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MASSIMAMENTE FOLLE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/3/12 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/4/12
Se non altro tiene fede al titolo... Il film è un'accozzaglia di sketch semi-improvvisati quasi priva di un vero senso logico, che punta a divertire (o almeno questo si arguisce dalla frase nei titoli di coda di Gombrowicz, che celebra appunto la risata come "unica via di salvezza quando le circostanze ci schiacciano") ma lo fa senza che vi sia alcun vago tentativo di imprimere un ritmo e quindi fallendo miseramente. Con timidi agganci al cinema poetico surreale pasolinian-felliniano, ambientazioni poverissime e un cast di caratteristi allo sbando che prova in qualche modo a rivitalizzare scenette non-sense di dubbio gusto, il film di Troiani (autore unico anche dello script) infila politica, sesso, sport e religione in un calderone indecifrabile che lascia spesso allibiti. Tra i personaggi più presenti Francesca Romana Coluzzi nei panni di un'insegnante che soffre di dissenteria acuta: licenziata per questo, vaga tra la folla costretta di tanto in tanto a cercare con urgenza una toilette, si esprime cercando di piazzare l'avverbio "massimamente" in ogni frase e incontra per la via personaggi bizzarri. Una parte piuttosto centrale anche per Giorgio Bracardi, commissario impegnato a distinguere i preti falsi da quelli veri dopo aver arrestato due presunti frati in mutande (uno dei quali è poi Carlo Croccolo)! Chiamerà a rapporto teologi e semiologi per risolvere i dubbi prolungando il tutto oltre la sopportabilità. A un certo punto la smette e parte in sidecar verso Cinecittà prima di perdersi nelle campagne, quando d'improvviso sprazzi di metacinema s'introdurranno nel film insieme a Lumiere e a inattese didascalie da cinema muto... Che dire poi del Club Internazionale del Brindisi? Un gruppo di anziani riuniti a un tavolo e pronti a brindare per qualsiasi cosa: un'idea neanche male dopotutto, ma alla quale non si riesce a far corrispondere uno sviluppo decente. Poi ancora una maratona per il centro, russi in costume che compaiono a una manifestazione, Pamela Prati che folleggia con i produttori di un fantomatico film nel film diretto da Giacomo Rizzo, Oreste Lionello che appare qui e lì sfoggiando a sorpresa un nudo integrale e una decina di minuti pure per Mireno Scali, il noto (al tempo) sosia di Benigni che nella parte di un arbitro fugge interminabilmente da un gruppo di tifosi inferociti sotto i cavalcavia di una Roma notturna in cui le influenze felliniane si fanno più palesi. Folle anche la celebrazione del centotrentasettesimo Premio Campiello, con altri sosia di personaggi famosi e Jimmy il fenomeno nella parte nientemeno che del signor Rizzoli, presente con Mondadori tra gli editori premiati! Insomma, un autentico delirio che strizza l'occhio al cinema free indipendente senza tuttavia possedere i numeri per farlo. Certo, di fronte a un simile caos si finisce anche per sorridere, ma più per il coraggio di proporre un prodotto tanto scellerato che per l'efficacia delle gag. Il famoso effetto trash in poche parole, che la canzone d'apertura (e chiusura) "Carta igienica" di Migliacci-Caruso cantata da Federico e dai Rock Cats mirabilmente sintetizza.
il DAVINOTTI

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Didda23 23/3/12 11:29 - 2092 commenti

I titoli di testa fanno subito capire che ci troviamo di fronte a una delle opere più deliranti della cinematografia italica: il regista, mantenendo uno stile che oscilla fra il grottesco e il surreale, critica gli usi e i costumi della società italiana. Le storie si intrecciano senza un perché e i dialoghi non strappano nemmeno una risata. Si omaggia il cinema muto francese, si ridicolizza Fellini con squallide parodie e Lionello mostra i genitali. In tutta questa follia c'è spazio pure per il sosia di Benigni... L'opera ha un suo perché.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Panza   17/6/15 13:51 - 1402 commenti

Piccola gemma anarcoide del sottobosco italiano da riscoprire, con ventimila spunti frammentari. Un mezzo capolavoro, ovviamente, già dal cast che riunisce i più disparati attori (bastino Bracardi, Lionello e Croccolo, coinvolti in surreali sketch). Troviamo una tipa che soffre di incontinenza, il Premio Campiello (allucinante, con una sfilza di intellettuali, noti o meno noti, sbeffeggiati), qualche stoccata ai Radicali (1943 referendum!) e una surreale dissertazione su come riconoscere i frati. Che qualcuno finanzi di nuovo Troiani!
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)