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LA GRANDE PRUGNA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Apre Enzo Iacchetti, con una gag che si porterà dietro per tutto il film, intervenendo (come tutti gli altri) un po' qua è un po' la. LA GRANDE PRUGNA (tratto dai racconti di Augusto Bianchi Rizzi e altri sette autori) è un insieme di sketch più o meno surreali, con personaggi che ritornano e storie minimali che si incrociano senza alcun senso logico. In poche parole una sorta di cabaret trasportato forzatamente su grande schermo. Non per niente gli autori (il regista Claudio Malaponti in primis) hanno chiamato a interpretarlo tutti (praticamente senza eccezioni) i comici del fortunato show di Italia 1 “Zelig”, che trasformano di fatto LA GRANDE PRUGNA in un mega-spot della trasmissione. Ci sono Ale e Franz, Tarcisio, Leonardo Manera, Olcese & Margiotta, Flavio Oreglio, Diego Parassole, Giorgio Ganzerli, Marco Della Noce, Antonio Cornacchione, Gigi Rock, Enrico Bertolino, Luciana Littizzetto, il Mago Forest, Raul Cremona, Gianni Fantoni e cento altre facce note a chi conosce “Zelig”. Alcuni di loro hanno fatto carriera, altri resteranno solo delle meteore. Ma il film? Il film è impossibile giudicarlo nell’insieme: a tratti è divertente (merito in gran parte degli interpreti), più spesso noioso e inconcludente. Questo perché risulta esageratamente dispersivo, confuso e allo spettatore non resta che apprezzarne o meno i troppi sketch mascherati. Nel complesso, e ammesso si sia disposti a subire la carrellata di presenze lampo, può anche diventare a tratti interessante, mentre è subito evidente la ricerca formale del regista, trendy ad ogni costo con inquadrature dall'alto e dal basso, grandangoli, montaggio creativo e altre diavolerie immediatamente associabili all'epoca in cui è stato concepito il film. Colori vivacissimi; in definitiva mediocre.
il DAVINOTTI

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Panza   3/1/13 9:54 - 1426 commenti

Confusissimo pasticcio in cui niente va a segno e la confusione regna sovrana. Fra sketch di dubbio gusto e storielle nonsense che hanno conclusioni spesso assurde (quella dell'uomo con il vaso) o brillanti (l'episodio con Iacchetti). Ma per la maggior parte delle volte si rimane basiti per le trovate. Dovrebbe per caso far riflettere il genio che appare ad Ale e Franz? Che senso ha l'uomo mascherato che ogni tanto pontifica sul significato del cabaret? La vecchietta assassina che scopo ha nella vicenda? Siamo davvero vicini al nadir filmico.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)