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PRESENZE (THE TURN OF THE SCREW)

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® Presenze (The turn of the screw)
Titolo originale:The turn of the screw
Dati:Anno: 1992Genere: horror (colore)
Regia:Rusty Lemorande
Cast:Patsy Kensit, Stéphane Audran, Julian Sands, Marianne Faithfull, Olivier Debray, Bryony Brind, Thomas Krygier, Doreen Mantle, Peter Whitman, Mickey Monroe, Anna Bolt, Laura Cox, Sara Newman, Albert Sasson, Tony O'Leary
Note:Remake di "Suspense".
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
È curioso che i due remake anni 90 dei due film di fantasmi più classici di sempre (SUSPENSE e GLI INVASATI) siano stati entrambi intitolati, in Italia, PRESENZE. A differenza tuttavia di quella scadente baracconata di HAUNTING, questo THE TURN OF THE SCREW (che riprende nel titolo originale quello del romanzo breve di Henry James dal quale è tratto) aggiorna SUSPENSE senza cadere nell'ovvio. Nessun effetto speciale e il tentativo di ricreare a colori le stesse magiche ambientazioni del capolavoro di Jack Clayton. Certo la scelta di far interpretare il ruolo che fu della straordinaria Deborah Kerr alla popstar Patsy Kensit non è delle più felici (nonostante la scultorea rigidità dei tratti somatici dell'ex cantante degli Eighth Wonder sembri sposarsi alla perfezione con la figura del istitutrice), così come appare superfluo il prologo con Marianne Faithfull narratrice, destinata a intervenire ancora saltuariamente fino al colpo di scena pretestuoso dell'epilogo. Pur tuttavia il set della enorme casa di campagna teatro della vicenda è di nuovo splendido e le apparizioni del fantasma dell'antica istitutrice sono (a differenza di quelle più dozzinali in cui appare il giardiniere Quint) momenti di autentica poesia, scenografate con il dovuto “sense of wonder”. La storia riprende pari pari quella di SUSPENSE (dimenticando il curioso prequel di Michael Winner, che si concentrava sulle vicende precedenti a quelle dell’arrivo dell'istitutrice) aggiornandola con una certa grazia ma rimanendone assai distante (soprattutto per l'assenza di... suspense). Buone le musiche di Simon Boswell.
il DAVINOTTI

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Rebis 30/10/08 13:35 - 2075 commenti

Il breve, agghiacciante romanzo di H. James ha fruttato all'horror un autentico sottogenere. L'opera di Lemorande rimpolpa l'efficace linearità del racconto con un tripudio di forme e musica: l'assillante carillon di Boswell, l'oscura casa ricolma di bambole, pupazzi e giocattoli d'ogni dove. L'aspetto visivo, molto saturo, spadroneggia ma non trova accordo con il clima rarefatto della fiaba: il film resta freddo, mentale, alienato altrove. Discreta Patsy Kensit, ma il suo personaggio è banalizzato da un corollario simbolico fin troppo insisto di sessualità e repressione. Inutile la Faithfull.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Rufus68 11/11/18 16:32 - 2657 commenti

Per citare Groucho: Henry James si rivolterà nella tomba e dovremo rimboccargli la lapide. Tentativo di goticuzzo che inganna, al solito, con una confezione algida e distaccata che regala l'impressione di raffinatezza e che, invece, è sintomo esclusivo di vacuità. L'ambigua ricchezza del racconto è qui ridotta a storiella demoniaca con apparizioni in controluce, sanguinamenti, bambolotti ominosi e musichine da videogioco. Kensit inadeguata, per tacere del resto.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)