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RINGU

All'interno del forum, per questo film:
Ringu
Titolo originale:Ringu
Dati:Anno: 1998Genere: horror (colore)
Regia:Hideo Nakata
Cast:Nanako Matsushima, Miki Nakatani, Hiroyuki Sanada, Yuko Takeuchi, Hitomi Sato, Yoichi Numata, Yutaka Matsushige
Note:Aka "The ring".
Visite:1224
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 19
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
In Giappone RINGU è un’istituzione: un film, un sequel, un prequel, una serie televisiva… Sadako, la perfida bambina-spettro che vediamo nel filmato che dà origine alla maledizione (lo vedi, il telefono squilla e entro sette giorni sei morto), è quasi un eroe nazionale. Ora poi che anche Hollywood le ha tributato gli onori dovuti con un remake che ha sbancato il box-office, chi mai potrà fermarla? Hideo Nakata, il regista dei primi due RINGU, ci ha messo molto del suo per imporre al pubblico l’horror giapponese: ha usato una fotografia strepitosa, raffinata, ha creato un'atmosfera cupa e inquietante, ha scelto di non dare un volto preciso al suo boogie(wo)man. Poi però è incorso nel difetto maggiore del cinema del suo paese: una lentezza ossessiva, che toglie tensione alla storia e riduce l'impatto terrifico di RINGU. Che oltretutto, a ben vedere, tanta paura proprio non fa. Se escludiamo un paio di scene “forti”, concentrate nel finale, per il resto siamo quasi dalle parti dell’indagine giornalistica, e nemmeno così ricca di passaggi entusiasmanti. Il remake americano di Gore Verbinski sotto questi aspetti è superiore in tutto: molto più stringente, efficace, spaventoso, corretto nella conduzione delle ricerche attorno all'origine del filmato maledetto, scrupoloso nella descrizione dei personaggi. Non avrà la stessa qualità nell'immagine (pure se anche questo è da dimostrare), ma è ben più realistico e curato nella sceneggiatura. Curioso e originale il finale, la cui interpretazione è lasciata nel remake all'intuizione dello spettatore mentre qui è guidata da frasi ben precise, chiarendo i meccanismi che regolano la “catena”. Nakata fa recitare tutti con misura, puntando una volta di più all’horror “di classe”, che ottiene ma limitando le emozioni.
il DAVINOTTI

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Galbo 18/1/11 7:20 - 10955 commenti

Un'idea di partenza che fa leva (efficacemente) su una leggenda metropolitana e una buona realizzazione in questo horror nipponico diventato in patria oggetto di culto tanto da meritare un remake hollywoodiano di grande successo (The ring). Forse un successo spropositato ma bisogna ammettere che il film è ben fatto e salvo qualche ingenuità (forse non evidente in patria) il regista riesce a costruire adeguatamente la tensione per tutta la durata della storia. Interpreti efficaci.
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Undying 4/1/08 9:14 - 3875 commenti

Lentino, anche se originale (è uno dei primi, giunti sul mercato occidentale, a presentare il classico fantasma con capelli corvini che ne ricoprono il volto) e celebre per avere reso internazionale un tema poi rielaborato ad nauseam. Sadako (nel remake diventa Samara) resta comunque un'icona del cinema horror, grazie alla buona capacità di Nakata, regista poi coinvolto nella realizzazione dei vari sequel, prequel e remake americani. Resta un film d'atmosfera, responsabile comunque di aver cagionato una lunga serie d'emulazioni.
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Il Gobbo 25/3/08 11:12 - 3011 commenti

Film senza particolari pecche, tranne una non colpevole: per chi scrive l'averlo visto dopo il remake, di notevole aderenza, gli ha tolto parecchio fascino, e va detto che una volta tanto la miglior resa scenica degli interpreti occidentali fa premio sulla genuinità dell'ambientazione. Tutto ciò premesso, a Cesare quel che è di Cesare: titolo seminale (fin troppo), idea buona e realizzata con sobria efficacia, innegabile importanza. Ma non tutti i remakes vengono per nuocere...
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Pigro 1/9/08 11:08 - 7333 commenti

