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ST. HELENS - LA MONTAGNA DELLA PAURA

All'interno del forum, per questo film:
St. Helens - La montagna della paura
Titolo originale:St. Helens
Dati:Anno: 1981Genere: drammatico (colore)
Regia:Ernest Pintoff
Cast:Art Carney, David Huffman, Cassie Yates, Albert Salmi, Ron O'Neal, Tim Thomerson
Note:Aka "Uragano di fuoco". Il film racconta l'esplosione del monte Sant'Elena negli Usa, avvenuta il 18 maggio 1980.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/5/11 DAL BENEMERITO COLUMBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/2/16
Il 18 maggio 1980 gli Stati Uniti registrarono la più grande esplosione della loro storia. Fu causata da un vulcano, il monte Sant'Elena, che già un paio di mesi premi aveva dato segni di innaturale irrequietezza. La storia del film, scandita come spesso in questi casi da date precise in sovrimpressione, comincia infatti il 20 marzo nella zona che sta tra Portland e Seattle, nel nord-ovest degli Usa, vicini al confine col Canada. Si verifica il primo terremoto, di magnitudo 4,1: da questo momento in poi piccoli e grandi fenomeni legati a una possibile eruzione si susseguono facendo mobilitare le forze dell'ordine. La US Geological Survey di Boulder, in Colorado, annuncia che uno dei suoi scienziati, David Jackson (Huffman) verrà spedito in loco a investigare; questi, una volta lì, si scontrerà colla diffidenza dei locali e contro chi giudica solo stupido allarmismo quanto lui minaccia possa accadere in breve tempo. Naturalmente ne approfitterà per intessere una relazione con una donna del posto (Yates) e conoscere più a fondo l'anziano (Carney) che lì tutti guardano un po' come a un vecchio saggio, il quale vive nei pressi della montagna e si rifiuta di andarsene da lì qualsiasi cosa succeda. Si tratta di personaggi realmente esistiti, tanto che il film assume a tratti quasi le caratteristiche del documentario. Solo nella descrizione dei fatti, però, perché invece quello che cerca di raccontare in primis sono le piccole storie del quotidiano di un paese che non vuol credere a chi racconta di gravi rischi. O i piccoli gesti di follia legati al fenomeno, come il presunto prete che si presenta con una quindicenne “vergine” alle autorità del posto spiegando che vuole accompagnarla per gettarla nelle fauci del vulcano come vittima sacrificale! Girato appena l'anno successivo al disastro, come una sorta di instant-movie, non gode di una regia che lo sappia rendere granché interessante; anzi, si può dire che mancando del tutto lo spettacolo dell'esplosione (confinata agli ultimi dieci minuti con qualche buona immagine e niente più) ci si dovrebbe appassionare alle vicende di personaggi che, a dir la verità, non molto riescono a trasmettere, così come non si avverte quel clima di tragedia annunciata che avrebbe potuto rendere il tutto più accattivante. Non può quindi definirsi un vero film catastrofico quanto piuttosto un dramma retto dal convenzionale confronto “duro” tra chi cerca di spiegare la gravità dei fatti e chi si ostina a chiedere prove in mancanza delle quali non avrebbe senso organizzare troppe difese (d'altra parte erano 180 anni che il St. Helens non dava segni di risveglio). Buona comunque la fotografia e discreta la colonna sonora realizzata dai nostri Goblin in trasferta americana, per la prima volta alle prese con l'orchestra e a dire il vero un po' impacciati, lontani dall'imporre il proprio stile a partiture un po' troppo tradizionaliste (all'epoca, però, del gruppo storico facevan parte solo Pignatelli e Marangolo). Solo la mattina della tragedia finalmente, quando la suspence finalmente monta, la musica si fa tesa e comincia a farsi “sentire”. Un po' tardi...
il DAVINOTTI