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UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA

All'interno del forum, per questo film:
Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza
Titolo originale:En duva satt på en gren och funderade på tillvaron
Dati:Anno: 2014Genere: commedia (colore)
Regia:Roy Andersson
Cast:Holger Andersson, Nils Westblom, Viktor Gyllenberg, Lotti Törnros, Jonas Gerholm, Ola Stensson, Oscar Salomonsson, Roger Olsen Likvern, Mats Ryden
Note:Leone d'oro al Festival di Venezia 2014.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 14
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/3/15 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/9/15
Cinepresa fissa, attori quasi di più. Il film di Andersson (che si aggiudica nientemeno che il Leone d'oro) più che far riflettere annoia, punta l'occhio su personaggi interiormente disperati o sperduti e li piazza lì a dire qualcosa come in una goffa parodia di cinema d'autore, dove chi guarda è portato a ricercare per forza un significato ad ogni parola per non fermarsi davvero a riflettere sull'inconsistenza stessa dell'operazione. Tracce quasi impercettibili d'ironia nordica, qualche idea efficace sparsa con parsimonia e allungata come un brodo insipido, senza che si riesca a cogliere davvero il gusto per la caricatura o il sottile disegno surreale. Qualcuno si fa rivedere dopo un po', i due malinconici venditori di scherzi di carnevale più di ogni altro e giustamente: il contrasto tra ciò che vendono (sempre gli stessi tre articoli: i denti di Dracula, il sacco di risate e la maschera di zio Dentone) e il come lo vendono poteva offrire una delle chiavi umoristiche di lettura, ma tutto si confonde in un quadro d'insieme composto senza un obiettivo preciso apparente, seguendo forse un flusso di coscienza che però non arriva ad alcunché. Per questo appaiono oltremodo inaccettabili gli eterni silenzi, i ripetuti passaggi dell'esercito del re e del re stesso al bar, il soffermarsi semplicemente su chi guarda dalla finestra o chi si sporge dal balcone. Sempre in attesa che rifacciano capolino i venditori di scherzi, unico aggancio a un modo di interpretare il cinema legato a una comprensione più universale. Fotografia gelida, umanità altrettanto fredda. Scene come quadri da osservare attentamente, che nascondono in chi li abita sentimenti inespressi e incapacità di relazionarsi scavando oltre la superficie (sintomatico il finale con il gruppo di persone che aspettando il bus si domanda che giorno della settimana sia). La frase del titolo fa riferimento alla poesia che una ragazzina recita "indirettamente" (cioè raccontando di cosa tratta, senza recitarla) sul palco d'una scuola, uno dei tanti momenti che lasciano abbastanza perplessi. A tratti si percepisce l'originalità del progetto, più spesso si rischia l'assopimento di fronte a un film che procede tremendamente a rilento.
il DAVINOTTI

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Cotola 1/3/15 11:30 - 6849 commenti

Film dalla struttura atipica e senza una vera storia: è costituito da 39 "quadri"("volgarmente" diremmo sketch comici) attraverso i quali il regista riflette sull'esistenza. E così una certa umanità viene messa alla berlina con i suoi (dis)valori e le sue piccinerie. Su tutto emerge l'insensatezza della vita umana. L'umorismo è di marca nordica e non sense e non tutti potrebbero apprezzare. Alcuni quadri sono chiari, altri decisamente meno. In ogni caso un film ricco di riferimenti colti che forse meriterebbe almeno una seconda visione per essere meglio compreso. Non per tutti.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 6/7/15 7:34 - 7631 commenti

Una serie di tableaux vivants con figure di cera animate che ripetono più volte le stesse battute per sketch brevi quando non fulminei: se molti lasciano interdetti sul loro significato, altri colpiscono per la loro bizzarria, come quelli della coppia di tristissimi venditori di scherzi di carnevale oppure il re a cavallo che si ferma al bar prima e dopo la battaglia. Film certo non per tutti i gusti, ma che, se affrontato con pazienza e curiosità, ripaga con momenti di umorismo angosciante ed anche, inaspettatamente, con una sequenza di grande poesia e commozione (il canto della locandiera).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La maschera di zio dentone; la canzone della locandiera zoppa, che chiede un bacio in cambio di una bevuta a chi non ha soldi per pagare .
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Rebis 9/3/15 16:53 - 2073 commenti

