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PIù MATTI DI PRIMA AL SERVIZIO DELLA REGINA

All'interno del forum, per questo film:
Più matti di prima al servizio della regina
Titolo originale:Les 4 Charlots Mousquetaires
Dati:Anno: 1974Genere: comico (colore)
Regia:Handrè Hunebelle
Cast:Karin Petersen, Josephine Chaplin, Catherine Jourdan, Jean Valmont, Jean Sarrus, Gerard Rinaldi, Gerard Filipelli, Jean-guy Fechner, Daniel Ceccaldi, Bernard Haller
Note:Fa parte della serie dei "cinque matti" (o "5 matti").
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/4/10 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/4/17
Questa volta i quattro matti si ritrovano nella Francia di Richelieu e dei moschettieri. Non potendo sostituire i quattro eroi di Dumas, si limitano a fargli da valletti. Dopo aver cercato inutilmente lavoro, infatti, ognuno di loro si dedica a un moschettiere e già durante la prima sfida "collettiva" a un numeroso gruppo di guardie del cardinale i nostri mostrano di saper agire come d’abitudine (nello specifico attaccando alle spalle non visti e calando le braghe lasciando gli armigeri col sedere la vento). Dal gran caos generato partirà uno dei tanti inseguimenti in campo aperto con i matti a farsi rincorrere a modo loro, nascosti nei covoni o sotto le botti. Successivamente decideranno di spalleggiare la regina, che deve accogliere in gran segreto a palazzo il duca di Buckingham. Il cardinale, venuto a sapere della cosa, non troverà di meglio che incaricare il suo uomo, Don Giuseppe, di rapirla per torturarla finché non vorrà dire dove sta il Duca. Peccato che ai torturatori incappucciati si sostituiscano i matti, che daranno così il via a una scena geniale in cui sussurrerano alla regina di fingere dolore agli occhi del religioso mentre loro si adopereranno con seghe e tenaglie per seguire gli ordini di questi. Qualche altra scena originalmente divertente non manca: il pupazzo da colpire in testa coi manganelli e che valuta la potenza del colpo come al luna park, ad esempio; o gli scontrini giganteschi alla cassa del bar, il prefinale con gran calcioni nel sedere dati e ricevuti dal re e dal cardinale a cui si confondono i matti travestiti come loro... Insomma, prese singolarmente molte sequenze ottengono il loro effetto comico, ma nell’insieme il film si rivela debole, eccessivamente gonfiato da interminabili duelli multipli tra spadaccini di ogni sorta, rincorse per i corridoi del palazzo o semplicemente momenti in cui succede poco o niente. Gli Charlots, che entrano in scena cantando, si trovano alle prese con una sceneggiatura meno fitta di gag del consueto e si adeguano senza brillare particolarmente; tanto che stupisce il finale, aperto dichiaratamente a una seconda parte (che uscirà in Italia come 5 MATTI ALLA RISCOSSA), come se questa non fosse già abbastanza. Evidentemente si giudicò che un ritorno alla Francia del passato giovasse alla comicità ormai un po’ logora del gruppo ma, a giudicare da quanto si vede qui, la farsa in costume non aggiunge molto alla formula e anzi la appesantisce.
il DAVINOTTI

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Puppigallo 12/4/10 20:41 - 4317 commenti

Riecco i pazzoidi, questa volta alle prese coi moschettieri, col Re e con il famigerato cardinale. Qua e là si sorride, ma il livello è un po' troppo basso, ci sono noiose corsette stile comiche degli anni 20 e i quattro sciroccati sono meno incisivi ed eclatanti che in altre occasioni. Ecco perchè, inaspettatamente, si finisce per preferirgli, sia il cardinale (rimane incastrato nella sedia della tortura e si becca un super calcio nel sedere dal Re, mentre prega in ginocchio), che padre Giuseppe, il suo maldestro consigliere. Si può anche vedere, ma perderlo non è certo grave.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'impresario, interessato ad ascoltare l'idea di uno dei 4 matti: "Sono tutt'orecchi". E il matto: "E io mi chiamo Planchet".
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