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SECONDO PONZIO PILATO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Il film comincia con la crocifissione di Cristo. E’ solo durante un breve flashback che lo rivediamo in scena, al cospetto di Ponzio Pilato (il quale, come largamente evidenziato, se ne lava le mani). Perché Luigi Magni, specialista in revisioni della storia romana, è interessato non a Gesù ma alla figura del governatore della Palestina, scettico fino all'ultimo (o quasi) nei confronti del Messia. E chi meglio di Nino Manfredi poteva interpretare un personaggio tanto indolente e indeciso? Con la flemma che lo contraddistingue e l'immancabile dialetto romano strascicato Manfredi domina la scena, tanto che la Sandrelli (è Claudia, la sua compagna) e Lando Buzzanca (Valeriano) si vedono pochissimo, in proporzione. Lei comunque è ancora splendida, un viso incantevole, ed è ben diretta da Magni, Buzzanca è ben innestato nel contesto ma ha poco modo di brillare. Si sprecano le partecipazioni: da Ricky Tognazzi e Ninì Salerno centurioni a Mario Scaccia che fa Tiberio. Lara Naszinsky è un angelo dalle fattezze meravigliose e candide mentre Flavio Bucci ha un ottimo numero nel ruolo di Erode Antipa, memorabile quando minimizza la strage degli innocenti comandata dal padre ridimensionandola con semplici calcoli numerici (“...E quindi quanti ne scannò papà mio? Cinque... sei? E che è una strage questa?”). Soggetto e sceneggiatura di Magni sono quantomeno interessanti, ma questa volta è la confezione paratelevisiva a deludere: brutta la fotografia, molto modesti scenografie e costumi. L'impressione è quella di una produzione povera, poco adatta a sorreggere le ambizioni di Magni. Niente di che (titoli di testa a parte) le musiche di Angelo Branduardi. La figura di Pilato è qui rivalutata, umanizzata e la storia un po' torturata.
il DAVINOTTI

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Galbo 10/1/08 5:40 - 10861 commenti

Particolare rilettura di Magni (in genere avvezzo al film storico di ambientazione romana) di una parte della storia sacra, quella che riguarda per la precisione la complessa figura di Ponzio Pilato. La buona sceneggiatura mostra un protagonista sempre più dubbioso, non tanto sulla santità del personaggio, quanto sul timore di avere compiuto un errore giudiziario. Da questo punto di vista Magni (nonostante il tema) realizza un film profondamente laico, caratterizzando molto bene il suo protagonista, interpretato da un bravo Manfredi.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Rambo90 12/7/17 16:44 - 5677 commenti

Atipica ricostruzione della storia di Pilato (post crocifissione), inscenata da Magni con un gran senso della regia e della messa in scena. A demeritare a tratti è una sceneggiatura incerta tra il dramma storico e la commedia all'italiana, a volte un po' farraginosa ma sicuramente originale. Manfredi è grandissimo nei panni di un Pilato romano fino al midollo e un po' indolente, così come non da meno sono le brevi apparizioni di Bucci e Scaccia, decisamente fuori ruolo invece Buzzanca. Riuscito in parte, vale una visione.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Saintgifts 23/2/15 17:43 - 4099 commenti

Chi crede in ciò che le Sacre Scritture dicono, specie riferendosi alla venuta del Cristo e del perché, allora può dedurre che tutte le figure di spicco, Pilato compreso, sono solo "strumenti" che non hanno avuto scelta, hanno fatto solo ciò che era già scritto nel destino. Magni sceglie la visione laica, forse quella giusta; anche perché in ogni caso nessuno era consapevole di essere uno strumento, erano uomini di potere (come nel caso di Pilato) che agirono secondo la loro logica politica. Interessante e ottima la chiave interpretativa.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Pilato che, pur avendo visto, rimane fedele alla sua logica e alla sua posizione, fedelissimo a Roma preoccupandosi di toglierla da ogni responsabilità.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Panza   9/1/14 14:23 - 1387 commenti

Interessante rilettura delle vicende evangeliche in cui la prima parte, pur incentrata su Pilato, è alla fine una riproposizione abbastanza normale della Passione di Gesù. Ma quando Magni s'ingegna sulla figura di Pilato, su cui solo i vangeli apocrifi avevano osato creare una serie di aneddoti, allora il film mostra la sua faccia mostrando le immense doti attoriali di Manfredi, stupendo nel suo ruolo (il monologo finale è un saggio di recitazione). Musiche "ninna-nanna" di Angelo Branduardi, mentre le scenografie sembrano quelle di Joan Lui.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Rigoletto 8/6/13 17:23 - 1386 commenti

Visto molti anni fa mi parve una simpatica rivisitazione della morte e resurrezione di Gesù Cristo. Rivisto ora riesco a capirne il significato più profondo e più ampio. La riattualizzazione operata da Magni permette di affrontare il mistero attraverso l'occhio della nostra epoca, fondamentalmente scettico ma non totalmente insensibile all'evento. Grandissimo Manfredi che, aiutato dalla parlata romanesca, si trova perfettamente a suo, circondato da un cast di tutto rispetto. Cameo per l'immenso Mario Scaccia. Buone le musiche. ***

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Lo scoppiatissimo Barabba; Il monologo finale di Pilato.
I gusti di Rigoletto (Avventura - Drammatico - Horror)

Ducaspezzi 3/3/13 20:56 - 222 commenti

Divertente e pure soffusa di una guitta pensosità questa versione di Pilato "romanaccio" che, con un irresistibile Manfredi del tutto in parte, ci mostra come l'uccisione di Cristo finirà per sporcare le mani del prefetto romano in Giudea, ad onta del deresponsabilizzante lavacro delle medesime, di proverbiale memoria. La commedia sta tra la farsa storica e quel senso dell'ironia grottesco-irriverente che è di Magni. Buone le varie figure di contorno, con un curioso Herlitzka-Barabba. Dialoghi sfiziosi. Riuscito, nella sua spartana semplicità.
I gusti di Ducaspezzi (Drammatico - Fantastico - Thriller)