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F.F.S.S. CIOè... CHE MI HAI PORTATO A FARE SOPRA A POSILLIPO SE NON MI VUOI PIù BENE?

All'interno del forum, per questo film:
F.F.S.S. cioè... Che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?
Dati:Anno: 1983Genere: commedia (colore)
Regia:Renzo Arbore
Cast:Pietra Montecorvino, Renzo Arbore, Roberto Benigni, Luciano De Crescenzo, Andy Luotto, Gigi Proietti, Isabella Biagini, Lory Del Santo, Stella Pende, Nando Murolo, Pippo Baudo, Renato Guttuso, Isabel Russinova, Nino Frassica, Claudio Villa
Note:Aka "FFSS cioè... Che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?". F.F.S.S. sta per Federico Fellini Sud Stori.
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Approfondimenti:1) INTERVISTA A ISABEL RUSSINOVA
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 15
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Seconda incursione cinematografica della banda Arbore dopo il controverso (ma a suo modo storico) IL PAP’OCCHIO. Arbore e Luciano De Crescenzo questa volta immaginano di ritrovare casualmente una sceneggiatura di Fellini (“Federico Fellini Sud Story”), caduta dalla finestra del Maestro proprio durante il loro passaggio. Caotico quanto e forse più del PAP’OCCHIO, il film è un susseguirsi di sketch improvvisati legati dal filo comune di un manager rozzo (Arbore) che accompagna prima a Napoli, poi a Milano e Roma, una giovane promessa della canzone partenopea (Pietra Montecorvino). Arbore parla in dialetto napoletano accentuato per tutto il film, si muove tra mille personaggi televisivi più o meno noti (riconoscere tutti è forse il gioco più divertente), interrompe di tanto in tanto la storia per permettere a Andy Luotto di tradurre in arabo maccheronico quanto raccontato fino a quel punto, inserisce personaggi di una volgarità assoluta (vedi tale Cloaca Massima, che in un ristorantaccio della Capitale mangia un piatto di spaghetti facendovi cadere dentro la sua forfora, schiacciandosi i brufoli, spalmando sul tavolo il sudore delle ascelle, togliendosi di tutto dalle orecchie e dai piedi, mettendosi le dita nel naso, ruttando e scorreggiando in quella che è forse la scena trash più “estrema” del nostro cinema). Ma al di là di alcuni episodi divertenti e di un Benigni (nel ruolo del cantante filoarabo chiamato sceicco beige) che si inventa un simpatico botta e risposta con Arbore, il film è proprio buttato lì ed esageratamente urlato, fitto di trovate non all'altezza. Dietro alla console di uno studio di registrazione di TeleOttaviano c'è un giovane Nino Frassica senza baffi. Almeno quaranta gli altri volti famosi in passerella. Fellini, per via della prima scena (non autorizzata) se la prese non poco.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 16/5/07 0:59 - 4426 commenti

Deludente. Eccessivo, gridato, talora pure fastidioso, si lascia guardare perché ogni tanto spunta un personaggio o arriva improvvisa una trovata che salva momentaneamente l'attenzione. Era lecito attendersi molto (ma molto!) di più. Non troppo simpatici, a dirla tutta, i due protagonisti.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Galbo 4/10/08 5:52 - 10903 commenti

Seconda incursione cinematografica da regista di Renzo Arbore (dopo Il pap'occhio), il film ha un'inizio folgorante e parecchio divertente, cui poi purtroppo non corrisponde uno svolgimento altrettanto valido. Il regista ripropone la struttura narrativa del primo film, ma lo svolgimento appare qui ancora più improvvisato e talora (volutamente?) senza capo nè coda, così da risultare francamente fastidioso, anche se in grado di strappare qualche risata.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Undying 22/10/07 21:10 - 3875 commenti

Renzo Arbore ci aveva già provato qualche anno prima (era il 1980) con l'inguardabile Il Pap'occhio. E ci riprova (per l'ultima volta, per fortuna dello spettatore) con un film senza capo nè coda: composto caoticamente, male interpretato e -aggravante decisiva- incomprensibile. Non che un film debba, per forza di cose, avere significati o sensi altolocati, ma qui si prendono ampiamente le distanze da ogni minimo senso di tempo cinematografico e la sequela di gag, arruffate e malandate, annoia sino all'agognato finale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La frase reiterata nel film: "c'è una nebbia che si taglia con il coltello".
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Puppigallo 7/11/10 10:13 - 4317 commenti

