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NIGHT SHIFT - TURNO DI NOTTE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/7/11 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/3/16
Immaginarsi Ricky Cunningham (che si ritaglia anche un cameo nei panni di un sassofonista in metropolitana) mentre dirige Fonzie muove già al sorriso. Al tempo, mentre il secondo era ancora nel cast fisso di HAPPY DAYS, il primo era lì ormai al massimo come guest star (nella finzione lontano da casa per il servizio militare). Si ritrovano dunque in due ruoli diversi per una commedia dai tratti talvolta surreali, che ben si leggono nell'interpretazione di Winkler (già protagonista di un altro film in cui aveva mostrato doti singolari nella recitazione). A riportare tutti sulla terra ci pensa un Michael Keaton al suo primo ruolo importante: è Bill Blazejowski, l'amico un po' scemo, sguaiato e pronto a trascinare Chuck (Winkler) in una dimensione in cui abbandonare ogni scrupolo per mirare al denaro. I due dividono il turno di notte all'obitorio e naturalmente non danno l'idea di essere esattamente realizzati. Così Chuck, avendo appreso che la sua amica prostituta Belinda (Long) ha perso da poco il protettore, decide con Bill di occuparsi del "giro" a cui lei appartiene, proponendosi in pratica di fare da "pappa" alla ragazza e alle sue colleghe rimaste senza protezione. Un secondo lavoro non esattamente rispettabile, da tener segreto alla propria fidanzata ma che prima o poi, inevitabilmente, verrà a creare qualche problema. Danneggiato nella versione italiana da un doppiaggio becero (che per far dell'umorismo dal barbiere cita Cesare Ragazzi, inventa proverbi come “morto un pappa se ne fa un altro” e assegna a Keaton una voce che lo fa salire ancor più sopra le righe), il film è invece un'opera stralunata con qualche freccia al suo arco, che già mostra la padronanza nei propri mezzi di un Ron Howard destinato a fulgida carriera. Winkler, con la sua inattesa arrendevolezza (l'opposto del Fonzie di HAPPY DAYS) si lascia guidare dall'argento vivo Keaton di tanto in tanto accennando a una reazione, come sballottato dagli eventi. Una commedia non tanto originale nella storia ma che recupera – pur con le sue incertezze, le pause e i ritmi ancora piuttosto blandi – nella realizzazione, a tratti vicina a certe visioni scorsesiane e per molti versi differente da quelli che erano gli standard dell'epoca. Il cast si fa ricordare per la giovanile presenza (in parti minime) di Shannen Doherty e soprattutto di Kevin Costner (che vediamo folleggiare durante il party all'obitorio), mentre tra le musiche di Burt Bacharach è impossibile non citare “That's What Friends Are For” nella sua versione primigenia, cantata da Rod Stewart proprio per questo film.
il DAVINOTTI

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Buiomega71 23/7/11 17:23 - 2004 commenti

Seconda regia per l'ex Ricky di Happy days e prima dell'exploit di Splash. Una divertente commedia, che ricorda il Landis degli anni 80. Tutti i clichè della commedia americana, tra amori, guai e furbate. L'inizio è in puro poliziesco urbano, anche violento, poi ci si barcamena tra obitori, festicciole con donnine e amicizie fraterne. Troppa carne al fuoco e la lunga durata (quasi due ore) non giovano al film, ma Howard ci sa fare e alcuni momenti sono azzeccati. Insopportabile Michael Keaton, simpatico l'ex Fonzie e focose ragazze da sturbo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il finale nel night, gestito dal mitico Joe Spinell; la bellissima "That's what friends are for" di Rod Stewart, piacevole tormentone del film.
I gusti di Buiomega71 (Animali assassini - Horror - Thriller)