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SEYTAN (TURKISH EXORCIST)

All'interno del forum, per questo film:
Seytan (turkish Exorcist)
Titolo originale:Seytan
Dati:Anno: 1974Genere: horror (colore)
Regia:Metin Erksan
Cast:Canan Perver, Cihan Ünal, Meral Taygun, Agah Hün, Erol Amaç, Ekrem Gökkaya, Sabahat Isik, Ahmet Kostarika
Note:E non "Seytam" o "Seitan". Remake turco di "L'esorcista".
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/5/11 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/3/19
Ci sono remake e remake, in Turchia. Da una parte quelli che allegramente stravolgono le fonti reinventandosi i film con esiti perlopiù esilaranti, dall'altra cose come questo Seytan (in turco significa “Diavolo”), che ricalcano l'originale pedissequalmente rendendo il risultato molto meno interessante. Le differenze maggiori stanno nella resa degli effetti, perché vedere Gül (ovvero la controparte di Regan) che ruota di centottanta gradi la testa appoggiata a una specie di fantoccio meno credibile d'uno spaventapasseri, qualche risata la provoca sempre. Purtroppo, se stiamo parlando di un horror come in questo caso, non è il massimo: la tensione crolla miseramente d'improvviso! Terribili anche i getti di vomito (molto meno liquidi del previsto, talvolta quasi “a pezzettoni”) e il make-up della povera Gül, con qualche cicatrice sul volto giallognolo. Ce la si cava giusto con le levitazioni, dove i fili saldi al buio fanno il loro dovere... Per il resto difficile dare una valutazione a una storia la cui unica differenza di fondo sta nella natura per nulla religiosa di Tugrul (Ünal), la controparte turca di Padre Karras, medico psicologo e scrittore (suo il libro “Seytan” che la madre di Gül trova nella soffitta dove credeva ci fossero i topi) che nel finale non si lancia sulla posseduta urlando “Entra in me” ma la prende direttamente a pugni (!) ricevendo il diavolo in sé suo malgrado. La storia è nel complesso perfettamente sovrapponibile e permette di capire quanto ben strutturata e sottilmente corale essa fosse in origine, con molti personaggi caratterizzati abilmente (la madre, il sovrintendente della omicidi, il vecchio prete con esperienze in Medio Oriente) e un incedere assolutamente perfetto nella costruzione di una tensione insostenibile. Nulla si sa qui invece del mestiere della madre (Taygun) di Gül, il cui impiego come attrice era nel film di Friedkin singolarità caratterizzante. Disturba comunque ritrovare quasi scena per scena ciò che già s'è visto (e naturalmente qui realizzato peggio, con mezzi infinitamente inferiori) e ascoltare quanto l'immortale “Tubular Bells” di Mike Oldfield sia inserita del tutto a caso, in SEYTAN. Stupisce invece il ricorso alla parte 1 di “The Endless Enigma” degli Emerson Lake & Palmer a commento delle improbabili analisi mediche che culminano con una ridicola doppia trapanata alle tempie della povera Gül. Recitazione nella norma e un remake che si fa vedere in virtù del valore intrinseco del soggetto originale. Quanto un'operazione simile possa risultare utile al di fuori della Turchia è tutt'altro discorso. Che senso ha ripercorrere in peggio ogni sequenza del modello? Dall'incipit nel deserto alla tavola ouja (Capitan Gaio, in orginale Captain Howdy, diventa qui Capitan Larsen), dalla pipì davanti agli invitati all'anziana madre di Tugrul, dai salti sul letto alla ripidissima scala da cui precipitare fino addirittura alle immagini finto-subliminali del demone durante l'esorcismo...
il DAVINOTTI

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Puppigallo 30/10/11 17:35 - 4250 commenti

La versione riveduta (ma abbastanza fedele...nel limite) e turcorretta de L'Esorcista pone un quesito: "Perché?". Visto che l'originale era un caposaldo dell'horror, era proprio il caso di scimmiottarlo maluccio, spostando inevitabilmente l'indicatore verso "ridicolo"? Comunque questa pellicola un paio di risate le fa fare (cinque minuti di gorgoglio della posseduta! Ruggiti dalla soffitta scambiati per topi, sì, ma di 50 chili; la testa che ruota su corpo palesemente finto e mal posizionato; Un diavolone posticcio...). Insomma, è brutto, ma fa ridacchiare.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli esami medici sulla poverina (quando praticamente le piazzano due martelli pneumatici alle tempie e le shakerano la testa è da ridere).
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Daidae 26/11/18 12:16 - 2545 commenti

Non così terribile, dopotutto. anche se è superfluo sottolineare che qualsiasi paragone con il capolavoro originale è impensabile. Si tratta di un clone dalla prima all'ultima scena, ma ovviamente non avendo il regista gli stessi mezzi (e la stessa bravura) di Friedkin, il risultato è ... discutibile. Bella la colonna sonora (copiata). Da vedere per farsi qualche sana risata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il trucco casalingo della testa che ruota.
I gusti di Daidae (Comico - Horror - Poliziesco)

Rigoletto 4/3/13 16:45 - 1360 commenti

Esorcismo in salsa turca nel quale viene ricalcato per filo e per segno il capolavoro di Friedkin. Operazione malriuscita in cui non c'è niente da salvare, a cominciare dall'idea. Non conosco la situazione culturale turca nel 1974, ma mi sembra difficile che non si potesse accedere all'originale. Attori trascurabili ed effettacci paragonabili a quelli di una sagra paesana affondano del tutto il prodotto. Meglio sorvolare.
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