Caro Roy Andersson, anche il cinema è una macchina. Uno di quei meravigliosi ordigni che l'homo sapiens ha creato per distruggere i suoi simili. L'homo sapiens. Quell'essere abbietto, miserabile di fronte alla morte, incapace di bellezza e amore. Caro Roy Anderson, il cinismo contempla della realtà solo una parte, quella che legittima la sua infelicità; e il nichilismo ne rifiuta la ricchezza, incapace di sostenerne il peso. PS: i piccioni non riflettono, vivono; parafrasi di un film che non vive, ma riflette se stesso.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Capannelle 3/12/15 23:02 - 3512 commenti

Salvo la fotografia desaturata e il cast di facce tristi e indolenti. Per il resto l'assenza di storia e l'esistenza di soli piani sequenza condannano lo spettatore a una lenta agonia. Non riusciamo nemmeno a empatizzare con i due venditori di scherzi di carnevale, il refrain musicale non prende più e qualsiasi attesa di un cambio di impostazione si rivela vana.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "I denti da vampiro, la risata finta e la maschera di Dentone": mai li comprerò.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Belfagor 20/1/18 14:37 - 2576 commenti

L'asetticità dei tableau tradisce il dispotismo del regista, che forza lo sguardo su azioni vacue e meccaniche così come impone la propria visione unilaterale della vita. Se si deride (giustamente) l'idealismo ingenuo, allora bisogna fare lo stesso col nichilismo, sua faccia uguale e contraria, che eleva i propri limiti a condizione generale e priva il cinema del più basilare senso di meraviglia. Come il piccione del titolo, il film si nutre male e digerisce peggio, incarnando tutti i cliché del cinema d'autore e meritando il grido fantozziano.
I gusti di Belfagor (Commedia - Giallo - Thriller)

Paulaster 8/7/15 16:46 - 2110 commenti

Rispetto ai lavori precedenti registro registico invariato a livello di inquadrature; il film migliora sul fronte fotografico con colori meglio definiti dove il pallore dei personaggi emerge più chiaramente; meno caustico tende più allo sberleffo, ma alla lunga tedia. I due venditori annoiano e le vicende coi personaggi storici perdono di appeal: si preferiscono gli episodi dai momenti brevi. Il rimando a Kaurismaki è evidente per un certo tipo di surrealismo e stavolta anche per le musichine a corredo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I ballerini di flamenco.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Didda23 10/9/15 10:45 - 2043 commenti

Una concezione di cinema che allontana e non avvicina, che respinge e non attrae, che annoia e che non emoziona. Andersson, evidentemente, preso unicamente dal proprio ego e dal proprio status di "autore", si dimentica di chi il cinema lo alimenta (lo spettatore) e gli propina 100 minuti di vuoto cosmico, che rischia di irritare anche il più volenteroso degli esseri umani. Telecamera fissa, personaggi inebetiti, tormentoni di una tristezza disarmante sono gli elementi di un'opera trascurabile a dir poco. Premiare con il Leone d'oro un film del genere significa ammazzare il cinema. Micidiale.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Faggi 10/11/18 20:30 - 1346 commenti

Tristezze cosmiche, entropia emotiva, umoralità dissestante, squarci malinconici, dilaniazioni psichiche, misteri di ingiustizie metafisiche, angoscia. Disincantati quadri a camera fissa e piani sequenza - le scelte formali sono categoriche, dal carattere deciso, senza slittamenti; decisamente funzionanti - per riflessioni (surreali, grottesche, inquietanti) dispiegate su registri di straniamento visuale e dialogico. Senza scampo siamo nei territori dell'imprevedibile umore saturnino, scaldato (a freddo) da calibrate dosi d'umorismo nero.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La canzoncina; La macchina rotante (sembra una pentola infernale).
I gusti di Faggi (Fantascienza - Giallo - Poliziesco)

