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QUALCUNO STA PER MORIRE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/11/13 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/1/19
Si comincia male, con un doppio agguato domestico che si risolve in un macello pulp tra urla, colpi di pistola e violenze assortite. Sembra insomma di stare in uno di quei noir truci girati all'epoca in serie, per quanto il ceffo incredibile di un lungocrinito Billy Bob Thornton (in questo caso anche sceneggiatore del film) predisponga positivamente. E invece no. Dopo un incipit banale ONE FALSE MOVE si risveglia, rallenta, si prende i suoi tempi e soprattutto si scopre avere più di una storia da raccontare. Se da una parte seguiamo le disavventure dei tre responsabili del primo eccidio, ovvero Pluto (Beach), Ray (Thornton) e Fantasia (Williams), dall'altra ci spostiamo a Star City, una cittadina dell'Arkansas che rappresenta la mèta immaginata dal gruppo, dove la polizia dopo brevi indagini ha già capito che dovrà aspettarli per tendergli una trappola e arrestarli. Due sbirri dell'FBI raggiungono quindi lo sceriffo locale Dale Dixon (Paxton) per metterlo in guardia e avvisarlo che presto, nel suo bel paesino tranquillo, volerà qualche pallottola; e appena conosciamo Dixon capiamo quanto sarà il suo atteggiamento da villico ingenuamente sbruffone il personaggio più centrato: accoglie i colleghi in modo non certo convenzionale e li spiazza con risposte bizzarre, senza preoccuparsi minimamente di ciò che potrebbe avvenire; lui è pronto, farà quel che deve. Sposato con figlia, conosce bene la “pupa dei gangster”, Fantasia, in realtà la meno responsabile di malefatte ed eccidi, semplicemente finita con la gente sbagliata. A Star City la chamavano col suo vero nome, Lila, e lo stesso sceriffo una volta l'aveva pizzicata a rubare. Qualcuno gli chiede se tra loro ci fosse stato qualcosa... Al cinema queste cose succedono e ne va tenuto conto, perché per far girare una trama spesso non ci si negano forzature e colpi di scena improbabili. Il film prosegue alternando le due vicende: da una parte quella più veloce, tradizionalmente noir, on the road, dei tre in fuga, dall'altra quella più statica, strampalata, divertente, dello sceriffo coi due colleghi dell'FBI. Succede quel che ci si aspetta, in fondo, ma Franklin è bravo a dirigere con gusto seguendo la valida sceneggiatura di Thornton ed Epperson. Gestisce molto bene la tensione (la scena col poliziotto che ferma l'auto dei tre), sa dare bello spessore al personaggio atipico di Paxton (parte del merito spetta naturalmente anche all'attore) senza rinunciare – com'è ovvio – a qualche improvvisa esplosione di violenza, sfrutta intelligentemente i paesaggi. Thornton è l'impeccabile maschera di pietra di sempre, Cynda Williams è bella e dolce come si conviene. E così ti accorgi che il film gira e che si fa vedere fino in fondo con la giusta curiosità di sapere come finirà.
il DAVINOTTI

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Cotola 12/11/13 23:30 - 6849 commenti

Bel noir, sceneggiato da Bob Thornton (anche tra i protagonisti), che ha come merito principale quello di raccontare una storia abbastanza intrigante e lo fa battendo territori non sempre usuali e con più di un elemento spiazzante e sorprendente. La violenza spesso scoppia d’improvviso, lasciando raggelati (come nella scena a pochi minuti dall’inizio). Il ritmo è buono e presenta diversi momenti di tensione. Riuscito.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)