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LO ZIO DI BROOKLYN

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Se "Cinico tv" era stato il tentativo di Ciprì e Maresco di portare in televisione un modo nuovo di vedere la Sicilia e i siciliani e di proporre una vera e propria rivoluzione, nel mondo omologato della tv, LO ZIO DI BROOKLYN ne è la naturale estensione su grande schermo. Non più caratterizzata però (se non in minima parte) dal gioco della voce fuori campo che conduce fantomatiche inchieste intervistando reietti in mutande, quanto mostrando vari aspetti della vita (immaginaria?) degli stessi, muovendosi tra gli squallidi scenari di sempre: una Palermo che più periferica non si può, desolata, abbandonata ad autentici freak che la popolano biascicando l'incomprensibile dialetto del posto. Questo è uno dei problemi: ci si capisce pochissimo, giusto qualche dialogo qua e là, quel tanto che ci fa comprendere la trama minima (due mafiosi portano uno strano padrino americano muto detto “lo zio” in una casa abitata da una manica di pazzi che dovranno temporaneamente accudirlo) e alcune battute in puro spirito “Cinico tv”. Sostenere per un'ora e quaranta queste scene di vita al limite della follia, immersi nel degrado ambientale fotografato dal consueto, splendido bianco e nero, non è impresa facile; tuttavia non si può che stimare la forza di una regia tanto coraggiosa e originale, capace di inventarsi un cinema che stilisticamente non ha precedenti. Riuscire a sorridere di situazioni così (come all'inizio, con un uomo che per due minuti si monta un asino da dietro) non è da tutti; riuscirci significa aver compreso il messaggio di un duo d'autori destinato - anche in futuro - a far discutere. Non c'è una vera storia quanto piuttosto sketch in gran parte slegati che si rincorrono episodicamente in un caos semi-incomprensibile. La parte centrale è la migliore.
il DAVINOTTI

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Pigro 29/6/09 9:37 - 7382 commenti

Sequenze più o meno sconnesse con personaggi abnormi tra il freak e il clownesco, in scorci degradati e trash, su temi tra il mafioso e il dozzinale. Ciprì e Maresco trasferiscono su grande schermo la loro intuizione visionario-eversiva, geniale in tv, ma noiosa e estetizzante al cinema. Copiano Buñuel senza averne l'inquietudine febbrile, Pasolini senza averne l'etica e l'umanesimo profondi, Ferreri senza averne il razionalismo grottesco, Jodorowski senza averne la violenza iconoclasta. Il risultato è circense e goliardico, ma non diverte.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Deepred89 18/9/12 23:01 - 3125 commenti

Personaggi ripugnanti alla John Waters, scenari tra il Pasolini della Ricotta e il postatomico (fotografati in un bianco e nero ruvido e scarnissimo), il tutto condito con qualche riferimento felliniano (la marcia finale). Un mix di ironia grottesca e sgradevolezza che diverte solo in un primo momento, finendo presto per annoiare, anche se non mancano alcune soluzioni interessanti e a tratti anche suggestive. Un'operazione originale, ma più curiosa che riuscita.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Matalo! 12/1/09 20:15 - 1364 commenti

Tra i pochi originali nomi del nostro cinema degli ultimi 10 anni, Ciprì e Maresco con l'ideazione di un atollo siciliano senza donne, senza gioia, senza consapevolezza realizzano una metafora universale dell'antro profondo dell'uomo. Risposta ad un'Italia tutta "attimini" e tv, le loro sgradevolezze sono state l'unica valida alternativa a un'Italia oggi tristemente più forte che mai. Questo eccellente lungometraggio confermò che anche i tempi del cinema potevano essere da loro abilmente sfruttati. Mai il dolore ha assunto connotati così grotteschi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il propietario del cinema porno, dopo aver cacciato un adoratore di una locandina porno, canta una serenata d'amore all'attrice raffigurata.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

