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L'ARCANO INCANTATORE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 27
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
E’ ormai un po' che Pupi Avati cerca di ripercorrere la strada del mistero e della paura che aveva reso immortali i suoi primi lavori. Con L’AMICO D’INFANZIA ha provato a ripetere, senza purtroppo riuscirci, il successo del suo grande thriller LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO. L’ARCANO INCANTATORE è invece la riproposizione della strada horror di ZEDER, ma anche qui l'ispirazione è ben lungi dall'avvicinarsi a quella che diede vita al favoloso capolavoro dell'83. Peccato davvero, perché la storia poteva essere molto interessante e il ritorno in terra di Romagna prometteva nuove suggestioni. Invece, a dispetto di una fotografia molto elegante (pure se fosse troppo satura nelle colorazioni tendenti al rosso e giallo) e che riesce a far risaltare le figure anche nel buio quasi totale, L’ARCANO INCANTATORE si perde in una sceneggiatura scialba, interpretata male, priva di dinamismo. Le situazioni tendono a ripetersi e non si riesce a creare quel clima necessario di tensione indispensabile per un film di chiara impostazione horror (intellettuale quanto si vuole, ma sempre horror). Dispiace vedere Avati districarsi così male su di un terreno che un tempo rappresentava per lui un punto di forza (nessun altro suo film ha saputo raggiungere le vette della CASA e di ZEDER). Mancano la tensione, la magia; è scomparsa quell'aura di sottile perversione per far spazio a un formalismo di maniera, testimonianza vuota di un talento che pare al tramonto. C’è confusione nella sceneggiatura, claustrofobia inoculata a forza e di sicuro forzata. Qualche sprazzo di genialità. Pochi.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 18/4/08 23:18 - 4227 commenti

Talora intrigante, talora logoro. Molto avatiano (colori, passioni...), ben girato (e ottimamente recitato, con Carlo Cecchi su tutti - c’è anche Vittorio Duse!), con richiamo, come in Eco, alla Biblioteca di Babele e con doppie epifanie femminili alla Shining... Abbastanza magico, ma con troppe porte scricchiolanti o troppi passi risonanti nei corridoi. Un po’ così l’inizio del secondo tempo. Le petrose rive del lago, ahimé, rivelano sùbito la sua artificialità (difatti è quello di Corbara...).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Notevoli il finale, l’arrivo al colle e il gioco con lo specchio.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Galbo 13/12/08 7:44 - 10561 commenti

Pupi Avati ritorna alle atmosfere gotiche dei suoi esordi, utilizzando lo sfondo medioevale e un paesaggio che conosce molto bene (l'Appennino), per raccontare una storia di esoterismi e ritualità. Atmosfere ed ambientazione sono però la cosa migliore dell'opera, insieme alla recitazione di Carlo Cecchi. La sceneggiatura del film è infatti piuttosto oscura ed ingarbugliata, talora francamente inconcludente ed anche la prova del resto del cast non è ottimale.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Undying 24/4/07 0:54 - 3875 commenti

Mette ancora i brividi, quel genio di Pupi Avati, mentre porta alla nostra conoscenza questa leggenda medievale, che si sviluppa nei dintorni di Medelana, Marzabotto: la porrettana, strada (dagli oscuri crocevia) è quella prediletta (e frequentata) dal regista. Un prete spretato isolato in una Chiesa che si dice maledetta ed un uomo di Chiesa costretto a lasciare Bologna in fretta e furia per i suoi rapporti con il gentil sesso. E' la storia, così verosimile, che prende alla gola, e ti attanaglia anche nel successivo sviluppo irrazionale...
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Homesick 4/6/07 15:10 - 5737 commenti

Rurale ed esoterico, riprende la vena horror del caratteristico gotico padano avatiano, sebbene non sempre riesca a sviluppare un’adeguata tensione e resti imbrigliato in un spesso asettico meccanismo “televisivo”. Cecchi è comunque grandioso e l’apparizione del fantasma in biblioteca non si dimentica facilmente; di grande fascino l’ambientazione appenninica. Se fosse stato girato vent’anni prima, sarebbe stato probabilmente un capolavoro.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Cotola 9/1/08 23:59 - 6692 commenti

Dopo quasi tre lustri Avati torna ad un genere a lui molto caro: l'horror. Il risultato è sicuramente apprezzabile anche se non all'altezza dei precedenti lavori. Il film, infatti, può contare su una confezione molto raffinata che ha però il suo anello debole in una sceneggiatura un po' scialba e a tratti farraginosa che non convince appieno ma che, soprattutto, non crea la tensione necessaria ad avvincere lo spettatore. In ogni caso un lavoro godibile.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Caesars 3/4/13 14:08 - 2325 commenti

