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DOOM GENERATION

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Doom generation
Titolo originale:Doom generation
Dati:Anno: 1995Genere: drammatico (colore)
Regia:Gregg Araki
Cast:James Duval, Rose McGowan, Johnathon Schaech, Cress Williams, Skinny Puppy
Note:V.M. 18 anni
Visite:770
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Ed eccone un altro, a cavalcare la moda delle trasgressioni giovanili. Tarantino (e di riflesso Oliver Stone col suo NATURAL BORN KILLERS) sta sempre di più segnando un’epoca, che dopo questo DOOM GENERATION vedrà nascere e crescere i vari TRAINSPOTTING, KIDS eccetera. In realtà però l'opera franco-americana di Gregg Araki non sembra possedere la genialità di PULP FICTION né la simpatica spontaneità di TRAINSPOTTING, e anzi fa sorgere il dubbio di aver a che fare con una scaltra operazione commerciale, tendenziosa al punto giusto e condita dall'immancabile turpiloquio che già da tempo è parte integrante dei film di matrice giovanilistica (basti pensare al seminale I RAGAZZI DELLA PORTA ACCANTO, 1985). Così eccoci di fronte alle scontate riflessioni sul senso della vita, all'ennesima riproposizione del concetto filosofico del “carpe diem”, all'involuzione semantica dettata dalla necessità di inserire ogni genere di volgarità in frasi creativamente originali. L'autocompiacimento di Araki nelle descrizioni splatter, nelle esplicite e continue parentesi sessuali, nell'apparizione (sicuramente una delle primissime volte) del liquido seminale tra i fotogrammi di un film non catalogabile come erotico o porno, sembra soprattutto figlia della volontà di creare uno scandalo programmato sostanzialmente fallendo nell'intento (anche se il VM18 se l'è beccato). Araki cerca forzatamente il film d'autore ma, fatta eccezione per alcune interessanti scenografie e qualche suggestiva inquadratura sghemba, fallisce l'obiettivo finendo con lo stremare lo spettatore a causa del lento incedere di ogni dialogo. L'interesse per una storia in fin dei conti vuota e povera di spunti originali scema presto, lasciandoci la solo curiosità di vedere fino a che punto potranno spingersi la follia di Xavier (detto “X” per una più facile identificazione con la sua generazione) e la passiva accondiscendenza di Jordan. I due, assieme alla bella e candida Amy Blue (Rose McGowan) sono gli unici protagonisti della vicenda, costantemente persi in dialoghi spesso privi di vera logica. La struttura tipica del road-movie è ancora quella di NATURAL BORN KILLERS e dei RAGAZZI DELLA PORTA ACCANTO e anche la fotografia ricorda quella già cromaticamente vivace del film con Charlie Sheen. Le musiche incidono meno del previsto. Tra i vari esempi di opere dedicate alla nuova gioventù dannata (esemplificativo il costante ricorso al numero della bestia, il 666, a ogni comparsa di una cifra) DOOM GENERATION è forse tra i meno sinceri: programmaticamente volgare, quasi mai divertente ma comunque confezionato con buona professionalità.
il DAVINOTTI

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Pigro 23/2/09 10:19 - 7359 commenti

Due ragazzi e una ragazza in viaggio, tra sesso, omicidi e strani incontri. Incredibile road movie adolescenziale intinto di splatter per raccontare, con spunti surreali fra l'esoterico e il grottesco, le forme di una 'generazione dell'Apocalisse' (come dice il titolo), segnata dal ricorrente numero del demonio e da mille altri presagi biblici e funebri. Non è un film sui giovani d'oggi o sul maledettismo, ma sull'adolescenza in sé, i suoi riti di passaggio e il suo senso della morte, giocato sui primissimi piani di un'umanità smarrita.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Homesick 3/2/08 17:44 - 5737 commenti

Araki segue la scia lasciata da alcuni successi cinematografici del periodo: i giovani maledetti e assassini di Natural born killers, il pulp tarantiniano, il fascino della fotografia onirica lynchiana e un encomiabile interesse per la buona musica underground (Jesus & Mary Chain, Nine Inch Nails, This Mortal Coil e cameo degli Skinny Puppy in veste di teppisti). Il plot si ricollega invece a 'La donna del bandito' di Nicholas Ray. Un film derivativo, figlio del suo tempo, più incisivo sul piano esteriore che per i suoi contenuti.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Rebis 16/6/11 13:35 - 2075 commenti

