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INTERIORS

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 13
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Un'autentica svolta, per Woody Allen. Non solo è un film drammatico, lontanissimo dalla leggerezza dei suoi lavori abituali; è anche il primo lavoro in cui non appare nel cast pur dirigendo e scrivendo (da solo) il copione. Un'opera in cui traspare tutto l'amore di Allen per il cinema europeo e in particolare per l'introspezione psicologica dei personaggi (da cui uno dei tanti significati del titolo) cara a Bergman; un’opera stilisticamente molto ricercata (si vedano la fotografia, la fredda rigorosità delle scenografie) e concentrata su dialoghi che non lasciano nulla al caso, con una capacità non indifferente di rendere viva e pulsante ognuna delle otto figure che la sorreggono. Pochi flashback (e perfetti), lunghi silenzi ma carichi di poesia. Se escludiamo l'ultima parte, in cui l'intensità si stempera in un'attesa troppo prolungata, INTERIORS è costruito con grande abilità. Ovviamente chi si aspetta un qualche collegamento con i lavori precedenti rischia di rimanere spiazzato: non c'è quasi nulla dell’Allen che abbiamo conosciuto fin qui, se non una vocazione autoriale che già si intuiva in alcuni film precedenti (soprattutto nell'ultimo IO & ANNIE) e che qui si concreta in uno stile raffinato e riflessivo, in cui i sentimenti diversi dei personaggi trovano ognuno modo di estrinsecarsi. Di tutte, sono le figure delle figlie Joey (Mary Beth Hurt) e Renata (Diane Keaton) ad avere più spazio, con i relativi problemi di coppia, mentre per Eva (Geraldine Page), la madre che spera sempre di tornare a vivere col marito (E.G. Marshall), sono spesi i dialoghi più intensi e struggenti. Forse il migliore e più sincero Allen drammatico.
il DAVINOTTI

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Galbo 1/11/07 8:19 - 10759 commenti

Dopo un'eccelsa carriera come attore e regista brillante (ma mai banale) Allen dirige un film dai toni decisamente drammatici e colmo di introspezione psicologica, chiaramente ispirato ad uno dei suoi miti cinematografici, Ingmar Bergman. Il risultato è un'opera che, seppure di grande eleganza formale (come gli interni tra i quali è girato) ed interpretata da un gruppo di attori in stato di grazia (grandissime la Stapleton e la Page), è fredda e poco partecipe, quasi ingessata e alla lunga sterile.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Il Gobbo 23/7/07 8:40 - 3011 commenti

Primo della "trilogia del terrore" (ma verrà di peggio). Eternamente afflitto da una sindrome tutta newyorchese di parvenu culturale, il buon Woody tralascia di fare quello che sa fare e tenta il film alla Bergman. Non essendo però "nordico e religioso" come diceva Gaber, gli viene un pastiche, un film "di" Bergman, ma fatto da un altro, e senza lo spessore dello svedese. Niente di brutto, intendiamoci, anzi: ma è invincibile una sensazione di imparaticcio, di impostato, di inautentico. Però in confezione deluxe.
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

Renato 2/10/09 14:12 - 1495 commenti

Nel 1978 Allen, deciso a tentare qualcosa di diverso dalle sue commedie e profondamente influenzato dagli ultimi film di Bergman, girò questo intenso dramma familiare. A me personalmente è piaciuto, i dialoghi sono ottimi ed il ritmo rimane costante, senza contare l'ottimo cast messo insieme dal regista newyorchese (bravissima Maureen Stapleton) . Come in Bergman, anche qui ci sono al centro della rappresentazione donne forti, affiancate da mezze figure maschili, spesso puerili e comunque poco approfondite.
I gusti di Renato (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Daniela 23/9/09 14:37 - 7626 commenti

Ricca famiglia altoborghese si sfilaccia perchè babbo si mette con un'altra, mamma ci resta male e le figlie rosicano. Ben girato, ben fotografato, ben interpretato, insomma la confezione c'è, ma il contenuto sempre mattone resta. Come altri hanno notato, il fatto di essere un film "alla maniera di" si traduce in una sensazione di freddezza e accademia. Alla prima visione, mi sembrò tanto lontano dall'Allen che conoscevo (ed amavo) che - smarronando in pieno - sospettai si trattasse in effetti di una raffinata parodia dei film del collega
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Deepred89 24/2/17 21:00 - 3070 commenti

Nessun temuto autorialismo gratuito: Allen prende Sussurri e grida ma lo reinterpreta rivitalizzandolo, scrollandosi di dosso in primis il temuto approccio manierista e in secundis la logorrea che penalizzava alcune sue commedie più o meno coeve. Spietato e indulgente al tempo stesso, immerso in un'atmosfera di raro livore, esplicito nel riporre gli unici cenni di vita nel personaggio più lontano dall'autore. E, curiosamente, l'Allen settantiano tocca il vertice col suo film meno alleniano, oltre che col più alleniano tra i film non suoi (Sam).
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Harrys 18/5/11 11:27 - 679 commenti

