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FRANCESCO D'ASSISI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/11/15 DAL DAVINOTTI
Francesco d'Assisi made in Hollywood, ma girato in Italia. Le verdi location di casa nostra (Umbria ma non solo) regalano un po' di credibilitÓ in pi¨ a una storia raccontata con il passo lento del kolossal americano ma forte dell'interpretazione sentita di Bradford Dillman, un Francesco che parte per la guerra con l'amico Paolo di Vandria (Whitman) per fermarsi dopo la prima battaglia perchÚ richiamato dalla voce del Signore, che gli dice di tornare a casa e di aspettare lý istruzioni. Arrestato come disertore, Francesco viene liberato dopo qualche tempo grazie all'intercessione della bella Chiara d'Assisi (Hart), che chiede al rientrato Paolo, distintosi in guerra, di farlo uscire di prigione. Paolo accetta, nonostante abbia perso la stima verso l'amico, ma il risultato Ŕ che proprio Chiara, di cui Paolo s'Ŕ frattanto innamorato, non lo sposerÓ per abbracciare convintamente proprio l'ordine dei Francescani, riunitisi in massima povertÓ nelle campagne a costruire una chiesa. Sempre pi¨ numerosi, i frati vedono d'improvviso partire il loro leader per la Terrasanta con l'obiettivo di far siglare la pace ai saraceni! TornerÓ dal viaggio scoprendo che i suoi fedeli si son riorganizzati e stanno cambiando le regole... Il Francesco di Curtiz non parla con gli animali (si limita ad ammansire due leopardi saraceni incontrati nel deserto) ma piace per come combatte pacatamente le sue battaglie, contrapponendo l'amore all'odio, la gioia alla tristezza e dando lezioni di grande umiltÓ in ogni occasione. Il carattere pi¨ sfaccettato Ŕ quello di Paolo di Vandria, che nei confronti dell'amico cambierÓ spesso comportamento spiazzato da quei pensieri e quegli insegnamenti, mentre intenso Ŕ l'incontro col Papa, al quale Francesco chiede venga riconosciuto dalla Chiesa il suo Ordine, inizialmente composto da solo 11 devoti. Una narrazione lineare, senza sussulti, sufficientemente gradevole da seguire per quanto fin troppo elementare nello svolgimento. La competente regia di Curtis organizza bene l'ampio materiale a disposizione, sfrutta con intelligenza gli ambienti che la lussureggiante fotografia tende talvolta a falsificare con luci poco naturali e racconta la vita del poverello di Assisi attraverso non pi¨ di cinque o sei episodi tenuti grossolanamente insieme da raccordi non molto significativi. Un compendio di facile memorizzazione, cui manca per˛ il respiro delle grandi opere.
il DAVINOTTI