Una leggenda vuole che vedere una videocassetta porti alla morte. La trama è stupidina (un vhs che semina morte non ha la stessa capacità evocativa – che so – di un manoscritto del 1200: suona ridicolo), così come sono un po’ buffi alcuni elementi che dovrebbero suscitare terrore (ma davvero questa storia fa paura a qualcuno?). Comunque il film ha una buona struttura narrativa e una buona atmosfera, è ben fatto, si lascia vedere e riesce a incuriosire. Ma la cosa più bella sono le misteriose immagini sgranate che compaiono nel vhs-killer.
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Daniela 5/1/12 16:40 - 8134 commenti

Come penso sia accaduto ad altri, l'ho visto post remake, rimanendone un pò delusa, non tanto per la confezione ed il cast meno luccicanti - l'operazione di maquillage made USA non garantisce affatto risultati migliori - quanto per il ritmo più sonnolento che lento, ingenerante stanchezza nonostante i sobbalzi horrifici. E'possibile che l'effetto del dejà vu, cui si aggiunge la personale idiosincrasia per i fantasmi infarinati dai lunghi capelli neri, porti alla sottostima di un'importante opera seminale, ma... che barba...
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Caesars 17/4/07 10:50 - 2472 commenti

Buon horror giapponese poi rifatto, con buoni risultati, anche a Hollywood. La pellicola giapponese ha dalla sua l'originalità della storia, ma lo svolgimento è un po' troppo lento e leva parecchia tensione; alcune scene, concentrate nella parte finale, sono però discretamente paurose. Buona l'interpretazione di tutto il cast. Consigliato.
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Matalo! 1/8/08 12:40 - 1359 commenti

Buonissimo horror orientale che, nonostante la semplicità di mezzi, fa davvero paura. In special modo il filmato in vhs è spaventoso; torbido, inspiegabile, sinistro grazie alla bassa qualità di immagini. Werbinski nel remake dovrà farne uno scintillante altrimenti i teenagers americani non avrebbero capito. La ragazza che esce dal pozzo è una icona della paura (la scena è stata girata all'indietro per rendere i movimenti più faticosi e spaventevoli). Brivido quando in uno specchio si intravede il riflesso della ragazza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il video del vhs.
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Gugly 6/1/08 13:12 - 975 commenti

Buon esempio di horror made in Japan: buona la fotografia, classico ritmo lento come da cinematografia orientale (ma non a livello di Ju-On; Nakata fa sua una storia complessa (e che si complicherà ulteriormente nei romanzi successivi), la sfronda delle parti più scabrose (il film cambia nettamente i motivi ed i personaggi attraverso cui si compie il destino di Sadako) et... voilà, il film è servito. Non male, ma il remake americano si lascia godere di più.
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Redeyes 26/7/08 16:23 - 2045 commenti

Consapevole dell'errore mio nell'imbastire questo giudizio (dettato dal confronto con il remake Usa), proseguo comunque! Cosa cattura di questa pellicola? È una pellicola lenta, fredda nella fotografia e con un'aria malsana. È un film non scevro da errori o buchi nella sceneggiatura, ma ha il grande pregio di trasmettere a chi guarda un forte senso d'inquietudine, d'ansia, che non può non colpire e piacere. Io preferisco decisamente questo al mainstrem americano, che è più digeribile ma meno genuino. Da vedere!
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Lovejoy 1/1/08 18:33 - 1825 commenti

Tratto da un oscuro romanzo giapponese, il film è uno splendido esempio di horror made in Japan. Per spaventare non ricorre ad abusati effetti speciali ma ad un atmosfera cupa a tratti opprimente, dove sono gli effetti sonori a spaventare. Alcune scene sono molto difficili da dimenticare. Bel ritmo e splendido cast d'attori. Con due seguiti uno più brutto dell'altro. Cult.
I gusti di Lovejoy (Comico - Horror - Western)

Supercruel 26/1/09 22:05 - 498 commenti

Buon film. Il soggetto è affascinante, originale (la cassetta maledetta, il filmato e tutto il resto) e Sadako è giustamente entrata di diritto nel gotha dell'iconografia horror moderna. La costruzione dell'atmosfera è gestita con i giusti tempi, tra pause e impennate, senza lasciarsi andare agli eccessi statici di un Ju-On. Qualche momento di stanca c'è - in effetti - ma è probabile che sia da imputare alla mia percezione, figlia di un imprinting occidentalocentrico nell'approccio all'horror.
I gusti di Supercruel (Azione - Fantascienza - Horror)

