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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Adriano Celentano dà l’addio al cinema con un film ancor più delirante e indecifrabile di JOAN LUI. Una favola surreale ambiziosa e inauditamente trash, nell'accezione più pura e antica del termine. Un film ambizioso e sconclusionato come pochi, sgangherato e rabberciato, dove l'incredibile numero di "star" impiegate nella sua realizzazione (Pietro Scalia al montaggio, Luciano Tovoli alla fotografia, Giorgio Moroder alle musiche, Christopher Lee nel cast...) sembrano muoversi in una terra di nessuno, un limbo di celluloide sospeso nel vuoto. Le incredibili deviazioni cyber, con un viaggio di Celentano e Carroll Baker in una città virtuale (Cyber Eden) governata da bambini, sono soltanto alcune delle follie che animano questo inimmaginabile calderone. La storia vede Carroll Baker nei panni di un’anziana signora ansiosa di sottrarsi alla vecchiaia, che assembla nella sua lussuosa villa un team di bambini prodigio con il compito di far loro perfezionare lo Juvenil, un farmaco che agendo sul DNA rigenera le cellule provocando immediato ringiovanimento. Ma i bimbi (tra cui Totò Cascio, diretto che peggio non si potrebbe) per rinfrescarsi le idee hanno bisogno di una sana iniezione di idiozia, secondo una sorta di Max Headroom (un uomo che vive dentro un computer e che funge da jolly per tutto il film) e così la Baker chiamerà il suo giardiniere un po' tocco (Celentano) per trasformarlo in professore ad hoc. Questi, insignito di tanto onore, comincerà a fare il Messia insegnando ai bambini-genio a essere bambini e basta. Il regista Mario Orfini è qui una frana, la sceneggiatura aberrante, Celentano quando parla sembra impazzito...
il DAVINOTTI

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Lovejoy 31/12/07 15:11 - 1825 commenti

Tra i peggiori film italiani di sempre. Sceneggiatura inesistente, regia che definire sciatta è dir poco e un cast lasciato allo sbaraglio. Celentano gigioneggia alla grande, rendendosi ridicolo in più di un'occasione; il piccolo Totò Cascio è francamente insopportabile, Carroll Baker non sa dove sbattere la testa e Christopher Lee è del tutto sprecato in un ruolo insulso. Da evitare.
I gusti di Lovejoy (Comico - Horror - Western)

Il ferrini 3/12/15 19:36 - 1512 commenti

Gli ingredienti per fare un buon film c'erano tutti: innanzitutto il cast, secondariamente la regia e soprattutto qualcosa come 18 miliardi. Invece per varie ragioni, non ultima la sceneggiatura, il risultato è abbastanza deludente: far recitare Celentano in inglese significa togliergli metà della sua potenza espressiva, che è legata ai giochi verbali e il ruolo assegnato a Christopher Lee è davvero uno spreco imperdonabile. Flop clamoroso che decreterà la fine del Celentano attore e di Orfini, che girerà solo un altro film, dopo 7 anni.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Panza   31/3/13 22:44 - 1435 commenti

Dimenticato sonoro floppone celentanesco dopo il quale il Molleggiato si ritirerà completamente dal cinema. E allora il pubblico andava capito: i bambini sono scoccianti, Lee si guadagna ignobilmente il pane, Celentano gigioneggia per tutto il film (ma rispetto agli altri sembra Totò). Una confezione pacchiana (le musiche escono direttamente dal dimenticatoio anni '90) fa da ottimo contorno a questo pasticcio in cui purtroppo Celentano gioca anche a fare il moralista. Un primo tempo bolso fa da overture per un secondo in cui pare davvero di sognare. Aiuto!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ultima mezz'ora fra citazioni a Ritorno al futuro e bambini che diventano malvagi; L'antipatico uomo-computer; La splendida villa.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)