Il classico minestrone poco riuscito, con pizzichi di Luotto (l'arabo), manciate di Benigni, che dà il meglio di sè quando dice ad Arbore come dovrebbe essere un manager (il contrario di lui; qualsiasi cosa faccia o dica, il vero manager fa l'opposto) e camei di altri volti noti, come Proietti che parla un linguaggio incomprensibile. Si sorride poco e si sbuffa parecchio, cosa che in un film comico-demenziale non dovrebbe accadere. Mediocre, con pochi momenti riusciti (e anche quelli non sono certo eccelsi).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Arbore, manager dell'Organizzazione Caporetto-Grandi Successi; La nebbia della madonna che si taglia con il coltello; "Piacere, Cloaca Massimo". .
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Homesick 8/12/10 18:06 - 5737 commenti

La banda di Arbore torna alla carica per sbeffeggiare il mondo del cinema, la Rai e Sanremo, ma tutto quello che sa proporre è un’accozzaglia di sketch zuppi di volgarità – insostenibile il numero di “Cloaca Massimo” nell’osteria romana: altro che Metz! –, luoghi comuni e maccheroniche parodie, con l’assurda pretesa di appellarsi a Fellini (pure lui messo alla gogna) come nume tutelare. Avendo notizia degli interventi di Benigni e della chilometrica sfilata di personaggi famosi (da Gazzelloni a Costanzo), ci si può anche arrischiare a dargli un'occhiata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L’unico momento spassoso: Benigni che, dopo essersi esibito in “Arabian sound”, spiega ad Arbore i requisiti del vero manager.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Markus 23/7/19 10:00 - 2876 commenti

Seconda e ultima regia cinematografica di Renzo Arbore, che riunisce la "truppa" e parte degli stilemi folcloristico/surreali de Il pap'occhio per una vicenda come al solito sconclusionata, atta solo a dar voce all'umorismo che ha reso celebre il regista e i "suoi" attori. Il film è ben poca cosa: come Il pap'occhio alterna momenti dilettevoli ad altri di stanca con una comicità che all'epoca funzionava per novità e oggi non più (come i celebri programmi tv di Arbore Anni '80, a dire il vero). Solo per appassionati.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Cangaceiro 19/11/08 14:41 - 982 commenti

La seconda regia di Arbore, salvo il curioso prologo con il nostro insieme a De Crescenzo su un auto cabriolet, si rivela ben presto per quello che è: un delirio organizzato senza alcun senso, con una teoria di sketch appiccicati con lo sputo. Assurdo quindi trovarvi un filo logico o un qualsivoglia motivo d'interesse, a parte l'esercizio di riconoscere di volta in volta i tantissimi volti noti che compaiono dal nulla e non si sa come finiscono dentro il film. A salvarlo dall'onta della monopalla c'è solo la simpatia degli interpreti. Sconsigliatissimo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Arbore e De Crescenzo fermi al semaforo...
I gusti di Cangaceiro (Commedia - Gangster - Western)

Rambo90 6/11/10 17:27 - 5772 commenti

Per quanto squinternato nella storia (si tratta più che altro di sketch legati tra loro da un debole filo conduttore) il secondo film di Arbore è sicuramente divertente. Pieno di camei illustri (ci sono Proietti, Troisi, Banfi, Frassica...) e di scenette simpatiche, il film è tenuto in piedi soprattutto da Benigni nel ruolo dello sceicco che diventa proprio irresistibile quando canta "Il pillolo". Da vedere.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Piero68 30/6/10 11:02 - 2639 commenti

Dopo il Pap'occhio Arbore riprova a sperimentare nel cinema. Questa volta con l'ausilio di De Crescenzo. Ma il risultato è ugualmente scadente. Sceneggiatura ancora una volta completamente inesistente e largo spazio alla demenzialità allo stato puro. Qualche caratterizzazione passata alla storia come "l'uomo cloaca" o "il manager", con incursioni di volti noti assolutamente inimmaginabili. Ma il tutto risulta sempre estemporaneo se non completamente avulso alla struttura narrativa. Macchie di colore buttate a casaccio. Se ne può fare a meno!
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)

