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• SCUSATE IL DISTURBO (2 PUNTATE)

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/8/10 DAL BENEMERITO RUBER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/5/16
Antonio Capozzi (Banfi) è emigrato dalla Puglia a Buones Aires dove, col sudore della fronte, si è guadagnato dopo una vita da falegname la giusta pensione. La moglie è morta, l'amico ed ex socio un po' svanito, Peppino (Toffolo), è la compagnia di sempre, il figlio (Roca-Rey) la sorpresa (negativa) inattesa: architetto, ha fatto fallire la sua impresa e ha deciso di chiedere ospitalità al padre assieme a sua moglie (D'Amario) e al loro figlio (Nòbile). Ma la convivenza è dura... Per quanto cerchi di adattarsi, il carattere bonario di Antonio finisce con lo scontrarsi soprattutto con quello irritante della nuora, la quale ora che mancano i soldi comincia pure a bisticciare di frequente col marito. Al centro di tutto, vero fulcro attorno al quale ruota la storia, è Antonio, cui Banfi regala un carattere da nonno Libero (abuso di proverbi incluso) in linea con quelli a cui ci ha abituato negli ultimi anni: un'umanità straordinaria derivatagli da capacità attoriali affinate in anni di cinema che permette di dare buona credbilità a una storia non certo dissimile dalle tante che girano in tv. Famiglia in crisi, professionista fallito costretto ad elemosinare l'aiuto dei conoscenti, primi amori del nipote, moglie infedele e il nonno a osservare dall'alto di una posizione di apparente superiorità concessagli da una pensione sicura e una casa di proprietà. La confezione televisiva è evidentissima, ma la regia di Manfredi è se non altro competente e riesce a ottenere il coinvolgimento minimo richiesto da un prodotto così. Lino Toffolo, l'amico inebetito che si trasferisce a vivere in ospizio senza troppi rimpianti e che si scoprirà soffrire di Alzheimer, comincia bene ma si perde presto in una tenerezza di maniera: per quanto indubbiamente ben calato nella parte (fin troppo) non può offrire molto più che una performance corretta, da spalla giacché il numero degli interventi in scena non sono da secondo nome in cartellone come invece ci si vuol far credere. Più presente il figlio, che con la moglie sicuramente ha il compito di dar grinta a una storia che altrimenti si arenerebbe in una triste fiction da terza età... Ricorrendo a situazioni e atteggiamenti meodrammatici da telenovela (sarà anche la musica...) si lascia diventino loro le figure cardine, con un bel po' di spazio anche al nipotino deluso dai genitori che si rifugia nell'amore per la sua ragazza, da raggiungere a Rio dove si è appena trasferita. Una Buenos Aires che resta anonimamente sullo sfondo non aiuta a dare vaga dimensione internazionale alla storia. Alla fine se la chiamavano "Un architetto in famiglia" era più onesto...
il DAVINOTTI

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Ciavazzaro 11/5/11 21:29 - 4721 commenti

Terribile. Banfi in uno dei ruoli che proprio non riesco ad apprezzare; la fiction poi presenta trame trite e ritrite e francamente uno scarso impegno dal cast secondario. Poche le scene azzeccate (discreto il buon Toffolo), ma per il resto si fa decisamente dimenticare. Il Banfi drammatico/nonno non fa proprio per me e neanche per gli spettatori temo...
I gusti di Ciavazzaro (Giallo - Horror - Thriller)

Ruber 14/8/10 16:08 - 649 commenti

Discreta fiction tv con Banfi nella parte dell'emigrante italiano che vive in Argentina e finisce coll'occuparsi dei problemi del figlio e dell'amico malato (Toffolo), a cui dovrà badare; la trama regge bene con una sceneggiatura adatta per questo genere di film. La regia di Manfredi è come sempre buona ma il cast, a parte i due sopracitati, non è che sia un granché.
I gusti di Ruber (Comico - Commedia - Drammatico)