Cerca per genere
Attori/registi più presenti

UN RAGAZZO D'ORO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 11
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/9/14 DAL DAVINOTTI
In un'epoca in cui la corsa al recupero ossessivo di film appartenenti alla cosiddetta serie B del nostro cinema (o Z, secondo alcuni) è ormai prassi comune e consolidata, avvalorata dallo sponsor Tarantino (ovviamente citato), non appare certo strano che anche un autore come Avati vi dedichi una propria personale riflessione (per quanto a margine, in un'opera che di altro parla). Il protagonista Davide (Scamarcio) è il figlio di Achille Bias, sceneggiatore che per una vita ha messo mano a copioni di commediacce senza alcuna pretesa, avversate dalla critica quanto amate dalla massa (l'unico spezzone mostratoci appartiene al cult DOVE VAI SE IL VIZIETTO NON CE L'HAI, scritto in realtà da Carlo Veo). In aperto conflitto col padre, Davide è costretto a tornare al paese d'origine proprio a causa dell'improvvisa morte per incidente di questi. Tra una frecciata in pubblico (persino al funerale) e l'altra, si accorge però che il legame col padre non era così fragile come pensava, e saputo dalla sua ultima amante (Stone) che l'uomo stava scrivendo un'autobiografia, la cerca ovunque nel suo studio scoprendo però quanto essa fosse ridotta a poche righe di rassegnazione davanti a una totale assenza di ispirazione. A quel punto gli viene l'idea di completarla personalmente... Uno sviluppo quasi favolistico, per certi accenti quasi surreali suggeriti dall'interpretazione spesso trasognata o volutamente assente di Scamarcio e dai tocchi morbidi del piano di Raphael Gualazzi (autore della colonna sonora). Avati però dirige troppo passivamente, curando molto meno del solito la direzione di un parco attori assemblato decisamente male. La curiosità nei confronti dell'evoluzione della vicenda non monta, i momenti morti non si contano, la Stone è prigioniera di un ruolo scialbo da musa sfiorita che si confonde bene tra i toni autunnali dell'elegante fotografia. Un grigiore che sembra purtroppo avvolgere l'intero film, dall'andamento lento e compassato, che inciampa in personaggi sorprendentemente banali per gli standard avatiani (quello della Capotondi in primis, preoccupata per le sorti del suo ragazzo ma pronta a ricadere tra le braccia dell'ex alla prima difficoltà) e affidata in modo eccessivo alla performance di uno Scamarcio che non pare granché a suo agio nel personaggio. Un'opera decadente che non mostra mai di poter emergere dalla palude in cui si muove fin dalle prime scene. Sembra divertente e divertito il ritratto del mondo che gravita intorno ai colleghi e amici del padre defunto, ma perché allora confinarlo ai margini della storia, senza farlo emergere nella sua ruspante autenticità come nelle scene in cui viene proiettato l'ultimo film sceneggiato da Bias e a lui dedicato dall'amico/regista? Piccole parti per Valeria Marini (perfetta come rappresentante del cinema che Davide odia e suo padre frequentava) e l'ex della TERZA C Fabio Ferrari (è un agente letterario), mentre a Giovanna Ralli spetta la parte più lagnosa (la madre costantemente sull'orlo del pianto).
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Galbo 1/2/15 9:27 - 10904 commenti

Paradigmatico di una preoccupante involuzione dell'Avati regista, è un film in cui c'è pochissimo da salvare, giusto lo spunto iniziale che si ricollega al lavoro sulla memoria impregnato di malinconia, che ha sempre caratterizzato il regista emiliano. Lo sviluppo del film è pessimo, con una storia che tocca il ridicolo in più punti, una messa in scena poverissima e un gruppo di attori mal diretti, con Scamarcio forse al punto più basso della carriera e una Sharon Stone chiaramente reclutata come specchietto per le allodole.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Homesick 25/1/15 18:04 - 5737 commenti

Accantonati ricordi e folklore emiliani, Avati rientra nella sua vena più oscura, intimista e amara, narrando una storia di frustrazione professionale e pazzia lungo il fragile filo del rapporto familiare, da sempre pietra d'angolo del suo corpus cinematografico. Pur cadendo ancora vittima di qualche raptus giovanilistico, sotto la guida del regista bolognese Scamarcio sa essere finalmente attore maturo e sensibile; lo attorniano una solida guest-star (Stone), una compassionevole Capotondi, una dolente Ralli e i tipici personaggi avatiani di Ferrari, Dori, Ragno.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il discorso al funerale e dopo la proiezione del film; gli insulti a Dori, scostante notaio.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Markus 20/9/14 9:27 - 2877 commenti

Francamente terribile: al di là della puerile sceneggiatura, Avati è riuscito nell'impresa di non cavare un solo minuto convincente dal comparto degli attori, a partire da Scamarcio in un ruolo semplicemente mancato. La Stone insulsa, la Capotondi incapace e la Ralli un piagnucolio con due gambe. Il bofonchiare di Gualazzi - sua la colonna sonora - è irritante. La naturalezza di Nik Novecento, l’emotività di Botosso e di Capolicchio, la Bologna Anni ’80 e le musiche di Ortolani sono decisamente un lontano ricordo da rimpiangere.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Hackett 28/6/16 18:55 - 1597 commenti

