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LA CASA AI CONFINI DELLA REALTà

All'interno del forum, per questo film:
La casa ai confini della realtà
Titolo originale:Paperhouse
Dati:Anno: 1988Genere: thriller (colore)
Regia:Bernard Rose
Cast:Charlotte Burke, Glenne Headly, Ben Cross, Jane Bertish, Samantha Cahill, Sarah Newbold, Gary Bleasdale, Elliott Spiers, Gemma Jones, Steven O'Donnell, Karen Gledhill, Barbara Keogh
Visite:841
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
In bilico tra l’horror e la fantascienza psicologica, LA CASA AI CONFINI DELLA REALTA’ è un film inglese diretto con molta cura per le immagini e le inquadrature ad effetto. Il regista Bernard Rose ci racconta la storia della piccola Anna (Charlotte Burke), un’adolescente che sogna ciò che di giorno disegna e che quando perde conoscenza finisce in una curiosa dimensione popolata solo da lei e dal suo coetaneo Mark, ragazzino invalido con il quale Anna stabilisce un contatto onirico. I genitori di lei sono ovviamente preoccupati, ma poco possono per impedirle di sognare la casa persa in un prato verde abitata da Mark. Il film gioca molto sulle sensazioni, sui quadri surreali prodotti dalla creatività onirica di Anna, sull’indubbia suggestione dei paesaggi desolati dominati dal verde dell'erba, sull'ingenuità tipica dell'adolescente nei confronti dei sogni misteriosi: sono loro, i giovanissimi, ad essere forse i soli capaci a credere - senza porsi troppe domande - nel paranormale. La figura di Anna in realtà è assolutamente dominante, nel film, e tutto viene visto e filtrato dai suoi occhi. In un certo senso, e per molti aspetti, LA CASA AI CONFINI DELLA REALTA’ anticipa il sopravvalutato, ma visivamente stupendo, RIFLESSI SULLA PELLE, pur essendo molto meno ancorato al reale rispetto a quest'ultimo. È in ogni caso l'esempio di come gli inglesi affrontino il thriller in modo diverso dagli americani: molto meno spettacolo, nessun effetto speciale o spargimento di sangue, attenzione e coerenza nella sceneggiatura; in poche parole un profilo più basso. Non si può non notare tuttavia che il ritmo a volte scende eccessivamente e che mancano quei colpi di scena con cui si movimenterebbe un po' una vicenda tutto sommato ripetitiva e spesso prevedibile. Un film per chi ama le storie semplici e a effetto. Peccato che Ben Cross (fa il padre) si veda poco: come attore ha dei numeri.
il DAVINOTTI

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Schramm 12/1/12 14:05 - 2336 commenti

Casa di carta. Carta canta e la fantasia -che come tutte le grandi bugie, è disposta a divenire realtà- le fa coro. La carta quale grembo dell'immaginazione, dell'immagine, dell'abracadabra, del denaro che le può veicolare e che l'infanzia non contempla. Nel concepire l'anello mancante tra alveari e specchidermie, tra toynathos e maree, Rose non va per il sottile: avanza con letteralità quasi didascalica nel dimostrare che tutto quel che si pensa e crea, c'è già e che l'Altrove non è davvero altrove. Gli si può forse rimproverare un clima e un impianto statico-televisivo, ma è il minore dei mali

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Più che memorabili, memorabilia: il pensiero va a Barker per l'incipit paesaggistico di Abarat e a King per il mcguffin cardinale di Duma key.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Myvincent 20/12/17 9:13 - 2312 commenti

I sogni di una bambina sensibile svelano una realtà parallela tutt'altro che idilliaca e il tramite saranno un foglio bianco e una matita da spuntare. Se è vero che i più piccoli hanno maggiori capacità sensitive, qui trova espressione tutto lo spazio possibile per precognizioni ed esperienze metafisiche significative. Scritto per un pubblico giovanissimo, ma valido anche per gli adulti.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)