Herrkinski 26/6/08 18:49 - 4520 commenti

Delirante lungometraggio del duo Ciprì-Maresco, gli autori della celeberrima serie "Cinico TV". E infatti qui ritroviamo alcune delle facce note di "Cinico TV" più altri caratteristi siculi veramente incredibili. L'intero cast è composto da persone prese dalla strada e le battute sono spesso improvvisate, ma il bello è proprio questo. Un film strano, spesso noioso, ma splendidamente fotografato in B/N e che presenta alcune situazioni miserabili ma al contempo divertenti. Incredibile lo scenario desolato della periferia palermitana. Bizzarro.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il pranzo animalesco dell'obeso Paviglianiti, il cantautore Lo Giudice che canta "Playboy".
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Harrys 27/5/09 2:13 - 679 commenti

Probabilmente la pellicola più azzardata del cinema italiano; stupisce il fatto che sia stata realizzata recentemente. Tra Bunuel e i Monty Python, questi due baldi giovani ci deliziano con perle di puro nonsense legate allo sdoganamento di svariati luoghi comuni sulla loro amata terra: la Sicilia. Ambientato in una periferia abbandonata da Dio, sospesa nel tempo e nello spazio, in cui si aggirano ambiguamente svariati subumani. Tra una trovata geniale e l'altra, ci si rende conto di esser rimasti sbigottiti. ****
I gusti di Harrys (Comico - Fantastico - Horror)

Pinhead80 20/8/10 14:40 - 3543 commenti

Ciprì e Maresco cercano di coniugare la loro opera "cinica", già vista in molti spezzoni del "Blob" curato da Enrico Ghezzi, al lungometraggio. A mio parere la cosa non riesce nella maniera migliore, proprio perché pare essere una forzatura, anche se bisogna assolutamente dire, che molti personaggi sono davvero azzeccati. Anzi è proprio l'eccessiva caratterizzazione dei personaggi è andata a discapito della sceneggiatura, che dice poco o niente. Nonostante ciò rimane un film da vedere, anche se a piccole dosi...
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Ryo 22/3/12 18:25 - 1926 commenti

Dopo l'esperienza di Cinico Tv Ciprì e Maresco portano al cinema il loro stile surreale. Ambientato in una Palermo (8 milioni di abitanti, come vien detto all'inizio) quasi post-apocalittica. Il clima è di degradazione, sfacelo e squallore, non solo negli ambienti ma anche negli abitanti. La tecnica narrativa è talvolta esasperante, con inquadrature fisse che riprendono interminabili piani sequenza. Un perfetto esempio di Anti-film.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Lythops 17/5/16 16:45 - 972 commenti

Dal mitico "cinico tv" e con lo stesso stile, con la fotografia in simbiosi con ambientazione e personaggi, ecco un film apparentemente e in gran parte sconnesso, che ricerca un inutile cattivo gusto a sottolineare il degrado assoluto, con una musica insopportabile che ci accompagna per tutto il film. Manca Paviglianiti, che la figura di uno dei tre fratelli (forse) vorrebbe evocare. Il linguaggio cinematografico non è innovativo, è già stato visto, le sequenze sono disarticolate forse volutamente. Noioso, inutile.
I gusti di Lythops (Documentario - Poliziesco - Thriller)

Jorge 14/4/11 19:41 - 164 commenti

I due registi si riallacciano ai loro esordi televisivi con una pellicola che è un insieme di sketch ripetuti all'inverosimile, in cui la sceneggiatura è ridotta a puro pretesto. Ciò, tuttavia, non è un limite ma un punto di forza del film che, splendidamente montato, fotografato e diretto (con delle scene registicamente bellissime), racconta di un non-luogo (quantomai reale) ove non ci sono donne, rispetto, speranza; tutto è distrutto, finanche l'umanità propria dell'essere umano, qui rappresentato nella sua più becera bruttezza e meschinità. Geniale.
I gusti di Jorge (Giallo - Horror - Thriller)