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POKER GENERATION

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/4/12 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/4/12
Siamo a Scicli, in Sicilia, e i due figli di una famiglia ben poco agiata già sviluppano da piccoli la loro propensione per il gioco d'azzardo: uno dei due (Piero Cardano) è timido, schivo, "quasi autistico" (conosce tutto il vocabolario a memoria), l'altro (Andrea Montovoli) è un guascone casanova col mito di Tony Montana. Entrambi giocano benissimo a poker (anche se ben poco si capisce e si direbbe che quello bravo sia uno solo) e, per pagare le cure della sorellina malata, decidono di trasferirsi a Milano e vincere col gioco i soldi necessari. Un bello spot per una delle ultime fissazioni degli italiani: il poker aiuta a risolvere i problemi ragazzi, vincere è facile e ti introduce in splendidi ambienti popolati da belle donne, gran serate, vizi e denaro che aspetta solo di essere messo in tasca. Evidentemente la cosa che più importava far passare era il messaggio, chi se ne frega del film in sè. E infatti delle partite al tavolo verde non si capisce nulla, delle moderne varianti americane del buon vecchio poker ancor meno e persino chi si destreggia nel campo faticherà a comprendere cosa accada nelle tante mani giocate. Così non resta che seguire le avventure milanesi dei due siciliani dal carattere opposto. Il problema è che non gli accade davvero nulla di interessante (a meno che non si voglia giudicare tale un fugace innamoramento per la barista sexy che fa il doppio lavoro al night per sostenere la figlioletta), e tutto il film è solo un lungo trascinarsi da una "bisca" all'altra, con il regista - tecnicamente dotato, va detto - che prova con la forma a supplire alle carenze di una sceneggiatura imbarazzante. Assistito anche da un buon montaggio, il nostro in qualche modo riesce nella difficile impresa di suscitare un briciolo di attenzione e i due fratelli protagonisti recitano senza nemmeno troppo demeritare; solo che esaurita la spinta iniziale, in cui la banalità di una vita disgraziata nel meridione più stereotipato poteva pure esser perdonata, lo slancio si esaurisce ed è un continuo ripetersi delle stesse situazioni, col fratello introverso che parte con una definizione da dizionario appena si presenta l'occasione e quello più aperto che prende a male parole chi gli capita a tiro non perdendo occasione per dimostrare quanto sia disadattato. Dopo un po' che il medesimo schema viene riproposto è inevitabile che si perda la pazienza, e visto che non si riesce mai una volta a creare l'attesa per un qualsiasi evento, come si può pensare di avvincere così il povero spettatore? Se poi ci aggiungiamo una serie di sorprese inesplicabili (ma il fratello scemo non era mica scarso come giocatore, semplice complice del fratello bravo? E allora che ci fa al final table di Malta?) che dimostrano se ce ne fosse bisogno l'approssimazione del copione, possiamo capire quanto questo POKER GENERATION (ah, sentiamo pure il pezzo omonimo, suonato da un gruppettino di passaggio) non torni buono nemmeno per un'eventuale riscoperta trash. Per quanto indubbiamente frustrato nelle sue (già scarse) ambizioni non è infatti confezionato sufficientemente male e anzi, a tratti lascia trasparire qualche sprazzo di talento nella regia. E' solo un prodotto superfluo, anonimo, fiacco, destinato ad essere dimenticato in fretta nonostante un titolo che sembrava far presagire il non plus ultra dell'idiozia.
il DAVINOTTI

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Markus 14/4/12 8:41 - 2931 commenti

Il debutto nel lungometraggio di Mingotto non è scoppiettante, ma in parte sfoggia le sue doti di giovane regista da classificarsi come "promettente": c'è un senso nelle sue riprese ed evidentemente è attratto da tutto ciò che è bello, che è fotogenico; fatto, questo, che ha in parte ha mascherato le magagne di sceneggiatura che, contrariamente, vacilla e non poco. Il titolo epocale prometteva due cose: il per me sperato trash più puro o un mattone difficile da digerire; Mingotto mi ha fatto lo scherzo di non regalami nessuna delle due cose.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Didda23 14/4/12 2:55 - 2127 commenti

Assurdo come un film sul poker non mostri accuratamente nemmeno una mano di gioco: questa sottrazione, purtroppo, non influisce positivamente sulla fruibilità. La sceneggiatura presenta una sequela di inutili luoghi comuni sul riscatto personale attraverso la disciplina "sportiva". Pannofino, oltre a non dare il meglio nelle vesti di attore, svilisce pure il proprio mestiere di doppiatore poiché mi è impossibile vedere Clooney senza pensare al suo volto. Incredibilmente la regia, agile e snella, è l'unica cosa che si salva.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Blutarsky 12/10/13 17:36 - 350 commenti

La messa in scena è discreta, buona regia, recitazione decente, fotografia e montaggio superiori alla media italiana, musiche funzionali. A una forma decente corrisponde però una storia e una sceneggiatura insulsa e priva di momenti di qualsivoglia interesse, i personaggi principali sono abbozzati o macchiettistici, delle partite di poker si capisce poco o nulla e nessun cliché ci viene risparmiato in questa storia di povertà e riscatto. La mancanza di una storia valida porta il film a essere uno spot (poker on-line) discretamente girato.
I gusti di Blutarsky (Giallo - Poliziesco - Western)