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IL COMPLOTTO DI CHERNOBYL - THE RUSSIAN WOODPECKER

All'interno del forum, per questo film:
Il complotto di Chernobyl - The russian woodpecker
Titolo originale:The Russian Woodpecker
Dati:Anno: 2015Genere: documentario (colore)
Regia:Chad Gracia
Cast:Fedor Alexandrovich
Note:Vincitore del Grand Jury Prize al Sundance Film Festival 2015.
Visite:314
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/5/16 DAL BENEMERITO PAULASTER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/7/19
Le teorie complottistiche, come noto, lavorano molto sullo studio delle coincidenze. Quando trovare prove si fa arduo se non impossibile (se c'è di mezzo il KGB diventa più valida la seconda ipotesi) ci si aggrappa a ciò che si può immaginare. In questo caso l'indagatore di turno, un artista nativo di Chernobyl, Fedor Alexandrovich, dall'aria disinibita e "alternativa", fa notare quanto non possa facilmente essere ritenuto un caso che a poca distanza dalla centrale esista una gigantesca quanto particolarissima struttura (inquadrata infinite volte nei documentari relativi al disastro) atta a inviare nel mondo il segnale radio Duga, caratterizzato da un suono simile a quello di un picchio (il "russian woodpecker" del titolo originale). Sull'utilità della trasmissione sono sorte negli anni lunghe discussioni ma il fatto è che per il settembre del 1986, ovvero cinque mesi dopo il disastro alla centrale, fosse prevista un'ispezione all'impianto che ne avrebbe rivelato in tutta la sua drammaticità l'inadeguatezza e l'enorme spreco di denaro pubblico per averla tenuta in funzione (e l'appropriazione dello stesso veniva punita in Unione sovietica con la pena di morte, ci dice Alexandrovich). La domanda che ci si fa è la seguente: è possibile che l'allora ministro delle comunicazioni russo nonché corresponsabile della costruzione della struttura abbia mosso le giuste pedine in quei giorni per provocare l'esplosione della centrale e impedire così che l'ispezione prossima potesse accusarlo in prima persona del fallimento del progetto Duga? Un'ipotesi fantasiosa, indubbiamente difficile da credere, sostenuta come ammesso dallo stesso Alexandrovich non da prova tangibili ma solo da una serie di ragionamenti consequenziali, inseriti peraltro all'interno di una contrapposizione tra Ucraina e Russia che da allora sembra proseguire fino a oggi, con la grande manifestazione del 2014 a Kiev ad aprire e chiudere il documentario per allargare il discorso e lasciar emergere una realtà che va al di là della teoria complottistica su Chernobyl. Un'opera in un certo senso ambiziosa che fatica tuttavia a trovare una forma omogenea, tecnicamente debole e strutturata come un documentario in cui talvolta si perde il focus per deviare su contenuti forse troppo personali relativi alle motivazioni dell'autore, alla sua storia e a quella della nazione stessa al di fuori del disastro. Il materiale d'archivio a cui si assiste nella prima parte è però interessante, la vicenda del segnale "woodpecker" ben spiegata così come lo sono un po' tutte le singolari teorie di Alexandrovich, che esponendosi in prima persona attirerà inevitabilmente, a causa del suo aspetto e degli atteggiamenti da "artista" eccentrico, accuse di superficialità o comunque di inadeguatezza al ruolo. Se però escludiamo molte scene ambiziose mal supportate dalla necessaria esperienza registica e uno sfilacciamento che può portare a insofferenza (dovuto anche alla scarsità del materiale "complottistico" a disposizione, riconducibile a due o tre concetti base al massimo e che costringe a riempire il minutaggio in qualche altro modo), il "succo" offre più di un concetto su cui riflettere, e ciò che il documentario ci lascia è comunque un senso di disagio e di mistero irrisolto.
il DAVINOTTI

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Hackett 10/3/17 18:55 - 1597 commenti

Buon documentario che in maniera asciutta e priva di fronzoli cerca di valorizzare una teoria agghiacciante, che spiegherebbe il colossale muro di omertà eretto dall'URSS sul disastro Chernobyl. Il protagonista e autore si prende i suoi rischi a infrangere decenni di mezze parole e insabbiamenti, lasciato in questo sempre più solo da chi gli stava intorno. I documenti sono interessanti, gli argomenti ben esposti e il documento che ne esce è un pugno allo stomaco per l'impotenza che trasmette a chi guarda.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Pinhead80 5/11/16 14:21 - 3431 commenti

Il mistero che avvolge il più grande disastro nucleare che l'Europa ricordi viene qui affrontato proponendoci una nuova teoria agghiacciante. Lo fa Fedor Alexandrovich, un eccentrico artista ucraino che prova a penetrare la "cortina di ferro" di un sistema politico che sembra non essere mai stato definitivamente affondato. La cosa più inquietante è che a poco a poco quelle che sembrano essere idee campate per aria cominciano ad assumere un livello di veridicità pazzesco e aprono nuovamente una ferita che difficilmente si rimarginerà.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Lo sguardo impaurito degli intervistati incalzati dalle domande di Fedor.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Paulaster 4/5/16 10:43 - 2270 commenti

Nel 30esimo anniversario del disastro nucleare si fa strada una teoria che ribalta quella dell'errore umano: la lunga mano russa provocò l'incidente di proposito. Mistero nel mistero per l'idea di un artista ucraino dai modi bizzarri che insinua il dubbio. Immagini che lasciano attoniti per l'imponenza delle strutture e per i danni provocati. Buono il finale, che vale da monito per future guerre mondiali: può sembrare esagerato ma può non lasciare tranquilli, considerate la segretezza e la spregiudicatezza dei russi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il tentativo di avvelenamento di chi scrisse un libro sulla vicenda.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Gestarsh99 23/7/19 16:53 - 1175 commenti

Nell'Ucraina in subbuglio del 2014, un giovane eccentrico e paranoico picchietta sul sarcofago instabile di Chernobyl tentando di far trapelare particelle gamma di una verità alternativa alla vulgata corrente. Il complottismo ionizzante, la radioattività fattasi attività radio. Buon cinema d'inchiesta? No, perché non fornisce all'audience dati solidi e sufficienti per poter farsi un'idea concreta sulla questione. Si sfarfalla di fiore in fiore su interviste sforbiciate, cherry-picking autoavvalorante e deduzioni apodittiche a sostegno di altrettali deduzioni apodittiche. Una sparata (a salve).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il protagonista in giro per Pripyat semignudo e incellofanato...
I gusti di Gestarsh99 (Horror - Poliziesco - Thriller)

Pesten 19/6/17 13:49 - 515 commenti

Buon documentario che va a trattare un argomento poco conosciuto ma molto interessante e sinistro, con collegamenti ad eventi ben più famosi e tragici (Chernobyl). Il taglio e l'andamento scelti dal regista sono buoni e l'attenzione rimane alta per quasi tutta la durata. Peccato per la parte finale, in cui l'autore abbandona completamente il fulcro principale del lavoro per trasformare il tutto in una denuncia (sacrosanta, per carità) ai recenti avvenimenti tra Ucraina e Russia, mozzando troppo nettamente il tutto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le riprese presso la struttura del Duga 3.
I gusti di Pesten (Horror - Poliziesco - Thriller)