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LA CITTà è SALVA

All'interno del forum, per questo film:
La città è salva
Titolo originale:The enforcer
Dati:Anno: 1951Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Regia:Bretaigne Windust, Raoul Walsh (n.c.)
Cast:Humphrey Bogart, Zero Mostel, Ted de Corsia, Everett Sloane, Roy Roberts, Michael Tolan
Visite:362
Il film ricorda:I soliti sospetti (a Tarabas)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/3/09 DAL BENEMERITO TARABAS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/6/19
Tra noir e poliziesco, le indagini del procuratore Ferguson (Bogart) per condannare il pericoloso criminale Albert Mendoza (Sloane), rinchiuso in carcere in attesa dell'imminente processo. Ferguson ha in mano un unico testimone oculare per ottenere di mandare sulla sedia elettrica Mendoza, ma sembra non voglia parlare: troppa paura di fare una brutta fine... Il procuratore non può però fallire e mandare a monte mesi di indagini, quindi la notte la passa a tentare di convincere l'uomo a confermare in tribunale ciò che sanno. Questi per un attimo riesce tuttavia a eludere la sorveglianza e tentare la fuga per le scale antincendio. Disperato, resta bloccato sul cornicione per perdere poco dopo l'equilibrio e sfracellarsi in strada. Tutto finito? Parrebbe di sì, visto che gli altri capi d'accusa sono insufficienti. Per questo Ferguson decide di ripassare mentalmente con un collega quanto accaduto dal giorno in cui s'aprì il caso, nella speranza che qualcosa gli sia sfuggito. E' un modo per rivivere in flashback la vicenda, che ruota attorno a una gang di assassini prezzolati riuniti da Mendoza con l'idea di uccidere il prossimo fornendo alibi di ferro ai veri colpevoli, felici di pagare qualcuno che agisca per conto loro. Alternando passato e presente in un continuo gioco di rimbalzi che riesce a mantenere un'esemplare chiarezza (all'epoca si stava attenti, a certe cose...), il film poggia sulle solide interpretazioni del cast per dare sostanza a una regia non sempre impeccabile (benché sia in parte opera dello specialista Raoul Walsh, non accreditato). Il colpo di scena finale, su cui si basa lo svelamento della chiave necessaria a ottenere la condanna di Mendoza, è ben studiato e risolto in modo eccellente all'interno di un epilogo ricco di suspense (e chiuso senza una sola inquadratura in eccesso). A non funzionare altrettanto bene è invece la fase centrale, in cui la descrizione della cricca di assassini (che chiamano "contratti" i delitti" e "obiettivi" le vittime per sviare eventuali intercettazioni telefoniche della polizia) ricalca stilemi noir che mal si sposano al desiderio di muoversi invece tra le maglie di una trama che si vorrebbe piuttosto complessa. E' apprezzabile il rifiuto di ricorrere a ogni tentazione romantica (d'altra parte non sarebbe plausibile, dal momento che le donne in scena sono pochissime e si vedon quasi mai), ma se è vero che sulla carta tutto sembrerebbe potersi dipanare al meglio e che la fotografia in bianco e nero è di ottima qualità, la regia fatica a catturare l'attenzione e i momenti potenzialmente memorabili non esistono, se si esclude il bel finale quasi hitchcockiano tra la folla. Bogart fa il suo con l'applicazione di sempre, gli altri provano a seguirlo e non dispiacciono (con una menzione per l'ambiguo Big Babe Lazick di Zero Mostel), eppure THE ENFORCER - comunque buono - non decolla mai veramente.
il DAVINOTTI

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Cotola 10/6/11 22:33 - 6970 commenti

Ottimo noir che, pur sfruttando uno spunto narrativo non nuovissimo (ma siamo ancora nel 1951) che verrà poi ripreso svariate altre volte, si rivela estremamente avvincente grazie ad una sceneggiatura ben scritta che dà il ritmo giusto alla storia, caricandola di una tensione che cresce col passare dei minuti e chiudendola con un colpo di scena finale sobrio, riuscito e verosimile (cosa rara, anche se non troppo nei film dell'epoca). Completa il quadro positivo un bel cast tra cui spicca, ovviamente, Bogart. Chi ama il noir, lo recuperi.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Tarabas 11/2/10 9:21 - 1608 commenti

Solo un teste può inchiodare il capo dell'Anonima Omicidi, ma un incidente-suicidio indotto dal terrore per la vendetta della mala costringe il procuratore Ferguson a ripercorrere l'indagine, alla ricerca di un'altra prova. Efficace mix di temi del noir anni '40 e poliziesco, il film ha due registri molto diversi. Il carcere dove è custodito il testimone è pieno di ombre e minacciosi controluce espressionisti, gli esterni sono freddamente illuminati da un sole che non scalda. la struttura a flashback funziona benone.
I gusti di Tarabas (Commedia - Gangster - Western)

Daniela 16/7/15 9:56 - 8008 commenti

Un procuratore distrettuale cerca di incastrare il capo di una "anonima omicidi", ma questi fa eliminare tutti coloro che potrebbero testimoniare contro di lui. C'è però una ragazza che, molti anni prima, l'ha visto commettere il suo primo delitto... Bel poliziesco dalle atmosfere cupe e dalla costruzione stringente, narrato quasi interamente in flashback e reso ancora più intrigante dalla scelta di mostrare il volto del boss, vero genio del male, solo nell'epilogo: lo interpreta Sloane, a cui il ruolo calza a pennello, ma anche il resto del cast è assai efficace.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il momento in cui Bogart, esaminando per l'ennesima volta i documenti, ha una intuizione decisiva.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Nicola81 19/7/17 16:31 - 1660 commenti

Colpevolmente sottovalutato, è uno dei migliori crime movie del decennio. Un canovaccio da poliziesco in piena regola (corsa contro il tempo per inchiodare il capo di una ramificata organizzazione criminale) ben si sposa con una complessità narrativa, fatta di flashback che si sovrappongono, tipica del noir. Personaggi senza troppe sfumature, ma ritmo incalzante, buona sceneggiatura, molti bravi caratteristi e, naturalmente, un'intensa prova di Bogart nei panni del procuratore disposto a non guardare in faccia nessuno.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'intuizione decisiva di Bogart.
I gusti di Nicola81 (Gangster - Poliziesco - Thriller)

Faggi 2/2/16 20:36 - 1390 commenti

Bogart contro una ineffabile "industria del crimine" (così la chiama il suo spietato capo); ovvero omicidi su commissione in una pellicola che assembla almeno due generi, gangster e poliziesco e non manca di sfumature noir. Grande tensione in bilico tra ciò che è svelato e ciò che rimane nascosto, tra azione e misterioso intrigo. Quasi tutto in flashback dopo una specie di prologo; conclusione serrata (dove appare finalmente il famigerato capobanda) quando Bogey, illuminato come solo lui poteva, capisce tutto e...
I gusti di Faggi (Fantascienza - Giallo - Poliziesco)