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METISSE

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Metisse
Titolo originale:Metisse
Dati:Anno: 1993Genere: commedia (colore)
Regia:Mathieu Kassovitz
Cast:Mathieu Kassovitz, Hubert Koundè, Julie Maduech, Vincent Cassel, Tadek Lochinski, Jean Pierre Cassel
Visite:235
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
L'esordio nel lungometraggio di Mathieu Kassovitz (quello de L’ODIO e di ASSASSINS) è una storia di giovani scandita dalle musiche di una bella colonna sonora moderna. L'inizio è folgorante e in tre minuti già ci presenta la situazione come un dato di fatto: Lola (Julie Maduech) ha invitato a casa i suoi due fidanzati, i quali si incontrano sul pianerottolo senza sapere l'uno dell'esistenza dell'altro. Lei li fa entrare e gli annuncia di essere incinta. Di chi? Boh. Una situazione che farebbe saltare i nervi a chiunque; invece i due, chi prima (Hubert Koundè) chi dopo (Kassovitz stesso, anche attore), decidono di fare buon viso a cattivo gioco tentando una difficilissima convivenza a tre. Certamente memore dell’esordio nel lungometraggio di Spike Lee (citato più volte nel film), Kassovitz racconta di una Lola molto simile all'omonima ragazza nera di LOLA DARLING facendocela apparire disinvolta e per nulla pentita di una carognata che qui in Italia farebbe volare parole grosse (una, in particolare). Ma a fare il film è soprattutto il rapporto perennemente teso tra l'ebreo spiantato della Banlieu (Kassovitz) e il nero ricco e più inquadrato (Koundè); i due mal si sopportano, anche se cercano di riavvicinarsi appena possibile. Ben scritto ma soprattutto ben recitato, METISSE (in Italia solo con i sottotitoli) è un'ottima prova pure dal punto di vista registico. Se non fosse per la futilità e la superficialità nell'approccio che in fin dei conti condanna il film alla mediocrità (la situazione tende inoltre a ripetersi senza variazioni degne di nota), potremmo dire di essere di fronte a un lavoro davvero notevole, per un regista alle prime armi. Però...
il DAVINOTTI

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Mascherato 24/5/08 23:45 - 583 commenti

Lola è incinta e non sa se il padre è Jamal, nero figlio di un ambasciatore, o Felix, piccolo spacciatore ebreo. Alla regia del suo primo lungometraggio, Kassovitz già mostra i suoi pregi e i suoi difetti. Non è originale, ma furbo e trendy. Nel '93 emula lo Spike Lee delle commedie borghesi (Lola Darling, Jungle Fever) e gli riesce bene.
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