Lythops 20/2/16 20:11 - 972 commenti

Più che una riflessione sull'esistenza del regista, tanti quadri di vita buttati lì, con uno stile alla Ciprì e Maresco "evoluto", privo cioè delle volgarità e delle performance moltiformi areofagiche di Giuseppe Paviglianiti. E a riflettere sull'esistenza è lo spettatore che, pur trovandosi di fronte a un film non proprio per tutti, riconosce tante tipologie caratteriali nonostante la mentalità nordica a volte difficile. Vagamente pasoliniano, con una fotografia desaturata e scarna, non è classificabile, ma resta comunque notevole.
I gusti di Lythops (Documentario - Poliziesco - Thriller)

Xamini   4/3/15 0:05 - 865 commenti

Il Leone d'oro del 2014 è un film d'essai composto da 39 quadretti surreali malati di anaffettività e inizialmente slegati, che disegnano tuttavia un quadro (desolante) di insieme (l'unico significato possibile, si direbbe). L'opera di regia interviene precisamente in fase di allestimento della scena: ogni singolo elemento di ogni vignetta è posizionato con estrema precisione e gli spostamenti valorizzano l'insieme. È un cinema un po' difficile da digerire, di quelli che parlano per immagini e la comunicazione la praticano al di là delle parole; un cinema di ossessioni visualizzate, che comunica quasi solo ai palati fini (senza peraltro risparmiare sbadigli).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il re al bar; Il vetro che divide l'umanità dalla solitudine dell'uomo che sbaglia appuntamento.
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)

Lou 3/3/15 18:26 - 772 commenti

Film di chiara impronta nordica, con atmosfere surreali e personaggi alienati che ben ritraggono l'assurdità della condizione umana. Non c'è vero intreccio, a meno della presenza di un'improbabile coppia di venditori di "materiale per divertirsi" in molte delle 39 scene di "nonsense". Il linguaggio dei mostri umani è ripetitivo e fatto solo di parole di circostanza. Dovrebbero forse far sorridere alcune delle grottesche situazioni rappresentate, ma prevale il senso di smarrimento e di insensatezza.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Bubobubo 14/10/18 16:14 - 689 commenti

Di un'immobilità ciclica e ricorsiva che, se da una parte mette a dura prova i nervi dello spettatore meno paziente, dall'altra disturba e perturba, nel suo mettere in scena variazioni ontologiche che reali variazioni, a ben vedere, poi non sono. Le intenzioni allegoriche si fanno esplicite da subito: la mancanza di senso che vada oltre l'orizzonte dell'immagine, anche. Non privo di momenti spassosi e coinvolgenti (tra cui la sequenza d'apertura), ma troppo lungo e surreale per coinvolgere.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Hearty76 21/3/16 8:38 - 200 commenti

Mi piacciono molto le storie-non-storie filtrate da un'angolazione surrealista senza che vi siano necessariamente una trama compiuta o una logica consequenziale; ma questa carrellata di scenette smorte e prive di qualsivoglia spessore è inguardabile. Non critico la cornice dell'umorismo nordico in sé, bensì l'ovvia non proponibilità d'un prodotto del genere al pubblico italiano. Se almeno conoscessi qualcosa della lingua svedese forse in qualche modo l'apprezzerei. Unico pro: concilia il sonno.
I gusti di Hearty76 (Comico - Horror - Sentimentale)

Manrico 25/1/18 10:02 - 80 commenti

Gli statici e surreali quadretti di umana desolazione allestiti da Andersson possono disorientare/annoiare lo spettatore meno propenso al mood, ma non si può negare al regista svedese una dolente capacità (molto nordeuropea, ma con profondi addentellati nel teatro del Novecento, prima ancora che nell'esageratamente citato Kaurismaki) di costringere a uno sguardo amaro e obliquo. Il re al bar, le sempre più squallide vicende dei venditori di scherzi, l'incomunicabilità delle telefonate, sono attimi ben riusciti di un film che ripaga gli sforzi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il vecchio che accetta la birra del cliente morto al bar della nave.
I gusti di Manrico (Comico - Erotico - Fantascienza)