Cerca per genere
Attori/registi più presenti

IL CORAGGIO DI PARLARE

All'interno del forum, per questo film:
Il coraggio di parlare
Dati:Anno: 1987Genere: drammatico (colore)
Regia:Leandro Castellani
Cast:Gianluca Schiavoni, Riccardo Cucciolla, Enzo Cannavale, Lello Arena, Corrado Olmi, Antonio Cantafora, Giuliana Calandra, Francesca Rinaldi, Angelo Maggi, Cesare Apolito, Leopoldo Trieste
Note:Film tratto dall'omonimo romanzo di Gina Basso.
Visite:303
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/6/10 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/3/19
Il tema è naturalmente importante, anche se non certo nuovo, e già il titolo vuol far capire quanto per sconfiggere la criminalità organizzata sia fondamentale combattere prima di tutto l'omertà. Come protagonista si individua un quattordicenne di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, dove la 'ndrangheta fa il buono e il cattivo tempo. Vincenzino (Schiavoni) è un ragazzo maturo ma ancora ingenuo, e quando gli si prospettano ottimi guadagni per consegnare medicine non capisce che si tratta in realtà di droga. Una volta compresa la provenienza vera di tutto quel denaro, benedetto dal padre (Cannavale), pescatore non certo ricco, dopo aver assistito in diretta con lui a un sequestro, dopo aver intuito i loschi intenti di Don Carmelo (Cucciolla) e che al paese non sembra esserci alcuna strada per un lavoro onesto, Vincenzino decide di prendere il treno e di cercare lavoro al Nord, che vuol dire Milano e secondariamente Busto Arsizio, in fabbrica. Preso contatto con un parente emigrato lì anni prima (Arena), comincia una vita che potrebbe essere finalmente nuova e diversa, ma quando un giorno viene a sapere che in paese il suo grande amico Fortunato (Leonardi) è stato ucciso, decide che è il momento di tornarvi e di non tacere più! Parlato in un calabrese talvolta di difficile comprensione, un film che segue la via tracciata da tanti senza aggiungervi nulla che non sia facilmente prevedibile. Il giovane Gianluca Schiavoni, bel viso non troppo espressivo, è ripreso in frequenti primi piani che dovrebbero comunicare l'intima sofferenza di chi si trova in una situazione che prima non capisce e poi lo irrita fino a spingerlo ad abbandonare il paese, ma l'impatto manca. Non è comunque mal condotto il film, nonostante abbia in fondo poco da dire, e Lello Arena meridionale trapiantato a Milano mette in luce l'inconfondibile verve dando un po' di vita alla scarsa vivacità del tutto. Ma è una parte in fondo minore, se si considera la brevità della parentesi milanese. Vincenzino si ritrova sempre più solo in un mondo che sente diverso: perde l'unico coetaneo con cui poteva confidarsi, abbraccia il parroco che gli sembra poter capire la sua angoscia. E' la voglia di rompere gli schemi, di fuggire da un mondo sbagliato da cui uscire significa però rischiare la vita. La denuncia è quella di sempre, portata in scena con enfasi finanche eccessiva nel raccontare episodi tutto sommato scontati all'interno di una storia di vita ricca di drammi affrontati un po' con toni da sceneggiata, a tratti un po' patetici. Pur tuttavia il punto di vista (quello dell'adolescente) è meno abusato del consueto e permette meritoriamente di osservare le cose attraverso il filtro dell'innocenza e del candore per far risaltare ancor di più l'ingiustizia di un mondo tragicamente chiuso in se stesso. Fascinose le location e buona la colonna sonora di “El pasador” Paolo Zavallone, chiusa sui titoli di coda da ”Gli occhi della libertà”, cantata da sua figlia Cristina.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

Markus 1/6/10 13:29 - 2763 commenti

Un ragazzino calabrese ha il coraggio di ribellarsi alle sanguinose regole dettate dalla locale 'ndrangheta e sgomina una feroce banda di delinquenti. Grazie a questo fatto (e dopo varie traversie) diventa perciò l’eroe dell’aspro paesello, ma... Ci sono un ottimo Lello Arena drammatico (la chance però non gli servì per la svolta artistica, che in realtà non avvenne mai) e una nenia (che riprendeva il titolo del film) perennemente presente, quasi come un tormento…
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)