Pretenzioso? Quanto doloroso. La supponenza esistenzialista di voler confinare il ciclo vitale di una famiglia benestante con pruriti ascetici ad un castello di carte che caracolla inesorabilmente elargisce l'Allen più cinico e straziante di sempre. I frangenti dedicati allo humor (seppur"nero"od agrodolce) disertano energicamente, iconizzando l'estrema solennità nel tentativo di aggravare Stardust memories. Gli interni sono asettici ed eleganti quanto l'interloquire di chi li abita. Bergman aleggia dietro ogni velo, senza dar mai fastidio. ****1/2
I gusti di Harrys (Comico - Fantastico - Horror)

Giùan 26/4/12 13:42 - 2548 commenti

Primo film pienamente drammatico di Allen, arriva affatto inatteso considerato l'inesorabile, coerente viraggio del suo cinema dallo slapstick degli esordi alla commedia "seria". Confermo l'impressione ricavatane alla prima visione: si tratta di un opera sentita, di una sincerità di fondo che gli fa perdonare alcune programmatiche forzature di confezione. Bergman e ancor più Cechov e O'Neill son dietro l'angolo, ma la personalità ed il controllo delle immagini di Woody son percepibili, come la tematica portante arte vs vita. Stapleton migliore del lotto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La fotografia di Gordon Willis.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Paulaster 13/2/19 10:26 - 2110 commenti

Marito si separerà e disgregherà la famiglia. Con gli ovvi riferimenti a Bergman per la confezione neutra ma non fredda e per lo scavo dei rapporti, Allen prende spunto ma non imita. Giocato sulle nevrosi esistenziali, tende a un pessimismo senza cadere nel tragico e ciò gli permette una certa linearità narrativa. Nota per la Page, maschi non pervenuti. Girato con cura anche nei campo lunghi esterni e nei flashback pieni di amorevole nostalgia. Conclusione che eccede nella maniera ma va bene così.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il flashback dell'albero di Natale; La neosposa che rompe il vaso; Il tentativo di violenza sessuale.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Didda23 16/4/14 8:59 - 2043 commenti

Girato nello spazio temporale fra i due capolavori indiscussi del regista (Io & Annie e Manhattan), Interiors colpisce per la qualità della scrittura del newyorchese che delinea una sceneggiatura amara e profondamente drammatica, con dialoghi di elevato realismo. La prova del cast è sentita e indimenticabile, fatto che evidenzia la capacità innata di saper dirigere - come pochi altri - un parco attori eterogeneo. Un ritratto veritiero della borghesia americana che, nonostante manchi di un pizzico di ironia, centra l'obiettivo e induce alla riflessione.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Minitina80 23/2/17 14:03 - 1890 commenti

Il primo film drammatico di Allen è un piccolo gioiello in cui l'autore conferma di aver raggiunto una maturità artistica non indifferente. Anche qui scava nelle profondità dell’animo, ma in modo diverso dal solito, alternando lunghi silenzi e dialoghi privi di comicità e leggerezza. Significativi gli squarci fotografici degli interni che nascondono dietro la loro perfezione la tormentata incompletezza del genere umano. Tutti particolari che avvicinano Allen al cinema di Bergman, di cui è un noto estimatore. Impressionante l’interpretazione di Geraldine Page.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I flashback del passato; Il finale sulla spiaggia.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Ryo 19/12/11 20:37 - 1820 commenti

La prima pellicola di Woody Allen completamente priva di comicità lascia un po' interdetti. Forse, avendo un po' viziato il pubblico, ci si aspettava qualche siparietto comico o al limite qualche battuta. Niente. Non si ride mai. Ma questo non è una cosa negativa, fa riflettere la gestione dei rapporti umani, descritti con grande realismo e introspezione. Drammatico e toccante, colpiscono le scenografie povere ma essenziali. I personaggi saranno riutilizzati in futuro in altre pellicole del regista.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La festicciola del matrimonio.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Xamini   24/7/16 18:10 - 865 commenti

Si ispira a Bergman senza raggiungerlo, risulta del tutto privo dell'ironia di Allen ed esteticamente è un lavoro bigio, scolorito, dai toni pesanti. Risulta tuttavia un dramma dai dialoghi non banali, soporifero forse, avaro di slanci o di brillantezza ma con un suo senso rispetto all'intento di affrescare l'alta borghesia cara al regista. Non il suo lavoro che preferisco o quello che rivedrei, comunque.
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)

Addison 21/6/12 20:56 - 90 commenti

Woody Allen "alla maniera di" Bergman, esperimento non del tutto riuscito e a tratti ingenuo ma sincero (e va detto che le nevrosi newyorkesi ben si sposano alle plumbee atmosfere tipiche del grande svedese). Padre, madre, tre sorelle, i mariti di due di loro: una famiglia si sfascia e le reazioni dei vari personaggi vanno dall'amara accettazione all'autodistruzione. Nel cast, oltre all'allora immancabile Keaton, due mostri sacri del teatro americano, la Page e la Stapleton, quest'ultima perfetta nel ruolo della sana, ruspante seconda moglie.
I gusti di Addison (Drammatico - Giallo - Teatro)