Un Avati deludente, quello di questo film. Una pellicola che pur contando su un cast di richiamo non riesce a convincere ed emozionare lo spettatore. Dialoghi spenti, personaggi poco interessanti e una vicenda che non decolla mai. Manca l'emozione e come in alcuni (pochi) film non riusciti del regista emiliano, la maniera non sopperisce alla scarsa ispirazione. Avati è un maestro, ha fatto tantissimi film, forse qualcuno (come questo) ce lo poteva evitare.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Rambo90 26/6/16 23:09 - 5777 commenti

Una prima parte molto interessante, che si apriva a tante possibilità, con il giusto tono malinconico e il ritmo adeguato. Purtroppo la svolta della seconda parte risulta un po' forzata, quasi ingiustificata, sfociando in un finale drammatico ma incomprensibile, come se fosse parte di un altro film. Peccato, perché Scamarcio è in una delle sue performance più credibili e aveva accanto una superba Ralli. La Stone è del tutto pleonastica (e doppiata malissimo), la Capotondi di routine. Non male, in fondo, ma straniante.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Saintgifts 11/9/17 9:59 - 4099 commenti

Anche se la vicenda verte tra Milano e Roma, Bologna compare sempre in sottofondo, con il profumo del padre e la foto alla Montagnola. Questo solo per dire che qui Avati è ricorso ancora una volta alle sue esperienze giovanili, al suo modo di raccontare "favole" che tante volte ha incantato. Purtroppo qui le caratteristiche del bravo regista sono mal riposte e non adatte a una storia che pure lui ha scritto e sceneggiato (sceneggiatura anche premiata); ne risulta un film che arriva a sfiorare il ridicolo involontario.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La tremenda apparizione di Valeria Marini.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Piero68 19/10/15 12:13 - 2639 commenti

Accantonata la sua Bologna e i suo racconti, Avati si avventura su un terreno probabilmente fuori dalle sue corde o, più semplicemente, non mette l'impegno richiesto da una pellicola del genere che, non avendo una sceneggiatura di peso, lasciava alla regia la forza di catturare lo spettatore. Un po' dramma un po' metacinema, persino la scelta degli attori risulterà fallimentare. Scamarcio, incolpevole coprotagonista del fallimento, fa quello che sa e tutto sommato lo fa meglio di tanti altri al cospetto di una Stone troppo grigia per essere sexy.
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)

Ultimo 26/9/16 16:11 - 1233 commenti

Mi aspettavo qualcosa di più da questo dramma avatiano, quasi totalmente incentrato sulla figura di Scamarcio e sul suo rapporto col defunto padre scrittore. La pellicola parte bene e incuriosce parecchio l'alone di mistero iniziale, salvo trasformarsi in un film noioso dopo nemmeno mezz'ora. Alla fine non si resta per nulla soddisfatti né della vicenda né tantomeno della prova del cast: Scamarcio va così così, la Capotondi è pessima e la Stone sembra messa lì come ornamento. Avati delude.
I gusti di Ultimo (Commedia - Giallo - Thriller)

Ira72 18/9/17 20:29 - 745 commenti

Sarà che Avati ha fatto gol nella porta dei miei horror preferiti, sarà che lo considero comunque notevole anche in altri generi, ma la prima domanda che mi sono fatta dopo aver visto questo film è stata: perché?! Qual è il motivo che spinge un regista come lui a dirigere un dramma banalotto e pregno di luoghi comuni come questo? Non solo non vi è nulla di nuovo all'orizzonte, ma è pure noioso e superficiale. Quasi a diventare patetico. La Stone è finta, fuori luogo, doppiata pure male. La Capotondi ripetitiva nelle parti che interpreta. Salvo Scamarcio.
I gusti di Ira72 (Documentario - Horror - Thriller)

Parsifal68 3/6/16 9:47 - 607 commenti

Triste canto del cigno di uno straordinario regista, che però qui segna malinconicamente il passo. La sceneggiatura, decisamente lacunosa, tratta male le inquietudini giovanili frutto di uno scontro padre-figlio e del ravvedimento di quest'ultimo con totale identificazione con il primo. Film decisamente inattendibile, colpa anche di attori mal assortiti e fuori parte. Scamarcio è inconsistente in un ruolo dove bisognerebbe avere più spessore introspettivo e la Capotondi è poca cosa. Un poco meglio la Ralli. La Stone scelta per far cassetta.
I gusti di Parsifal68 (Comico - Commedia - Drammatico)

Maxx g 7/11/15 18:22 - 437 commenti

Ritratto intimista di un figlio che vuole ritrovare il padre, almeno nei ricordi, dopo un rapporto da sempre burrascoso. La realizzazione è buona e la pellicola si lascia seguire, dando un sapiente tocco poetico. L'aspetto negativo è dato dalle prove attoriali: valida quella della Ralli e di Sharon Stone, qui alla sua prima esperienza italiana, insufficiente quella della Capotondi mentre anche qui si ha la riprova che Scamarcio è espressivo come un banano.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il bacio tra Scamarcio e la Stone in auto.
I gusti di Maxx g (Comico - Horror - Western)