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A UN PASSO DALLA MORTE

All'interno del forum, per questo film:
A un passo dalla morte
Titolo originale:You'll Like My Mother
Dati:Anno: 1972Genere: thriller (colore)
Regia:Lamont Johnson
Cast:Patty Duke, Rosemary Murphy, Richard Thomas, Sian Barbara Allen, Dennis Rucker, Harold Congdon, James Glazman, Jamie Neumann, Joel Thingvall (n.c.)
Note:Aka "Ad un passo dalla morte".
Visite:212
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/5/16 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/5/16
Le muore il marito e, pur se in cinta ormai prossima al parto, Francesca Kinsolving (Duke) decide di andare a trovare la madre di lui, che abita in una villa persa tra la neve del Minnesota. "You'll like my mother", le aveva detto. "Ti piacerà, mia madre". Ma allora come mai tutta questa freddezza, all'arrivo in casa? Il rapporto tra le due donne non ingrana e anzi, la madre (Murphy) ammette di non avere nessuna simpatia per lei, di non poter essere certa che suo figlio fosse davvero il padre del futuro bimbo e insomma, mette la povera Francesca in una situazione di profondo disagio; acuito dal fatto che, causa tormenta, la giovane è costretta pure a pernottare lì. Conosce allora la figlia (Allen) della donna, una ragazza ritardata impossibilitata a parlare; sente parlare del cugino Kenny e capisce quanto la situazione, in casa, non sia delle più allegre. Chiede di andare a dormire nella camera che era stata di suo marito e lì verrà imbottita di sonniferi. Il colmo della sfortuna è che proprio in quel mentre le si rompono le acque... Quanta ambiguità nella figura della severa padrona di casa. Quali segreti nasconde? Un'atmosfera chiaramente polanskiana (si vedano le deformazioni dei volti al momento del parto) in una grande casa/prigione sotto la neve che in qualche modo sembra quasi anticipare il MISERY kinghiano. La protagonista è la vittima, la novella Mia Farrow candida e dolce in cui immedesimarsi e con cui soffrire in attesa di scoprire il segreto che si cela dietro al comportamento illogico, inspiegabile della madre di lui. Che come vuole la tradizione in questi casi non è mai completamente perfida: non le manca qualche slancio di generosità, a volte sembra sincera nel suo desiderio di aiutare la nuora. La regia di Johnson non è delle migliori: fatica nel gestire una suspence che non monta mai, si limita a tratteggiare con amore i suoi personaggi (soprattutto la sorella ritardata) e a svolgere elementarmente un soggetto non certo ricco di spunti. Trova in Patty Duke un'interprete discreta cui però manca il necessario trasporto e che contribuisce a segnare un certo distacco nei confronti della storia, avviata a una conclusione in cui verranno al pettine quei nodi che già erano stati sciolti anicipatamente verso la metà del film. Le sorprese non si sprecano e una volta svelato l'arcano il plot perde d'interesse, procedendo piatto verso l'epilogo. Ad ogni modo l'approfondimento psicologico dei personaggi non è peregrino, i dialoghi convincono sufficientemente e l'ambito è quello del thriller più raffinato, quasi sussurrato nella sua contrapposizione tra le figure protagoniste. Un po' ripetitivo e ricco di dejavu (anche se all'epoca l'impressione doveva essere diversa), sa sfruttare bene la tenerezza, la dolcezza di alcuni momenti.
il DAVINOTTI

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Herrkinski 14/5/16 5:37 - 4437 commenti

Non fosse per gli accenti e per l'ambientazione in un nevoso Minnesota, avrebbe potuto essere un film british; la tetra e opulenta magione, la storia e l'impostazione delle attrici sembrano infatti usciti da un film di Pete Walker o da qualche horror gotico targato Uk. Il film del bravo Johnson ha comunque personalità da vendere; pur se lento e con pochi scossoni thriller, l'atmosfera e i dialoghi sono di alto livello e le tre attrici offrono prove davvero notevoli, specialmente la Allen, nominata anche per un Golden Globe. Da recuperare...
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Nicola81 17/7/17 22:22 - 1695 commenti

Non tutto appare perfettamente credibile e dopo il colpo di scena di metà pellicola (abbastanza spiazzante), il ritmo tende a rallentare. Però questo raffinato thriller psicologico si avvale di un'elegante messa in scena, di una suggestiva location innevata, di una discreta tensione (specialmente nella prima parte, ma anche nel finale) e di un'ottima recitazione da parte dei pochi attori presenti (la migliore è la Allen nel difficile ruolo della ritardata). E poi, come si può non trepidare per una giovane vedova incinta in pericolo?
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