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GIOCHI DI MORTE

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Giochi di morte
Titolo originale:The blood of heroes
Dati:Anno: 1989Genere: fantastico (colore)
Regia:David Webb Peoples
Cast:Rutger Hauer, Delroy Lindo, Anna Katarina, Vincent D'Onofrio, Gandhi MacIntyre, Justin Monjo, Aaron Martin, Joan Chen, Casey Huang, Quang Dinh
Visite:417
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
THE BLOOD OF HEROES, esordio registico del noto sceneggiatore David Webb Peoples (sua la sceneggiatura di BLADE RUNNER, a dire il vero non il punto forte del film di Scott), è una di quelle storie alla L’IMPLACABILE, ambientata in un futuro in cui la gente è interessata a un unico “sport”, rivisitazione gladiatoria del football americano, violentissimo e che vede due squadre di cinque persone bardate come Crociati affrontarsi senza esclusione di colpi nel tentativo di infilare un teschio di cane su di un paletto. L'incaricato del gesto e cioè il “quick” (nel film Joan Chen) deve sgusciare tra gli avversari protetto dai compagni di squadra, guidati dal “capitano” (Rutger Hauer, ormai un’icona della violenza cinematografica). Niente di nuovo sotto il sole quindi e benché il regista possieda un certo gusto e la fotografia sia scintillante (belli i paesaggi australiani, molto simili a quelli di Mad Max), la sceneggiatura convince poco e sembra di stare dalle parti dell'ennesimo action all'americana: molto eroismo (già nel titolo originale), sangue a fiumi (c'è anche la Chen che mozzica senza pietà l'orecchio di un nemico), corpi cicatrizzati ovunque, un blando accenno al sesso. Peoples ha posto il gioco al centro di tutto e storie parallele non ne esistono: seguiamo solo questo gruppo di jugger (così vengono chiamati i “giocatori”) ansiosi di sfidare la potentissima “Lega” della Città Rossa, di cui Sharko (Hauer, nella versione originale chiamato Sallow) faceva già parte prima di esserne cacciato per via di una... donna (della quale non si saprà mai nulla). Riusciranno nella titanica impresa? Chissà...
il DAVINOTTI

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Rambo90 14/11/12 18:41 - 5877 commenti

Una boiata pazzesca: scopiazzando da Mad Max, Rollerball e quant'altro, lo sceneggiatore di Blade Runner mette in piedi un film scontatissimo e per nulla appassionante. Inoltre la messa in scena è piatta, tanto da accomunarlo più al 2019 di Sergio Martino che agli illustri film di riferimento. Cast pure ricco ma nessuno dei protagonisti è incisivo, a cominciare da Rutger Hauer.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)