari anche azzeccata. Ma la Amirpour non è Jodorowsky e l'operazione fallisce, priva di una vera personalità che possa giustificare tanta ambizione. La salva solo parzialmente una bella colonna sonora che riempie i silenzi con scelte azzeccate e qualche simpatico omaggio vintage ("Karma Chameleon" dei Culture Club...). Il resto sono gran primi piani sui morbidi lineamenti della bella Suki Waterhouse e i suoi capelli scompigliati al vento, sui muscoli esagerati di Jason Momoa e salutari break con la figura impenetrabile di Jim Carrey e il suo carretto da perfetto operatore ecologico di un futuro post-atomico mascherato da inesplicabile allegoria di chissà mai cosa. Con morale sottintesa, naturalmente, giusto per non far credere che sia tutto buttato lì a casaccio. La verità è che vengono in mente talmente tanti riferimenti superiori in grado, vedendo THE BAD BATCH (Richard Stanley dove lo mettiamo, per esempio?), che ritrovandosi poi a far paragoni capisci come un film così possa trovare ampio spazio solo in un mondo dove essere originali è ogni giorno più difficile e in cui la rilettura superflua rischia di diventare la norma. Ma almeno non tiriamola tanto in lunga: un'ora e mezza era già troppo, due ore necessitano proprio di trovare l'amatore. Lascia basiti l'improvviso squarcio da videoclip new-age con la Waterhouse vagabonda di notte sotto il cielo stellato.
il DAVINOTTI

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Daniela 27/12/17 23:30 - 7285 commenti

Mezzo mangiucchiata da culturisti cannibali (sic!), vagola nel deserto finché arriva ad una specie di comune hippie, ma non vi si trova bene e riprende il cammino, fino a quando... L'inizio invoglia ma il resto imbarazza in questo post-apocalittico dalla trama insensata e dai dialoghi inascoltabili, intessuti da una tale massa di simbolismi da lasciare inebetiti. Sarebbero da salvare alcune sequenze puramente visive, ma la presunzione della regista è tale che viene da mandare al diavolo lei e la protagonista, simpatica quanto un callo. Carrey irriconoscibile, Reeves molesto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: In negativo: La metafora della merda (letterale) fatta da Keanu Reeves baffuto; Il culturista cannibale babbo tenerone.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Taxius 7/9/16 15:30 - 964 commenti

The bad batch è un film difficile da valutare; oggi si apprezza e domani si denigra e forse la verità sta nel mezzo. La regista saccheggia film come 1997, El Topo, Mad Max, i western di Leone e crea così il suo film a tratti horror, romantico, grottesco e western. I tempi, in certe scene, sono troppo dilatati e i pochissimi dialoghi rendono il film un po' lento anche perché le scene di violenza si concentrano quasi tutte nei primi 10 minuti. I simbolismi sono molteplici e servirebbe più di una visione per capirli e coglierli tutti. Belle le musiche.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La protagonista, senza un braccio e una gamba, completamente ricoperta delle sue feci che scappa dai cannibali su uno skateboard in mezzo al deserto.
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)