Faggi 12/5/18 19:00 - 1390 commenti

Folle, curioso ma non eccezionale; molto inferiore al cult il Il pap'occhio. Qui lo strumento linguistico del collage non funziona, non è sostenuto da una solida ispirazione e l'insieme si riduce a un ambaradan improvvisato (discutibilmente) tra amici, tirato via. Ovviamente non tutto è da buttare e anzi qualche passaggio è divertente, addirittura riuscito nella sua scalcagnatezza; lo sbucare di qualche simpatico personaggio espressivo contribuisce a salvare la baracca dalla condanna al monopallino.
I gusti di Faggi (Fantascienza - Giallo - Poliziesco)

Gabrius79 5/11/13 22:27 - 1101 commenti

Squinternata e caotica commedia diretta e interpretata da Renzo Arbore con una caterva di volti televisivi e molti personaggi che all'epoca facevano parte dei programmi dello stesso Arbore. Risate scarsissime per un prodotto che in tutta onestà è di una piattezza unica. Peccato perché l'idea di partenza era accattivante. Da ricordare per alcuni camei di persone come Gianni Minà, Pippo Baudo e Maria Giovanna Elmi e per la bravura di Pietra Montecorvino.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Pessoa 23/7/17 23:46 - 1003 commenti

Puro stile Arbore! Questa seconda fatica cinematografica dell'artista pugliese riprende i temi dell'esordio con una trama più robusta ma senza l'effetto sorpresa. Il film è una sorta di omaggio all'avanspettacolo (di cui patisce il ritmo altalenante), fra citazioni colte e divertimento popolare, con una lunga teoria di nomi notissimi della cultura e dello spettacolo che ne avallano lo spirito goliardico. Belle prove di Benigni e Proietti, mezzi tecnici un po' arrangiati. La colonna sonora è devastante in tutti i sensi. Un mio cult personale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il dialogo in finto napoletano fra il romano Proietti, il barese Cassio e il foggiano Arbore; Le scritte nei bagni; Le battute sui napoletani; Sud.
I gusti di Pessoa (Gangster - Poliziesco - Western)

Marcolino1 23/5/17 18:49 - 387 commenti

Arbore versus Fellini: ecco Benigni sull'altalena come Sordi ne Lo sceicco bianco, il girotondo alla Otto e mezzo, le nebbie prese da Amarcord. Efficace l'operazione demolitrice dissacratoria, ispirata a Signori e signore buonanotte, con la latrina leitmotiv che trascina nel gorgo delle volgarità e dei favoritismi politica, istituzioni e tv: ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti qui non è per niente casuale ed è anzi sarcasticamente voluto. Notevole l'autoironia sui cliché di Napoli; Arbore, prendendosi in giro, dà voce al riscatto del Sud.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La RAI toilette; Il capezzolometro; Le spiegazioni in arabo del film, profezia dell'assimilazione in Italia dell'Islam; L'apparizione della Loren.
I gusti di Marcolino1 (Documentario - Fantascienza - Musicale)

Noodles 15/7/19 18:16 - 217 commenti

Indigeribile pasticcio. Un elenco di sketch inseriti a casaccio (forse due o tre fanno ridere), una sfilza di camei interessanti ma che certo non possono salvare una pellicola che inizia male e finisce peggio. In alcuni momenti si vuole fare comicità intelligente, salvo poi uscirsene con scene che sarebbero state troppo anche in un film di Bombolo (vedi Cloaca Massimo). Confusione in tutto e per tutto. Si salva solo Roberto Benigni. E dura pure quasi due ore!
I gusti di Noodles (Commedia - Drammatico - Horror)

Errelle 13/6/12 10:36 - 9 commenti

Sorvolando sulla trama e su come sia stata montata, F.F.S.S. potrebbe essere quasi considerata un'allegoria storica. Tutto è inverosimilmente vero; dalla descrizione dei meccanismi Rai in mano ai socialisti alle rappresentazioni di Napoli, Milano e Roma. Il cast è un mirabile carrozzone improvvisato, ma non senza artisti d'eccellenza. La passione di Arbore per il kitsch fa di questo film un siparietto divertito e divertente con sketch che, presi singolarmente, sono un cult.
I gusti di Errelle (Commedia - Drammatico - Thriller)