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STRANGER FROM VENUS

All'interno del forum, per questo film:
Stranger from Venus
Titolo originale:Stranger from Venus
Dati:Anno: 1954Genere: fantascienza (bianco e nero)
Regia:Burt Balaban
Cast:Helmut Dantine, Patricia Neal, Derek Bond, Cyril Luckham, Willoughby Gray, Marigold Russell, Arthur Young, Kenneth Edwards, David Garth, Stanley Van Beers, Nigel Green
Note:Aka "Immediate Disaster".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/8/15 DAL DAVINOTTI
Fantascienza poverissima, in cui gli effetti speciali e il make-up sono sostituiti da infiniti dialoghi e un'azione rallentata che al giorno d'oggi può apparire insostenibile. Eppure, nonostante gli evidenti limiti, il film non è così disdicevole e a suo modo sa incuriosire, pur “rubando” a mani basse da lavori come ULTIMATUM ALLA TERRA. La storia riguarda l'extraterrestre del titolo (Dantine), proveniente (lo dice lui appena può, senza farne alcun mistero) da Venere. Appena atterrato cura dalle ferite una ragazza (Neal) che a causa delle luci dell'astronave si era schiantata con l'auto. Si ferma in una locanda dov'è sempre inquadrato di spalle, per aggiungere mistero dove non può essercene, visto che chi gli parla lo fa senza mostrare alcuno stupore. Parla poco ma comincia a interessare un medico che siede lì vicino, anche perché si constata che non ha pulsazioni (“O ho bevuto o tu sei morto”, gli dice il medico tenendogli il polso). Lentamente un po' tutti capiranno che l'uomo senza nome viene davvero da un altro pianeta e che vuole parlare coi governanti della Terra per consegnare un messaggio di pace (anche in questo fa capolino il classico di Wise). Nel frattempo passa le giornate sul lago con la ragazza che aveva salvato e discetta con gli altri del come faccia a sopravvivere sulla Terra nonostante l'atmosfera differente, di come sappia parlare senza problemi ogni lingua (anche se su Venere comunicano telepaticamente) e di come conosca le nostre usanze (le ha apprese seguendo i nostri programmi tv, che arrivan fin da loro). Poi arriva il momento di spiegare bene le cose al meeting improvvisato coi vari ministri e potenti assortiti, organizzato sempre nella stessa locanda dove si svolge gran parte del film (per capire il budget...). E allora vai coi messaggi pacifisti, le teorie sul viaggio facile interstellare usando l'energia magnetica dei pianeti eccetera. Dantine per fortuna ha il physique du rôle: non bercia inutilmente, è molto contenuto, mantiene sempre un'espressione serissima. Siamo lontani dall'allegro trash di tante pellicole simili, insomma, e se non fosse per la scarsa originalità del tutto e per effetti speciali imbarazzanti (l'astronave madre del finale è un disco volante alla Ed Wood) STRANGER FROM VENUS sarebbe anche discreto. Invece, purtroppo, tocca ammettere che in fin dei conti non offre nulla da ricordare, solo lunghi dialoghi e il nostro venusiano senza nome che deambula stancamente tra la locanda e il laghetto mentre i supposti alti papaveri si arrovellano preoccupati sul come affrontare l'annunciato arrivo della grande nave spaziale aliena. In aggiunta qualche simpatico scherzetto da bar che coinvolge la cameriera e il medico... Inevitabilmente dimenticabile a distanza di qualche giorno...
il DAVINOTTI