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PROBABILITà ZERO

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Probabilità zero
Dati:Anno: 1969Genere: guerra (colore)
Regia:Maurizio Lucidi
Cast:Henry Silva, Luigi Casellato, Riccardo Salvino, Ezio Sancrotti, Franco Giornelli, Vittorio André, Marco Guglielmi, Maria Cristina Farnese, Paolo Magalotti, Fulvio Mingozzi
Note:Soggetto e co-sceneggiatura di Dario Argento.
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Approfondimenti:1) TUTTO CIO' CHE E' DARIO ARGENTO (LA LISTA)
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/2/10 DAL DAVINOTTI
Zero è il numero di probabilità concesso dal generale alleato alla riuscita del folle piano del capitano Duke (Henry Silva), che s'immagina di distruggere una segreta base nazista nascosta tra i fiordi norvegesi. E' qui che verrà portato uno speciale radar ritrovato dai tedeschi all'interno di un aereo alleato finito in mano loro; gli inglesi non possono permettere che una simile tecnlogia venga studiata dal nemico, ed è per questo che l'azione di Duke si rende necessaria. Il nostro quindi raggruppa il solito manipolo di ardimentosi e parte con un peschereccio alla volta della Norvegia, dove dovrà superare diverse insidie prima di raggiungere l'obiettivo. War-movie piuttosto canonico ideato però nientemeno che da Dario Argento, autore unico del soggetto e cosceneggiatore con il regista Maurizio Lucidi, Giuseppe Mangione e Vittoriano Vighi. Dell'estro argentiano poco si rintraccia, tuttavia il film è piuttosto spigliato e gode dei panorami nordici su specchi dacqua calmissima. La recitazione non è il massimo, anche se Silva è la solita ottima maschera di pietra. Non manca nel gruppo l'italiano col suo maiale (inteso come mezzo subacqueo) e non è male la figura ambigua dell'ufficiale nazista (unico tedesco che pare in grado di ragionare). Certo non c'è niente di nuovo, la scarsità di mezzi è evidente e va detto che nemmeno la sceneggiatura si segnala particolarmente. Resta la discreta regia di Lucidi...
il DAVINOTTI