Xavier Red, altrimenti detto "X", è un mutante. Probabilmente il diavolo. Spinge l'acceleratore nella vita esausta di Jordan White ed Amy Blu fino all'autoconbustione. Un road movie allucinato e grottesco lanciato senza inibizioni verso l'ultimo girone infernale: più derivativo e risonante che profondo, è, nondimeno, una spudorata esibizione di stile, pervasa da inquietudini generazionali, incursioni splatter e un sincero amore per il cinema (Lynch, rielaborato e metabolizzato). Che sia "un film eterosessuale di Gregg Araki" è solo una considerazione provocatoria, tutta da verificare. Acido.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Herrkinski 20/12/11 2:46 - 4475 commenti

Visto in VHS ai tempi della sua uscita, dove i prodotti coevi fiorivano, tra cinema indipendente (SFW e Killing Zoe, per dirne un paio) e blockbuster d'autore (Pulp Fiction, Natural Born Killers). Se all'epoca, dal basso dei miei 15 anni, mi sembrò un film trasgressivo, visto oggi perde di certo buona parte del suo fascino; rimane un discreto esercizio di stile, con momenti riusciti ed altri meno, una buona colonna sonora alternativa e degli interpreti dalla faccia giusta. Tremendo il doppiaggio italiano. Molto '90s, con pro e contro del caso.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Pinhead80 16/4/16 18:53 - 3506 commenti

E' un film che sicuramente fa discutere ed è già molto, perché è evidente come lasci qualcosa in chi lo guarda. Tante possono essere le conclusioni da trarre, ma Araki riesce a confondere bene le idee. Se nel film compaiono costantemente i segni di una presenza diabolica, è altrettanto vero che i protagonisti sono tre, numero che richiama la Trinità cristiana. E poi ci sono le nuove generazioni, che vivono sbeffeggiando le vecchie senza riuscire però a vincere gli stereotipi e le intolleranze. Tante cose, forse troppe, ma comunque da vedere.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Lucius  9/6/13 11:12 - 2754 commenti

L'opera omnia di Araki affronta il tema della gioventù bruciata, ma anche quello dell'amicizia vera, dei sentimenti e della sessualità. I dialoghi sono argutamente espliciti, i personaggi tratteggiati con mano ferma. La pellicola trasuda sex-appeal e non evita il gore quando questo è necessario alla storia. La soundtrack è potente e trasmette la forza dei personaggi, vite allo sbando nel sottobosco dell'umanità. Una generazione dannata fatta di divi mancati. Autentico, estremo, sincero. Cult imprescindibile.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La testa mozzata che parla; il sex appeal dei personaggi; La tensione erotica sempre presente.
I gusti di Lucius (Erotico - Giallo - Thriller)

Paulaster 13/3/19 9:52 - 2371 commenti

Coppia di ragazzi si unisce a un terzo per vagare tra omicidi e sesso assortito. Araki punta alla provocazione esplicita nei dialoghi e nello splatter per dare la sua interpretazione della Generazione X. Colorato e a suo modo affascinante dal lato visivo, il film ha dei difetti in un ritmo scostante e nella scarsa espressività dei protagonisti. Buone le musiche d’accompagnamento e gli ambienti a scacchi o plastificati dell’epoca. Contenuti a volte eccessivamente sboccati hanno dato problemi di censura. Il doppiaggio non sembra all’altezza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il criceto nelle mutande di Richard Gere; Il topo di carne; “Down with dope, up with hope”; Il cameo di Heidi Fleiss; Il sesso a tre.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Luchi78 2/2/12 16:11 - 1521 commenti

C'è effettivamente qualcosa che non torna in questo film di Araki, troppo spesso illogico e sconclusionato, dove scene di sesso e violenza si alternano senza un perché. Insomma, è vero che nella doom generation ci sono dei picchi di trasgressione, che a volte può spuntare la "X" che, come nel caso del personaggio del film, ti trascina in mondi torbidi ed inesplorati, ma la follia è tutt'altra cosa... Comunque la regia è ottima, la fotografia ben sfruttata e la McGowan conturbante quanto basta per meritare la visione.
I gusti di Luchi78 (Comico - Fantastico - Guerra)