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IL TESTAMENTO DI ORFEO

All'interno del forum, per questo film:
Il testamento di Orfeo
Titolo originale:Le testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi!
Dati:Anno: 1960Genere: fantastico (bianco e nero)
Regia:Jean Cocteau
Cast:Jean Cocteau, Jean Marais, María Casares, François Périer, Charles Aznavour, Yul Brynner, Lucia Bosé, Roger Vadim, Claudine Auger, Henry Cremieux, Serge Lifar, Annette Stroyberg, Pablo Picasso, Jean-Pierre Léaud, Françoise Sagan, Luis Dominguin
Note:Aka "Il testamento d'Orfeo".
Visite:855
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Surreale, a tratti incomprensibile, LE TESTAMENT D'ORPHEE è una personale riflessione di Jean Cocteau sul mondo e sulla figura del poeta. Comincia come uno strano viaggio del protagonista nel tempo fino a incontrare uno scienziato che parrebbe aver scoperto il segreto per il cronotrasporto, ma subito si trasforma in un pellegrinaggio attraverso luoghi semideserti che portano Cocteau (nel ruolo di se stesso) all'incontro con personaggi bizzarri o legati alle proprie esperienze passate (il Jean Marais protagonista di ORFEO). Quello che subito colpisce è l'accuratezza della messa in scena, la perfezione nell'uso di stratagemmi cinematografici come la moviola, il ralenti, con risultati straordinari, senza sbavature. L'abuso di simboli, l'impegno nella costruzione di dialoghi che danno subito l'impressione di essere molto ricercati, nella loro apparente follia, regalano al film una forza che trascende l'epoca nel quale è uscito rendendola un'opera del tutto fuori dal tempo. Capire fino in fondo un lavoro simile è arduo, coglierne l'effetto straniante è invece inevitabile. Come reagire di fronte al tribunale preventivo che esiste in un tempo fuori dal tempo, che chiede a Cocteau cos'è un poeta e si sente rispondere con affermazioni che divagano clamorosamente evitando qualsiasi risposta diretta? Lo spettatore non può che subire lasciandosi travolgere dalle immagini, dai "colpi di scena", dalla bellezza obiettiva di alcune inquadrature. Certo che, nonostante duri appena un'ora e un quarto, non è impresa da poco resistere alle lunghe elucubrazioni di Cocteau. Cast ricco di partecipazioni molto più che straordinarie (c'è pure Pablo Picasso)!
il DAVINOTTI