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WHERE THE BUFFALO ROAM

All'interno del forum, per questo film:
Where the buffalo roam
Titolo originale:Where the buffalo roam
Dati:Anno: 1980Genere: commedia (colore)
Regia:Art Linson
Cast:Bill Murray, Peter Boyle, Bruno Kirby, Rene Auberjonois, R.G. Armstrong, Danny Goldman, Rafael Campos, Leonard Frey, Leonard Gaines, Otis Day, Mark Metcalf
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/4/10 DAL BENEMERITO BLUTARSKY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/1/16
Hunter Stockton Thompson, morto nel 2005, fu un giornalista rivoluzionario, che non faceva mistero di mescolare le sue esperienze allucinogene alla scrittura producendo pezzi giornalistici (e non solo) destinati a fare tendenza (venne definito “gonzo journalism”). Da un suo noto viaggio assieme all'inseparabile avvocato, ad esempio, prende ispirazione il film PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS, interpretato dal suo ammiratore Johnny Depp. Qui si prova a portare in scena tutta la follia del personaggio affidandolo all'estro catastrofista dell'allora emergente Bill Murray, che in un'interpretazione che non sarebbe dispiaciuta a John Belushi fa di tutto per apparire fuori dagli schemi. Perennemente con la sigaretta in bocca, Hunter sembra fare semplicemente tutto quello che gli passa per la testa senza pensarci due volte. Però sa scrivere (evidentemente bene, anche se noi non leggiamo una sua sola parola), sa trovare le situazioni giuste da raccontare affidandosi magari ai consigli di Laszlo (sempre eccellente Peter Boyle), un avvocato ancor più sciroccato di lui con cui condivide avventure ai limiti del credibile. Riannodare però i fili di scene che sembrano quasi improvvisate è faticoso, e chi guarda ha la sensazione di assistere a un film assemblato come capita, nel quale a momenti esilaranti se ne alternano altri (decisamente in numero superiore) montati male, scritti peggio e che era impensabile sperare di salvare grazie al solo Murray. Sgangherato, frammentario, diretto senza la giusta grinta (Art Linson è fondamentalmente un produttore, non certo un regista), il film ha dalla sua soprattutto la forza del personaggio (anzi, dei due personaggi, perché anche l'avvocato Laszlo lascia il segno in più di un'occasione) e la bizzarria di alcune scene: per quanto quasi sempre diluite oltre il dovuto, infatti, sanno spiazzare per la loro follia incontrollata anche quando la distruttività lascia spazio all'inevitabile calma data dall'ambiente in cui si svolgono (un'aula di tribunale, ad esempio). Trasferire su grande schermo una figura come quella di Thompson era una bella sfida, ma necessitava di un po' di anarchia in meno e di maggiore omogeneità.
il DAVINOTTI

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Blutarsky 27/4/10 19:17 - 350 commenti

Primo tentativo di mettere su celluloide il personaggio di Hunter S. Thompson padre del giornalismo "Gonzo". La sceneggiatura pur a tratti divertente perde per strada la carica anarcoide degli scritti di Thompson e il film finisce per essere una commedia di routine nobilitata dagli interpreti, un Murray al suo meglio e un superlativo Boyle-Lazlo. Il ritmo è blando e la regia anonima, si toccano temi importanti (politica, droga, sogno americano) ma in modo superficiale e didascalico senza mai graffiare, pur strappando a volte qualche risata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima scena con Murray e Boyle protagonisti nella camera d'ospedale.
I gusti di Blutarsky (Giallo - Poliziesco - Western)