Cerca per genere
Attori/registi più presenti

I MILANESI A NAPOLI

All'interno del forum, per questo film:
I milanesi a Napoli
Dati:Anno: 1954Genere: commedia (bianco e nero)
Regia:Enzo Di Gianni
Cast:Eva Nova, Ugo Tognazzi, Nino Taranto, Carlo Campanini, Enrico Viarisio, Dolores Palumbo, Enzo Turco, Carletto Sposito (Carlo Sposito), Alfredo Rizzo
Visite:283
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/3/16 DAL DAVINOTTI
E così, dopo i napoletani che salgono a Milano, ecco per tutta risposta i milanesi che scendono a Napoli. Al sud un'azienda meneghina ha finanziato una società per la fabbricazione dei merletti di Sorrento e ha in progetto di permettere a un bizzarro chimico napoletano (Viarisio) di commercializzare una sorta di pizza che non scade ed è sempre fresca, realizzata ovviamente con abuso di surrogati e concentrati. Si chiamerà “Telepizza” e verrà venduta in tutto il mondo. Come si può immaginare i pizzaioli locali non sono esattamente felici della cosa, così come non lo sono i merlettai di Sorrento, i quali riusciranno a far chiudere la sleale concorrenza delle macchine. Un soggetto semplice semplice che diventa pretesto per mettere in scena un po' di folklore campano, vedute suggestive, sole, mare e un bel po' di canzonette interpretate perlopiù dalla diva del tempo Eva Nova, che non appena l'azione dal Nord si sposta al Sud attacca. Il commendator Brambilla (Campanini) si è trasferito lì da un po' e se anche la fabbrica di merletti non pare granché remunerativa lui si trova bene, pesca cefali e recupera dracme antiche per rivenderle. Deve passare metà film prima che Franco Baraldi (Ugo Tognazzi, la vera star), segretario tuttofare all'azienda milanese, venga spedito a Napoli per risistemare le cose (Brambilla arrestato, pizzaioli in sciopero, la chimica assistente del fabbricatore di telepizze che richiede manodopera specializzata). Lo fa dando il via alla fase migliore, in cui i contrasti tra nord e sud – pur se solo accennati – aumentano il divertimento. Naturalmente si saccheggiano i luoghi comuni del caso (simpatici gli occhiali “da nebbia”, lo scansafatiche che prende il sole in barca e dice di non cercar lavoro perché i soldi gli servirebbero solo per esser messi in banca e non lavorare, cosa che già fa), si passeggia per i vicoli e si mette in contatto il nordico Baraldi con la realtà locale. Pur tuttavia - e nonostante la valida recitazione di Tognazzi - non è che le cose migliorino molto e per riempire un copione assai scarno si inseriscono scene a teatro con veri e proprio sketch sul palcoscenico, dove a far da mattatore troviamo il sempre bravo Nino Taranto. Campanini ha un paio di buone scene (al commissariato), Viarisio passa il tempo in laboratorio tra alambicchi fumanti assistito da un Carletto Sposito in versione semidemente, Enzo Turco fa il pizzaiolo in rivolta assieme alla merlettaia Eva Nova, Dolores Palumbo è la “chimichessa”. Le canzoni (almeno cinque o sei, a intervalli irregolari) non si placano nemmeno sui titoli di coda. L'uomo che per professione agita i cartelli ai cortei potrebbe essere un perfetto eroe della Napoli di Bellavista.
il DAVINOTTI