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UP FROM THE DEPTHS

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/12/10 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/3/17
Tra le tante imitazioni dello SQUALO spielberghiano si conta anche questa poco ambiziosa produzione con cui l'executive Roger Corman prova a variare sul tema (dopo già aver sbancato l'anno prima con PIRANHA) inventandosi un mostro con pinna e corporatura riconducibili a quelle d’un pescecane ma muso simile ai pesci più comunemente intesi. Il mostro tuttavia ben poco si vede (il budget era ridicolo e lo si capisce presto), perché prima che la minaccia si concretizzi in qualcosa che vada oltre la soggettiva subacquea tipica o allo sbuffo di sangue improvviso originato da non si sa ben cosa, ce ne vuole. Siamo alle Hawaii (in realtà Manila, nelle Filippine, ma poco importa) e il ritrovamento sulla spiaggia della testa d’uno squalo dà la prima avvisaglia. Ovviamente chi gestisce la zona si guarda bene dal chiudere la zona, come da tradizione, e presto si contano le vittime. Già inizialmente una poveretta era scomparsa in seguito a un’immersione al largo... Il secondo è un fotografo dilettante, attaccato mentre scatta tra gli scogli della spiaggia un servizio per una modella locale. Non saranno gli unici, perché anche chi cercava - non si sa bene perché - un tesoro in zona ci lascia le penne. Sempre all’interno di scene confuse, decisamente insoddisfacenti sotto il profilo spettacolare. La minaccia si fa sempre più presente e alla fine si aprirà una caccia comune durante la quale il film evidenzierà tutti i suoi limiti: privo di personaggi di spessore anche minimo, può contare al massimo su di una piacevole estetica seventies data da un certo uso della fotografia e delle inquadrature. Ma non può essere sufficiente, soprattutto in presenza di una sceneggiatura pressoché inesistente, preoccupata solo di accrocchiare qualche dialogo alla meno peggio. Detto di uno scontro finale tra i più scialbi mai escogitati nel genere, non possiamo che prender nota dell’inconsistenza generale del film: lo “squalo” presunto si vede davvero di rado e quando si vede esibisce un look baracconesco che chiarisce i limiti dell’operazione. Eliminata così ogni suspense restano giusto i bei paesaggi finto-hawaiani e il ricordo di un cinema che non potendo ricorrere alla computer grafica si arrangiava come poteva. Si sopperiva con qualche bellezza femminile e si riproponeva nella costruzione uno schema già verificato come efficace. Di discreto livello il cast, ma la sensazione è quella di un film che tentando la via corale punta a sparuti attacchi generici concentrandosi sul pericolo in mare. Il problema è però la tragica assenza di scene d’impatto; e risparmiando pure sul sangue nonché sugli effetti speciali nei momenti degli attacchi le speranze di far bene eran poche già in partenza...
il DAVINOTTI

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Herrkinski 21/12/10 1:21 - 4436 commenti

Dopo il successo del classico Lo squalo, proliferarono per almeno 10 anni una moltitudine di imitazioni e spin-off, alcuni riusciti e molti altri di pessima qualità. In quest'ultima categoria rientra questo obbrobrio, girato nelle Filippine con un budget inesistente. Privo di qualsivoglia tensione, dinamica e splatter, nonchè doppiato penosamente, il film si segnala come uno dei peggiori esempi del filone. Basti dire che lo pseudo-squalo gigante del film praticamente non si vede mai e nelle scene subacquee non si capisce nulla. Da evitare!
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