In questo ritorno all'horror, Avati alterna momenti positivi ad altri meno riusciti. Tutta la prima parte scorre un po' lentamente e non convince più di tanto, anche per il fatto che la sceneggiatura presenta qualche lacuna; la trama riesce ad essere più coinvolgente nella sua parte finale che risolleva parzialmente le sorti della pellicola. Buona la fotografia, molto meno le interpretazioni (si salva solo Cecchi). Le apparizioni delle due ragazze ricordano Shining. Certo la magia de La casa dalle finestre che ridono è lontana. **!
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 3/1/09 23:07 - 3013 commenti

Piuttosto deludente questo horror di Avati, riuscito molto bene dal punto di vista della regia e della fotografia (molto cupa ed inquietante) ma piuttosto carente a livello di sceneggiatura. La storia è stiracchiata e poco coinvolgente e la tensione non riesce a raggiungere livelli accettabili. Cast di medio livello, con un protagonista (Stefano Dionisi) neanche così malvagio. Un'occasione sprecata.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Brainiac 9/8/09 16:38 - 1081 commenti

Pupi Avati ha un gusto originale per l'horror, un tocco del tutto personale che sa affascinare con scelte inusuali e barocche (la nenìa macabra, il paravento con le fessure per gli occhi). Qui non tutto torna, però. Avati paga il dazio imposto da una struttura vetusta, con la recitazione parlata di Dionisi, tra l'altro ottimo come presenza, troppo sussurrata e alla fine fastidiosa. Il sibilo macabro delle registrazioni del pittore de La casa dalle finestre che ridono non viene eguagliato, quindi, e la tensione latita costantemente. Bolso.
I gusti di Brainiac (Commedia - Gangster - Horror)

Gugly 5/10/16 22:47 - 944 commenti

Inizia bene, l'atmosfera è quella giusta, il periodo storico poco frequentato (il XVIII secolo, secolo dei lumi ma non per tutti), i luoghi pure... purtroppo il film sconta una trama francamente contorta e a tratti incomprensibile e a nulla vale la presenza del carismatico Cecchi ben coadiuvato da un giustamente dimesso Dionisi: dopo molta carne al fuoco l'epilogo lascia ben poca soddisfazione; resta il tentativo coraggioso di riesumare il gotico padano ma non è abbastanza. Rimandato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La filastrocca della fattucchiera; Il sin troppo enigmatico finale.
I gusti di Gugly (Commedia - Horror - Teatro)

Pinhead80 4/1/17 12:07 - 3020 commenti

Se c'è una cosa che sa fare alla grande Pupi Avati è quella di sviluppare horror angoscianti in atmosfere puramente nostrane. Non fa eccezione L'arcano incantatore che, senza mostrare scene cruente, riesce a calare in un incubo dove le luci delle candele sono l'unica fonte di calore che richiamano all'umanità. Nei meandri dell'esoterismo si vaga da un mondo all'altro senza punti di riferimento in balia del male che guida e sconforta conducendo in un abisso dal quale sarà impossibile tornare indietro.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Lucius  9/12/11 1:16 - 2623 commenti

Arcano, suggestivo, dalle sinistre anche se diurne atmosfere gotiche e che, nonostante una certa discontinuità narrativa, risulta fascinoso per il tema trattato. Un seminarista si ritrova suo malgrado a sostituire un collega morto in circostanze misteriose e si ritrova in una storia più grande di lui. Una pellicola che racconta in immagini la suggestione del maligno, un lungo flashback esoterico... E se il collega non fosse realmentre deceduto? Criptico e ancestrale.
I gusti di Lucius (Erotico - Giallo - Thriller)

Minitina80 5/11/16 9:23 - 1690 commenti

Avati affonda le mani nel folklore italico per suggerire e mai mostrare, paure ataviche di diavoli e antiche superstizioni corrosive per l’integrità morale del settecento. Parrebbe un gotico, benché realizzato fuori del suo periodo e il vecchio maniero immerso nelle campagne è il teatro ideale in cui trova collocazione la storia. La narrazione scelta è semplice, ma pur sempre personale, decidendo di non scendere nei particolari e rimanere sul superficiale, com’è giusto che fosse. Convincente Cecchi, mentre Dionisi, forse, andava doppiato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il Maligno non si fa servitore, se non per essere Maestro!
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Ryo 31/8/11 14:29 - 1675 commenti

