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MISTER DESTINY

All'interno del forum, per questo film:
Mister Destiny
Titolo originale:Destiny turns on the radio
Dati:Anno: 1995Genere: commedia (colore)
Regia:Jack Baran
Cast:Dylan McDermott, Nancy Travis, James Le Gros, Quentin Tarantino, Jim Belushi, Janet Carrol, Richard Edson, Allen Garfield, David Cross, Bobcat Goldthwait, Barry Shabaka Henley, Lisa Jane Persky, Sarah Trigger, Tracey Walter, Ralph Brannen
Note:E non "Mr. Destiny".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Las Vegas Ŕ la cittÓ dove tutto pu˛ succedere; ce lo ripetono un bel po' di volte, i personaggi di DESTINY TURNS ON THE RADIO. Forse per giustificare il caos che regna nel film, sconclusionato prodotto del tarantinismo in voga mescolato con un pizzico di soprannaturale affidato proprio al Mister Destiny interpretato da Quentin Tarantino, pronto a comparire qua e lÓ sparando quattro scemenze e atteggiandosi da gran manovratore del Fato giusto per dare un tocco di assurditÓ al tutto e collocare il film in quella zona di nessuno popolata da opere strampalate con velleitÓ cult. Ma in questo caso Ŕ troppo poco per rendere il film curioso: si tratta invece di uno stucchevole quanto fallimentare esercizio di stile, frustrato da una regia (Jack Baran) terribile, siparietti pretenziosi e noiosi (vedi le esibizioni canore para-lynchiane di Nancy Travis) e una storia pretestuiosa atta solo a farvi intervenire quanti pi¨ bizzarri personaggi possibile. Tra questi l'unico degno di menzione Ŕ il socio (James Le Gros) del protagonista evaso (Dylan McDermott), proprietario del Marilyn Motel dalle acque della cui piscina emerge Tarantino in un crepitare di lampi azzurroverdi. Per il resto solo dialoghi stucchevoli, saltuari momenti divertenti (spesso grazie al simpatico James Belushi), un finale fantascientifico che non convince nesuno. Si salvano invece le belle musiche di Steven Soles, scontate quanto si vuole nei loro delicati arpeggi acustici di chitarra ma almeno ben eseguite. La copia McDermott/Travis Ŕ insopportabile, nel suo lasciarsi e rincorrersi, la figura di Tarantino Ŕ solo un vezzo ininfluente.
il DAVINOTTI