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• UN UOMO DA RIDERE (6 PUNTATE)

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/8/09 DAL BENEMERITO GEPPO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/11/12
Dall'alto dei cieli, da sopra una nuvola, Totò (l'imitatore Dino Valdi, doppiato da Carlo Croccolo, che doppiò davvero il principe anche al cinema), ci racconta la storia dell'attore Bianco Bianchi (Franco Franchi), dai suoi primi lavori all'Ambra Jovinelli ai grandi successi cinematografici. Un modo per ripercorrere la storia dello spettacolo nel nostro paese attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta veramente; perché è chiaro che il percorso biografico di Franchi coincide in buona parte con quello del protagonista, fin dai tempi dell'avanspettacolo. In sei puntate da un'ora ciascuna Fulci dirige una strano sceneggiato che si colloca tra il musical, la parodia e la rimembranza, con un Franco Franchi a dire il vero un po' ingessato in panni che non sono quelli suoi abituali del comico a tuttotondo. Nel dover mostrare anche il privato di quest' "uomo da ridere" sfruttato biecamente dal suo manager (un ottimo ancorché caricaturale Silvio Spaccesi) e innamorato della bella Annarita (Gloria Paul), collega di show poi persa di vista negli anni del cinema, Franchi prova ad essere più umano e meno marionetta, più dolente e malinconico. Ci riesce, sì, ma non sembra sia questa la sua vera dimensione. A tratti canta, suona il piano, balla negli intermezzi coreografati (troppi, posticci e superflui), ma dove si riconosce è quando deve fare completamente il se stesso attore comico. La prima puntata è dedicata gli anni dell'avanspettacolo, dove la bella Gloria Paul e Spaccesi dividono il set col protagonista, guitto piuttosto in disgrazia che vive all'ombra del fenomeno Totò (di cui vediamo pezzi de IL MEDICO DEI PAZZI, ad esempio). La seconda puntata racconta ancora il periodo buio, con l'avanspettacolo al tramonto e la condivisione di un appartamento con Mario Merola (nei panni di se stesso), divo della sceneggiata a sua volta ormai dimenticato e completamente in disgrazia. Nella terza prende decisamente il volo la figura di Tony Boccea (Carlo Croccolo), regista "di genere" amico di Bianchi che partendo dal peplum per passare al western ci permette di passare in rassegna i grandi filoni aurei del nostro cinema. Nella quarta puntata Bianchi comincia a farsi strada interpretando piccole parti nello spaghetti-western (c'è anche l'amicizia con Antonio Sabato) e a guadagnarsi la fama del playboy dopo un reclamizzato incontro con la diva Liz Maylor (Lorraine De Selle). Il passaggio allo spionaggio con "008 Dalla cinema con ardore" lo scopre stakanovista del cinema di serie B, per la gioia del suo manager. Nella quinta finalmente il boom: decine e decine di parodie a basso costo decretano il successo di Bianchi nel cinema più disimpegnato, portando il protagonista a una perfetta identificazione con Franchi. L'incontro con l'amica Renatina (Marina Marfoglia), spogliarellista passata a interpretare il cinema sexy, segna però presto il declino della comicità vecchio stile. E' la puntata in cui più ritroviamo il Franchi che conosciamo, alle prese con parodie in versione concentrata ("Cappella marca visita", "Il giorno del torero"...). L'ultima puntata, la numero 6, ci porta all'attualità, con Bianchi ormai ritirato dalle scene, ospite a teatro da un ritrovato Merola, alle prese con la figlia di Annarita o a presenziare alle rassegne dei suoi film. C'è il rappacificamento col critico che lo stroncava e ora lo esalta in una perfetta sintesi (pur affrontata con inevitabile superficialità) della parabola di un'artista nella Hollywood di casa nostra. Zoppicante, troppo lungo ma curioso.
il DAVINOTTI

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Panza   11/6/15 18:13 - 1402 commenti

A dispetto di una sigla da bambini, lo sceneggiato tratta del percorso professionale e umano dello stesso Franco Franchi (bravissimo anche in ruolo più drammatico del solito) e anche del cinema italiano. C'è il critico che massacra e poi rivaluta in maniera ipocrita, c'è l'avanspettacolo, c'è anche la commedia erotica che scalza via le parodie degli anni '60. Il problema è quello che non c'è, ovvero una regia non così rigida e un labor limae sistematico che avrebbe eliminato inutili balletti e canzoni e moltissimi momenti troppo lunghi.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Geppo 19/10/11 6:27 - 273 commenti

Tra sceneggiato, varietà e teatro, con Franchi che rivela le sue potenzialità di grande attore drammatico. Una serie in parte riuscita e in parte troppo vicina al varietà musicale, ma comunque da apprezzare, con un Franco Franchi nuovo, senza dubbio meno comico del solito e più maturo (anche artisticamente). Sembra che Lucio Fulci diriga la serie sotto la direzione di Franco Franchi, che interpreta la vita artistica dell'attore Bianco Bianchi, dagli anni '50 fino ai giorni nostri raccontata da Totò (interpretato da Dino Valdi e doppiato da Carlo Croccolo) che dal cielo segue i successi e le sconfitte di Bianchi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La parodia d'o Zappatore con Mario Merola e Franco Franchi.
I gusti di Geppo (Commedia - Erotico - Poliziesco)