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LA BIONDA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/3/12 DAL BENEMERITO GIùAN POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/5/13
Sergio Rubini fa l'emigrato foggiano a Milano, sciancato e con una grigia vita davanti a riparare orologi; una notte però investe con la sua Panda la bionda del titolo, ovvero la conturbante e ancora splendida Nastassja Kinski, e tutto cambia: lei ha perso la memoria e sa solo che viene dalla Germania Est. Cosa ci fa a Milano? Insieme cercheranno di rimettere insieme gli indizi di un passato dalle molte ombre, al quale appartengono un losco riccastro con le mani nella coca (Ennio Fantastichini) e i suoi referenti (Luca Barbareschi, solo una piccola parte da super manager corrotto). Immerso in una Milano ripresa con un certo gusto, spesso di notte, il film di Rubini rivela presto i limiti dati da un’artificiosità che mal si sposa alla recitazione dimessa del protagonista. Troppe le fasi in cui l'estetica pare voler prendere il sopravvento sulla storia; La Kinski gioca a fare la femme fatale e le riesce discretamente (anzi, il ruolo le casca indubbiamente a pennello), Rubini dapprima pare diffidente e distaccato dal dramma della bionda per poi inevitabilmente cascarci dentro con tutte le scarpe. Il tutto converge in un estetizzante finale notturno in autostrada carico di tensione e ralenti, in cui le ambizioni del Rubini regista emergono senza però riuscire a colpire davvero nel segno. Atmosfere soffuse, musiche di qualità... Un noir quasi all'americana che tuttavia ha convinto a pochi: fu un vero flop!
il DAVINOTTI

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Giùan 8/3/12 9:54 - 2649 commenti

Orologiaio foggiano in trasferta milanese si imbatte in una bionda destinata a cambiargli la vita. Rubini esaspera e imbarocchisce la traccia tematica della Stazione (l'innocente sprovveduto alle prese con un alterità da cui è attratto e che lo travolgerà), sostituendo alla secchezza stilistica di derivazione teatrale, movimenti intriganti della mdp e ambientazione metropolitana da noir. Certo qualcosa stona e alcuni eccessi fan perder calore al film, ma Sergio conferma la propria originalità antiminimalista, offrendo una bella occasione alla Kinski.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il vestito strappato di Nastassja al momento dell'incidente; La Kinski che si perde nelle luci della città.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)