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DIVA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Raffinato thriller francese che dimostra come si possa girare un buon giallo senza dover per forza ricorrere all'azione esagitata all'americana. Una bella lezione di stile, da parte dell'esordiente Jean-Jacques Beineix, che pur cadendo di tanto in tanto in lungaggini francamente evitabili confeziona un film delicato e sospeso, con atmosfere a tratti vicine al David Lynch di VELLUTO BLU (anche per la fotografia). Non avrà scelto il miglior protagonista del mondo (Frédéric Andréi ha un viso poco espressivo, da spaesato ragazzotto di strada), avrà pur esagerato nel dare spazio alle esibizioni canore della cantante d'opera Wilhelmenia Fernandez (alla sua unica esperienza cinematografica), tuttavia è riuscito a immergere il suo lavoro in un clima insolito, quasi surreale quanto la strana “officina” affrescata dove abita Andréi. La prima parte è più attendista, tesa a descrivere i personaggi e a giocare con generi diversi dal thriller, la seconda è invece più complessa: il cast comincia ad assumere i comportamenti necessari a sviluppare l'intreccio giallo, assistiamo a uno spettacolare inseguimento nei sotterranei della metropolitana (sostenuto brillantemente da una colonna sonora incalzante) e ad altre corse ben riprese, come detto capaci di esprimere una naturalezza nell'azione molto lontana da quella offerta dalla controparte americana. Qualità e difetti sono insomma presenti in buon numero, ma la forza di un film così elegante, formalmente ricamato, per una volta non si sposano ad ambizioni superficialmente intellettualistiche come spesso capita in operazioni simili. Beineix non vuole insomma strafare e si limita a condurre la storia con semplicità perché semplice è il soggetto, anche se i tanti personaggi lo mascherano.
il DAVINOTTI

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Il Gobbo 20/11/07 8:48 - 3011 commenti

Salutato come una rivelazione, Beineix al tempo fu per qualcuno la "next best thing" del cinema europeo, e il profeta del post-modernismo cinematografico. L'esordio in effetti era promettente, un thriller raffinato ma senza troppo manierismo, cerebrale ma non palloso, autoriale senza spocchia, e in ultima analisi avvincente. Tanto tuonò che non piovve, però. Resta un buonissimo lavoro, che tutto sommato - pagato il giusto dazio al tempo - si vede abbastanza volentieri ancora oggi. Certo in era di mp3 andrebbe aggiornato il supporto...
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Nicola81 23/6/17 16:30 - 1660 commenti

Thriller di notevole eleganza stilistica, in cui le ambizioni autoriali non vanno a discapito del coinvolgimento. Ben diretto e ben interpretato da quasi tutto il cast, vanta pure una splendida fotografia e musiche adeguate (di Vladimir Cosma). Difetti? Qualche esibizione canora di troppo e l'inutile personaggio della ragazza orientale (pure abbastanza antipatica), che portano a una durata forse eccessiva. A visione ultimata lascia comunque un'appagante sensazione di originalità, sebbene la trama, a ben vedere, di originale abbia ben poco.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'insolita coppia di killer; L'inseguimento in metropolitana; La battuta finale della poliziotta.
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Lythops 23/9/11 13:03 - 972 commenti

Ironico, drammatico, raffinato, ingenuo, distaccato. Beneix dimostra di muoversi a proprio agio in una trama che contempla alcuni personaggi tipici del noir francese utilizzando una fotografia, per quegli anni, piuttosto innovativa che può ricordare il coppoliano Un sogno lungo un giorno. Personaggi interessanti (come i due killers con un magnifico Dominique Pinon) o forzatamente inutili (la ragazza orientale non è che dica tanto) concorrono a rendere il film interessante e, guardando alla produzione degli anni '80, quantomeno da vedere.
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