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REBUS PER UN ASSASSINIO

All'interno del forum, per questo film:
Rebus per un assassinio
Titolo originale:Winter Kills
Dati:Anno: 1979Genere: drammatico (colore)
Regia:William Richert
Cast:Jeff Bridges, John Huston, Anthony Perkins, Eli Wallach, Sterling Hayden, Dorothy Malone, Tomas Milian, Belinda Bauer, Ralph Meeker, Toshirô Mifune, Richard Boone, David Spielberg, Brad Dexter, Michael Thoma, Ed Madsen, Elizabeth Taylor, John Warner
Note:E non "Rebus per un assassino". Tratto dall'omonimo libro di Richard Condon.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/2/12 DAL BENEMERITO KANON POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/12/15
Si scrive Keegan ma si legge Kennedy. Il presidente Tim Keegan assassinato nel 1960 a Philadelphia dal fuoco incrociato e fratello del protagonista (Jeff Bridges) non può infatti non richiamare il celebre JFK. E' infatti all'inquietante complotto mai svelato dalla Commissione Warren che il film s'ispira, immaginando che a indagare sullo stesso vi sia il fratello della vittima, spinto a farlo da suo padre (Houston) dopo aver ascoltato una confessione in punto di morte di uno dei killer del fratello. L'idea è interessante, il cast degno d'un kolossal, ma la realizzazione lascia decisamente con l'amaro in bocca; principalmente perché non si tratta di intuizioni raccolte grazie a un'indagine accurata ma semplicemente di una serie di confessioni e mezze confessioni che gli interrogati rilasciano senza troppi problemi spedendo il protagonista da un testimone all'altro come in una staffetta priva di vero senso. Di tanto in tanto un flashback del 1959 in cui rivediamo Eli Wallach nel ruolo di "falso" Jack Ruby e altri personaggi che non è difficile accostare a quelli (con tanto di passato cubano) che davvero si mossero all'ombra della grande cospirazione. Non è male la caratterizzazione del Nick Keegan di Bridges, fratello sempliciotto del presidente: suo padre non l'ha mai visto con troppo rispetto ma ai nostri occhi appare come persona tutto sommato in gamba, pur con le sue deolezze. Al contrario proprio Houston, col suo titaneggiare, il suo ostentare una sprezzante superiorità datagli dalla lunga militanza nell'agone politico, si fa apprezzabile solo dal punto di vista della recitazione: calcando la mano sull'ambiguità e la strafottenza riesce ad essere antipatico il necessario. Non mancano ovviamente né una sorta di femme fatale (Belinda Bauer), vera macchina del sesso per sua stessa ammissione, né una sorta di mister X che tutto origlia e tutto sa (Anthony Perkins), né una sfilata di poliziotti corrotti, complottisti della domenica e briganti da quattro soldi. Il finale non stupisce nessuno e chiude senza le fanfare un political-thriller mediocre incapace di regalare alla vicenda lo spessore che sarebbe servito. La meravigliosa complessità del JFK di Stone ripagherà ampiamente i delusi da questo... rebus facilitato.
il DAVINOTTI

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Kanon 6/2/12 23:00 - 588 commenti

Come porre l'epitaffio finale su di un decennio sfamato a pane e paranoia. Il complotto sublimato a paese delle meraviglie, con Alicio che quante più ne vede, tanto più sbigottisce (e meno ci capisce). Un gioco degli specchi che lambisce la parodia, un (prendere in) giro tondo che cascasse il mondo non quadra mai; satira che si satura di cospirazioni e cospiratori, cassata senza remore da produzione e pubblico. La parata di stelle c'è, ma son quasi tutte cadenti. Huston ci dà dentro: giganteggia e gigioneggia a tutto spiano.
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