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ATTACCO ALLA BASE SPAZIALE U.S.

All'interno del forum, per questo film:
Attacco alla base spaziale U.S.
Titolo originale:Gog
Dati:Anno: 1954Genere: fantascienza (colore)
Regia:Herbert L. Strock
Cast:Richard Egan, Constance Dowling, Herbert Marshall, John Wengraf, Philip Van Zandt, Valerie Vernon, Stephen Roberts, Byron Kane, David Alpert, Michael Fox, William Schallert, Marian Richman, Jean Dean, Tom Daly
Note:Aka "G.O.G.".
Visite:282
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/3/10 DAL BENEMERITO R.F.E. POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/4/16
Appartiene al ristretto novero di pellicole di fantascienza che, per far da contrasto a film di un genere che stava deviando “pericolosamente” verso la più bieca e misera spettacolarizzazione, si concentravano soprattutto sulla divulgazione di ipotesi scientifiche preoccupandosi di spiegarle nei minimi particolari. Ciò che si ottiene in questo modo, tuttavia, sono pellicole di una noia mortale, deprivate di quel minimo di intrattenimento al quale comunque avrebbero diritto gli appassionati meno rigorosi. Qui un addetto ai servizi di sicurezza (Egan) viene spedito in una base sotterranea segretissima per indagare su alcuni atti di sabotaggio che hanno già causato la morte di un dottore che assieme ai colleghi stava conducendo crioesperimenti su di una scimmietta. Raggiunta la base in elicottero, all'uomo verranno illustrati tutti gli studi che lì vi si conducono con lo scopo di lanciare l'uomo nello spazio (su di una stazione orbitante) e di catturare la potentissima luce del sole con speciali specchi che la convogliano in raggi devastanti. Delle indagini ci si dedica vagamente solo all'inizio, perché poi assistiamo soprattutto a una tediosa serie di spiegazioni sull'avanzamento degli studi nei diversi campi, compreso il funzionamento di due robottoni su cingoli che sono l'orgoglio del centro. Si chiamano Gog (che è il titolo originale del film) e Magog, muovono le braccia meccaniche a casaccio e non sembrano granché utili... Nel finale avranno pure il loro spazio, quando ormai la visita volge al termine e lo spettatore si ritrova sfiancato dal diluvio di parole e concetti che l'hanno seppellito fin lì (senza contare un accenno di love-story tra l'ospite e una bella bionda vestita di verde che gironzola in zona). Che la soluzione del sabotaggio sia legata all'intelligenza artificiale che sovrintende all'intera base? Lo scopriremo. Per il resto non possiamo che goderci l'Eastmancolor che traccia il solco con il bianco e nero delle produzioni di fantascienza coeve, qualche accenno di effetto speciale (magari i due che danzano in assenza di gravità) e un'ultima parte dove finalmente qualcosa succede. Ma la forzata ambientazione all'interno delle quattro stanze della base costringe a limitare l'azione e a dare l'impressione di una povertà d'insieme che, aggiunta a dialoghi torrenziali, non depone a favore del film, nonostante l'apprezzabile serietà con cui è scritta la sceneggiatura. La matrice spionistica con accenni alla guerra fredda è poco sfruttata e del tutto secondaria, così come l'immaginifica spiegazione che viene fornita nel finale.
il DAVINOTTI

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Daniela 30/1/17 7:30 - 8088 commenti

In un laboratorio segreto nel deserto, le migliori menti del paese progettano i prossimi voli spaziali, ma qualcosa comincia ad andare storto ed alcuni ci rimettono le penne... Fantascienza "seria" della variante didattica che vuol illustrare i progressi della scienza e della tecnologica: intento lodevole, ma fortemente compromesso dalla noiosità della pellicola: un sacco di chiacchiere appena vivacizzate dagli incidenti e dal turbinio delle braccine metalliche di Gog e Magog, i due buffi robot gemelli che diventano cattivi loro malgrado.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Rufus68 30/3/19 11:56 - 2632 commenti

Se, alla lunga, non fosse mortalmente noioso (le chiacchiere saturano l'intera durata) costituirebbe un piccolo reperto di estetica sci-fi del tempo: le scenografie, pur con modellini in scala, sono ingegnose e il design delle macchine e degli automi reca, pur nell'ingenuità, un senso potente di ottimismo nella tecnologia quale rimedio universale per il mondo a venire. Da tal punto di vista il film rimane un documento insostituibile. La trama, purtroppo, è banale e il nazionalismo di fondo ormai datato.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

R.f.e. 28/3/10 17:08 - 819 commenti

Altro sci-fi noiosetto della serie “dell’ufficio d’investigazioni scientifiche” (da un’idea di Curt Siodmak e Ivan Tors per una serie di pellicole maggiormente attente alla verosimiglianza scientifica, che però diede origine solamente a Il mostro magnetico e a questo film qui). Nonostante il colore, alcuni eccellenti attori, una certa cura nella realizzazione e talune trovate piacevoli, si tratta di un filmetto talmente “medio” che ben pochi lo rammentano.
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Modo 12/12/18 21:52 - 752 commenti

Filmetto noioso e serioso che fa parte di quel filone di fantascienza anni '50 dove si cerca di spiegare con metodo scientifico la tecnologia. Ne risulta un prodotto sottotono dove i poveri robottini si riscattano loro malgrado nel finale muovendo le braccia come barattoloni scossi dal vento. Fa sorridere vedere come si affrontano le radiazioni in laboratorio... senza tuta, a pelle scoperta! Dalla discreta sceneggiatura si poteva ottenere sicuramente di più.
I gusti di Modo (Commedia - Drammatico - Fantascienza)

Megatone 21/5/10 18:46 - 56 commenti

Chi, o cosa, sta sabotando gli esperimenti per la costruzione di una base spaziale nei laboratori segretissimi del governo americano? Una trama da film giallo in contesto fantascientifico dove però abbondano inutili lungaggini pseudo-scientifiche e, quando si arriva al dunque, il film è praticamente terminato. Uno dei film di sci-fi primi anni '50 dove meno si utilizzano metafore per la Guerra Fredda. Si ricorda solo per Gog e Magog, i due robot tentacolati.
I gusti di Megatone (Fantascienza - Fantastico - Horror)