Molto intrigante la scneggiatura, che senz'altro tiene incollati allo schermo in attesa di una qualche rivelazione su ciò che è successo al protagonista in penombra. Ma, nonostante il film raramente annoi e scorra piacevolmente (grazie anche alle stupende scenografie fotografate con uno stile polveroso che calza a pennello) alla fine lascia perplessi. Sembra di aver assistito ad una storia incompleta che poteva essere molto di più di quello che dà. Gli attori sono tutti perfetti e il doppiaggio è magnifico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'indimenticabile nenia che accompagna tutto il film "Rosa di rose, fiore di fiori, donna di donne, signora di signore...".
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Nicola81 11/6/14 23:25 - 1463 commenti

Ci voleva un bel coraggio per provare a rilanciare l'horror gotico italiano negli anni '90. Avati raccoglie la sfida e firma un film di grande fascino visivo, in cui le suggestive atmosfere e le azzeccatissime location vengono esaltate da una stupenda fotografia. Purtroppo la storia risulta eccessivamente dilatata e quanto a coinvolgimento emotivo, siamo ben lontani dalla Casa e da Zeder. Peccato; il potenziale per ripetersi ad alti livelli c'era tutto, ma stavolta Avati si è fermato a metà percorso. Non male, comunque.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La voce attraverso il gufo; Lo spettro dorato; Il finale.
I gusti di Nicola81 (Gangster - Poliziesco - Thriller)

Ultimo 30/6/13 19:03 - 1128 commenti

Il ritorno di Avati all'horror. Il risultato non è certo quello de La casa dalle finestre che ridono, ma è sicuramente godibile. Atmosfere cupe, tetre (le location, su tutte il castello del monsignore, paiono perfette). Buona l'interpretazione del giovane Dionisi, magistrale quella di Cecchi. Finale "aperto", classicamente avatiano. Tre pallini meritati!
I gusti di Ultimo (Commedia - Giallo - Thriller)

Lythops 10/5/15 19:41 - 941 commenti

Horror gotico caratterizzato da un'atmosfera cupa e disperata cui contribuiscono soprattutto la scenografia con l'allestimento degli interni del rifugio dell'incantatore e una fotografia in grado di far risaltare anche gli ambienti esterni. Peccato per il finale, a mio giudizio eccessivamente aperto, che rende difficile spiegare il rapporto tra la narrazione in terza persona e l'ambiente relativo. Chi lo sa, forse per questo è un prodotto superiore alla media.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La filastrocca: chi l'ha scritta è un genio.
I gusti di Lythops (Documentario - Poliziesco - Thriller)

Bruce 11/12/08 9:30 - 878 commenti

Altra magia narrativa di Avati nel campo del thriller, questa volta di tono medievale ed esoterico. Splendide le inquadrature, la fotografia, le luci, la scenografia con una perfetta ricostruzione degli ambienti e dei paesaggi dell’epoca, per una storia tutta interna alla Chiesa ma a strettissimo contatto con il maligno. L'interpretazione di Cecchi rende eccellente il film.
I gusti di Bruce (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Von Leppe 24/3/13 18:11 - 869 commenti

Notevole dal punto di vista delle location, delle atmosfere e per la fotografia dai toni caldi. Di grande fascino sono gli interni del castello con l'enorme libreria che si sviluppa verso l'alto. La trama è purtroppo la parte debole; nemmeno la solitudine che dovrebbe comunicare è riuscita del tutto, anche se a tratti è suggestiva. Ottime trovate qua e là come la voce che parla attraverso il gufo, i fantasmi e il personaggio dell'arcano incantatore. Colpo di scena finale poco incisivo e deludente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il lampadario tirato su per la libreria.
I gusti di Von Leppe (Giallo - Horror - Thriller)

Jena 23/6/15 18:48 - 860 commenti

Avati, oltre ad aver fatto molto altro, risulta l'unico autore horror gotico italiano, anzi padano. E' l'unico che è riuscito a trasformare i solari ambienti dell'Appennino emiliano in luoghi oscuri, tenebrosi, pieni di fantasmi e orrori "gotici" (si veda il capolavoro La casa delle finestre che ridono). Qui filma un altro ottimo gotico appenninico, mostrando uno splendido gusto pittorico. Pur poi non ricorrendo a effetti grand guignol, ci regala anche qualche buon brivido. Avesse un po' più di ritmo... Ottimi Dionisi e Cecchi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'apparizione del fantasma "dorato".
I gusti di Jena (Fantascienza - Fantastico - Horror)