Pinhead80 22/2/11 18:59 - 3481 commenti

Siamo di fronte a un vero e proprio cult del cinema horror giapponese che ha segnato una svolta importante non solo nell'immaginario orrorifico orientale e internazionale. La storia della videocassetta assassina e della telefonata che preannuncia la morte della persona che la guarda dopo sette giorni oramai è conosciuta anche da chi di cinema non è appassionato. Alcune scene (soprattutto nel finale) colpiscono davvero nel segno e sulla pellicola sembra aleggiare realmente un'ombra di morte. Sarà oggetto di seguiti e remake.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Rufus68 2/7/17 16:49 - 2654 commenti

Una delle rare polle sorgive dell'horror contemporaneo: interessante per alcuni spunti originali, ma portato avanti con una certa debolezza registica e di sceneggiatura. Rimangono nella memoria alcune sequenze: il video maledetto, la ricerca nel pozzo, la tracimazione di Sadako dal televisore. Rispetto al remake è poco sfruttata la desolazione della location insulare; apprezzabile, invece, l'asciuttezza delle interpretazioni.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Buiomega71 30/7/11 13:06 - 2035 commenti

Di una lentezza e di una narcolessia a prova di immensa pazienza: per un'ora di film non succede praticamente un tubo (unica nota positiva per il mio feticismo, le donne giapponesi si tolgono le scarpine prima di entrare nelle stanze). Poi, verso la fine, il filmetto si fa interessante, con il flashback virato seppia, Sadako che uccide un giornalista con la forza del pensiero (Carrie?)... Nel finale ci si sveglia dalla fuffa. Cento volte meglio il remake.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I due protagonisti che vogliono asciugare il pozzo con due secchi di... plastica!; Sadako che esce dallo schermo della tv; Le mazzate sulla capoccia.
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Luchi78 21/2/14 10:50 - 1521 commenti

Non tra i più lenti horror nipponici visti finora, ma quanto basta per preferirgli il remake americano. Rimane il pregio di aver proposto un'idea originale (un video che diventa una promessa di morte) e di averla sviluppata con dovizia di particolari. Buone le interpretazioni e ottima l'atmosfera nera che accompagna tutto il film. Visione consigliata per completezza.
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Modo 29/6/14 21:22 - 758 commenti

L'idea di base è ingegnosa, viene raccontata e diretta in maniera eccellente e nuova rispetto il passato. Certo visto oggi, dopo gli innumerevoli cloni forse il film colpisce meno, ma ai tempi fu uno spartiacque del genere horror. Scena finale veramente da brividi... verrebbe voglia di spegnere la tv o immergere la testa sotto il divano!
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Jdelarge 16/5/16 20:13 - 726 commenti

Nakata crea un horror interessante sotto molti punti di vista: centrale, senza dubbio, è il tema della famiglia, che si configura come un mondo in cui la distanza incolmabile tra adulti e bambini può essere addirittura espressa da un omicidio da parte dei genitori ai danni della propria figlia. La vendetta è come una fredda conseguenza dell'incredibile torto subito da Sadako. Dal punto di vista estetico e narrativo Nakata avrebbe potuto fare un po' meglio, perché, a tratti, la componente "mistery" sovrasta inutilmente il resto. Buono.
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Metuant 25/8/12 23:23 - 453 commenti

Il classico horror nipponico che ha fatto scuola, in realtà superato più volte in seguito (per quanto riguarda la paura) da altre pellicole nate sulla scia. In effetti si contano due scene davvero spaventose e un altro paio di momenti di tensione ma, oltre quelli, non è poi così terrificante, anche a causa di un ritmo a tratti blando. C'è da dire che comunque non è fedelissimo al romanzo originale... però lo trovo ugualmente migliore del remake americano.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sequenza iniziale; Le fotografie deformate; Sadako che esce dal pozzo e dallo schermo.
I gusti di Metuant (Commedia - Giallo - Horror)

Sadako 14/3/07 18:39 - 177 commenti

Nata per la carta stampata, la saga di Ringu è stata ben presto fagocitata dal cinema. Con Ringu, Nakata inizia subito ad allontanarsi dalla trama più fantascientifica dei romanzi, modificando la figura di Sadako che, più per gli occidentali che in patria, rappresenta il tipico spirito giapponese assetato di vendetta. Paura più legata all'atmosfera che allo splatter, Ringu resta una tappa obbligata per chi vuole avvicinarsi all'horror giapponese o non ha capito i dettagli del remake americano.
I gusti di Sadako (Fantastico - Horror - Musicale)