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UN ALDO QUALUNQUE

All'interno del forum, per questo film:
Un Aldo qualunque
Dati:Anno: 2002Genere: commedia (colore)
Regia:Dario Migliardi
Cast:Fabio De Luigi, Giuseppe Battiston, Michele Bottini, Silvana Fallisi, Neri Marcorè, Manuela Ungaro, Claudio Botosso, Omar Pedrini
Visite:171
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/11/11 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/11/15
Un Fabio De Luigi in versione pugliese (la voce è irriconoscibile, con un accento completamente diverso da quello a cui ci ha abituati) è l'Aldo del titolo, trasferitosi da Bari a Torino per ragioni lavorative assieme alla moglie poliziotta (Fallisi). Conosce via incidente stradale uno strano tipo (Bottini) di cui diventa amico; non uno del tutto a posto, con debiti da pagare a individui poco raccomandabili pronti a spaccargli la macchina se non paga. Insieme a Caimano (Battiston, visibilmente dimagrito) e con Aldo che nel frattempo ha perso il lavoro e si ritrova a corto di contanti, i due organizzano di scommettere clandestinamente una bella somma adoperandosi per truccare il risultato e arrivare a vincere ciò che dovrebbe loro concedere la tranquillità economica. Nel frattempo però la moglie di Aldo, spinta dal commissario (Botosso) e da un collega (Marcorè) che si veste come il Gasparri di MARK IL POLIZIOTTO, chiaramente attratto da lei, ascolta con le cimici il marito e gli amici per capire se davvero hanno qualcosa da nascondere. Una trama anche piuttosto intricata e un'ambientazione retrodatata al 1978 ma vissuta soprattutto attraverso i titoli dei giornali (è l'anno dei tre papi, del rapimento Moro...), perché la ricostruzione è debole e quasi nulla nel copione si riconduce così immediatamente a quell'epoca. La cosa migliore (oltre al curioso titolo) sono forse i tanti brani dei Timoria in colonna sonora (il loro leader, Omar Pedrini, interpreta pure il prete canterino), perché di memorabile il film non ha proprio nulla. La sceneggiatura è confusa, la regia anche di più e ben presto tutto comincia a fluire senza che ci si riesca ad appassionare per un attimo alle vicende dei protagonisti. Lo stesso De Luigi, per quanto frizzante, viene penalizzato da un accento e un'inflessione che ne smorzano drasticamente le potenzialità comiche confermandoci che l'intento era quello di tratteggiare un ritratto generazionale; per nulla convincente, a questo punto. Fa sorridere Marcorè conciato come il Mark di Gasparri, ma pure questo sembra un espediente poco sincero per attrarre i fan dello “Stracult”.
il DAVINOTTI

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Daniela 11/11/11 7:55 - 8149 commenti

Anni '70, Milano. Coppia in crisi: lei, poliziotta in carriera, sogna una vita più interessante, che lui, pio e tranquillo, non sembra in grado di darle. Poi però lui viene a contatto con tizi del giro delle scommesse clandestine... De Luigi è bravo ed adatto al ruolo dell'impacciato pavido, Marcoré gustoso come apparizione, alcuni caratteristi simpatici (Battiston, Fallisi): il materiale umano insomma ci sarebbe, ma il film è incolore, senza ritmo, fiacchissimo. Un esordio registico mal riuscito.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)