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7 MONACI D'ORO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/1/10 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/4/19
C'è la banda e c'è il “Conte” (Vianello) con la sua splendida amante (Konopka), a guidare il furto dei lingotti sottratti alla Banca Federale Svizzera... i riferimenti ai SETTE UOMINI D'ORO di Marco Vicario sono tanti e tali che si può legittimamente parlare di parodia, come da titolo. Poi naturalmente si guarda anche ai cari vecchi SOLITI IGNOTI, dai quali si prelevano Capannelle e Memmo Carotenuto. Il problema è sempre cosa ne esce, perché qui la comicità latita e ci si aggrappa al mestiere del cast per risollevare la baracca. La banda del Conte non è delle più efficaci (Fangareggi, Capannelle, Andronico...), così quando i Nostri scoprono casualmente che un imponente carico d'oro è custodito nelle segrete di un vecchio caseggiato ai Fori Imperiali dalla banda degli svizzeri di Lucky Marciano (geniale rimescolamento di nomi!), dove dovrà rimanere fino alla sera successiva, decidono di ingaggiare qualche altro elemento e di tentare il “sub-furto” la notte stessa. I nuovi arrivati son quasi peggio di Lambrusco (il napoletano Pisacane/Capannelle, cui tocca di parlare in romagnolo!) e gli altri, ma d'altra parte se così non fosse non saremmo in una parodia. L'organizzazione del colpo, tuttavia, e la realizzazione goffa dello stesso, sono accompagnati da un umorismo semi-improvvisato e povero che finisce col far risaltare la debolezza pure dietro la macchina da presa, con Marino Girolami (si firma Bernardo Rossi!) poco a suo agio con l'azione, alla quale non concede un minimo di ritmo fin dalle prime scene in autostrada. Per ritrovare qualcosa di buono – e se si eccettua qualche simpatica uscita di Vianello, una volta di più nella parte del nobile pavido e un po' fesso – c'è da aspettare che entri con decisione in scena Aldo Fabrizi: è il frate d'un convento localizzato nei pressi dell'edificio da derubare e quindi del Colosseo, zio del Conte (è andando a salutare lui che quest'ultimo sentirà per caso le parole della banda di Lucky Marciano uscire da un pozzo del chiostro) e com'è ovvio all'oscuro di tutto. I duetti tra lui e il nipote sono tra le cose migliori del film, ma più in generale è il suo continuo travisare ciò che sta accadendo al convento (nel finale converranno lì criminali di ogni specie) ad essere fonte di divertimento. Un po' poco, certo, ma è l'apporto del grande attore che fa salire la qualità, se la sceneggiatura è povera quanto l'interpretazione complessiva. Grazie a lui almeno nell'ultima parte qualche risata la si fa. Da qui ad augurarsi il sequel come si legge sul cartello che precede il finale aperto (“Il seguito al prossimo film. Se questo vi è piaciuto...”) ce ne passa. Splendida la maliziosa Konopka come amante di Vianello.
il DAVINOTTI

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Rambo90 11/1/10 3:38 - 5774 commenti

Parodia dei Sette uomini d'oro dell'anno prima con espliciti richiami a I soliti ignoti (persino nel cast). Tutto sommato un film molto divertente, con un Aldo Fabrizi nella classica parte del grassone bonario, un cast di caratteristi guidato da un Raimondo Vianello in ottima forma e il solito colpo impossibile da compiere al centro della trama. Spassoso l'inseguimento finale.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Dusso 30/1/12 17:59 - 1533 commenti

Sulla scia del film di Vicario che ha lanciato la moda dei "colpi all'Italiana". Leggero e godibile. La Konopka sfoggia tutto il possibile, Vianello discreto e sempre di gran classe, ottimi i caratteristi. Qualche lungaggine di troppo però (specie nel finale) si nota.
I gusti di Dusso (Commedia - Giallo - Poliziesco)