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• QUATTRO STORIE PER NON DORMIRE

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• Quattro storie per non dormire
Dati:Anno: 1988Genere: horror (colore)
Regia:[4e] John Woodward, Jack Garrett, Damian Harris, Glenn Takakjian
Cast:Eleese Lester, Gabriel Folse, Steven Young, Martin Boozer, Kathleen Alsobrook, Loren Bivens, Stephen Nichols, Del Zamora, Eric Stoltz, Arvid Holmberg, Danna Garen, Dennis Etchison, Ray Adamski, Brian Caldwell, John Gowans, Lee Ryan, Harry Yelmon
Note:Aka "4 storie per non dormire". Vhs che mescola 4 corti, alcuni presenti nella serie "Stephen King's nightshift collection: "Disciples of the crow" (Woodward, prima versione di "Children of the corn" di Stephen King, 1983), "The Night Waiter" (Garrett, 1988), "Killing Time" (Harris, 1984), "The Last Hand" (Takajian).
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/5/13 DAL DAVINOTTI
Seconda cassetta uscita in America come STEPHEN KING’S NIGHTSHIFT COLLECTION, è arrivata anche da noi con titolo “italianizzato”. In realtà, dei quattro corti presenti solo il primo, DISCIPLES OF THE CROW, viene da King e anticipa di un anno l’ottimo GRANO ROSSO SANGUE: è insomma la prima riduzione del celebre racconto “Children of the Corn”. Diretto da John Woodward senza troppi meriti, lascia tuttavia intuire le potenzialità notevoli della storia, calata già qui in un bel clima insolito di desolazione tra assolate distese di granturco. Recitazione scadente e troppa sbrigatività purtroppo lo affossano: il film di Kiersch è di tutt'altra pasta. THE NIGHT WAITER di Jack Garrett è l’episodio peggiore: un ragazzetto viene assunto come portiere di notte in un albergo e si ritrova alle prese con una camera maledetta e un principale in vena di scherzi. Pessimo sotto ogni aspetto! Più interessante invece KILLING TIME di Damian Harris, con frequenti insert a fumetti in stile CREEPSHOW. Una trama oscura che passa da incubo a realtà con estrema facilità e una discreta suggestione. Per chi ha voglia di seguirla… Chiusura con THE LAST HAND di Glenn Takajian, storia di una partita a poker tra colleghi d'azienda: uno pare la vittima (preda di frequenti allucinazioni), un altro il carnefice, con i quattro arrestati a fare da comprimari. Un bel finale tra ralenti ed effetti gore, ma poco altro da segnalare.
il DAVINOTTI

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Schramm 17/6/13 10:54 - 2336 commenti

Fin dal primo episodio, che pure nel suo essere spiccio e aborracciato sfodera guizzi visivi che non avrebbero sfigurato nell'adattamento ufficiale a venire, l'incauto kingofilo capisce di esser cascato molto male e che il titolo presenta un ingannevole "non" di troppo: il cavo orale diventa presto un carillon di sbadigli con i tre sputacchi a seguire, uno più incredibilmente brutto e atono dell'altro. Di imbarazzante inutilità e inerzialità, lo si guarda con un occhio solo e con la testa altrove, vale giusto quale riprova dell'immensità del peggio. *
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