Lupoprezzo 27/3/11 20:06 - 635 commenti

Questo ritorno ad un certo cinema per Pupi Avati è senza infamia e senza lode. Dal lato registico il buon Pupi si fa sempre valere e in più di un'occasione azzecca qualche trovata (la fotografia gli dà sicuramente una mano). Il problema è che non si crea la giusta atmosfera, il mistero rimane in superficie e il finale è poca cosa. Gli attori non brillano, soprattutto Stefano Dionisi. Peccato, speravo meglio.
I gusti di Lupoprezzo (Horror - Poliziesco - Western)

Maik271 17/3/16 13:26 - 436 commenti

Pupi Avati frequenta nuovamente il genere con questa pellicola misteriosa. Il film è ben confezionato e i due protagonisti sono ottimi così come bravo è il regista a rappresentare in maniera convincente le ambientazioni lugubri dell'eremo di un monsignore scomunicato dalla chiesa. Pur non raggiungendo alti livelli come nei precedenti film di genere del regista il risultato è interessante.
I gusti di Maik271 (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Aal 20/9/09 1:17 - 244 commenti

Avere alle spalle capolavori come Zeder e La casa dalle finestre che ridono gioca a sfavore di Pupi Avati poiché ogni suo passo nei territori dell'horror viene giudicato confrontondalo con le glorie che furono. E in quest'ottica "L'arcano incantatore" delude, anche se ha dalla sua una trama interessante, ottime atmosfere e una fotografia che vira su toni caldi per mettere in risalto gli ambienti ed i volti illuminati dalle candele. Mancano la continuità e uno sviluppo più approfondito di tematiche affascinanti. Grande Cecchi comunque.
I gusti di Aal (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Bergelmir 28/3/12 16:12 - 146 commenti

Una storia di fantasmi emiliana, girata in penombra fra case diroccate e boschi abbandonati, come nella migliore tradizione gotica. Mancano gli attori, le ingenuità sono tante e certi effetti speciali erano già vecchi negli anni '30 (il pipistrello!), tuttavia come spesso accade con Avati i veri protagonisti del film diventano i luoghi, depositari di una memoria ancestrale e colti nelle loro sfaccettature più inaspettate e sorprendenti. La storia non è granché, ma ciò che ci sta attorno è davvero ben fatto.
I gusti di Bergelmir (Fantascienza - Giallo - Horror)

Max92 12/6/11 12:58 - 104 commenti

C'é poco da dire: questa volta il grande Pupi Avati ha proprio toppato. Non tanto per la sceneggiatura (che è una delle poche ottime trovate del film), ma per come questa viene sviluppata, in un modo delirante ed incomprensibile che sfocia nell'ermetismo più impenetrabile. E gli attori, a partire da Dionisi, non recitano e si perdono in interminabili vaneggiamenti soprannaturali. Viceversa, sinistra e di grande fascino l'ambientazione umbra. Cupo e funereo. Peccato, perché un bersaglio mancato come questo lascia veramente l'amaro in bocca.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'apparizione dello spirito dorato: di grande suggestione.
I gusti di Max92 (Animazione - Horror - Thriller)

Spectra 30/12/08 10:28 - 84 commenti

Pupi Avati si ripresenta con il thriller esoterico con scarsi risultati. Buone le inquadrature e la fotografia, ma la sceneggiatura regge poco e il film ne risulta spoglio di elementi di vera tensione. Peccato, perché Avati era stato in grado con pochi mezzi di creare buone ambientazioni.
I gusti di Spectra (Horror - Poliziesco - Thriller)

Gab 12/9/16 21:47 - 4 commenti

Thriller dell’occulto di tensione sottile, in crescendo con il proseguire degli esperimenti spiritici del monsignore esiliato (l’ottimo Carlo Cecchi). Il maggior pregio è dato dall’ambientazione tra i luoghi dell’Appennino bolognese e, soprattutto, dalla dimora isolata: una biblioteca sterminata e inquietante. La fotografia, soprattutto del notturno, è efficace e ne valorizza l’atmosfera cupa ed enigmatica. Peccato per qualche buco di sceneggiatura che indebolisce il pacchetto complessivo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L’apparizione del fantasma in biblioteca e dello spettro infuocato e crepitante; Il finale.
I gusti di Gab (Commedia - Fantascienza - Thriller)

Dilinger 26/7/09 21:48 - 2 commenti

Che dire, Pupi Avati non si smentisce neanche in questo film: ottima ambientazione a lui consona per questo genere e bella anche la trama, Il film cattura per il crescendo narrativo ed ambientale, che aumenta man mano che si avvicina il finale. Un apprezzamento agli attori che hanno saputo imprimere la giusta drammaticità quasi teatrale alla vicenda. Consiglio a tutti la visione!
I gusti di Dilinger (Fantastico - Musicale - Thriller)