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BUBBLE BOY

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Bubble boy
Titolo originale:Bubble boy
Dati:Anno: 2001Genere: commedia (colore)
Regia:Blair Hayes
Cast:Jake Gyllenhaal, Marley Shelton, Swoosie Kurtz, Danny Trejo, John Carroll Lynch, Verne Troyer, Dave Sheridan, Brian George, Patrick Cranshaw, Stephen Spinella, Ever Carradine, Zach Galifianakis
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/2/14 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/2/16
Non ci mette molto a spiegare come stanno le cose, il film; dopo due minuti la condizione del povero Jimmy (Gyllenhaal) è già chiarissima: senza difese immunitarie fin dalla nascita, per sopravvivere è costretto a vivere in una bolla di plastica che lo protegga dagli agenti patogeni esterni. Lo chiamano bubble boy e vive nella sua stanza: ama LAND OF THE LOST, la chitarra elettrica ma soprattutto una provocante vicina di casa, Chloe (Shelton), la quale ha un debole per lui ma intanto se ne esce con una rockstar sballata (Sheridan). La storia di un'amore impossibile, insomma, ma quando lei accetta di sposare Mark e con quest'ultimo parte per le cascate del Niagara dove si dovrà celebrare il matrimonio, Jimmy decide che è ora di uscire di casa per impedire le nozze. Con la “Rocky” di Bill Conti come sottofondo si costruisce una bolla a misura d'uomo, ci s'infila dentro facendone uscire le gambe e parte per la sua missione, sempre col sorriso sul volto. E qui il film, da commedia garbata con qualche spunto comico, si trasforma in un road-movie parademenziale ricco di gag slapstick e di personaggi di scarsa presa. Il primo che Jimmy incontra per la sua strada è però un giovane ma già ottimo Zach Galifianakis, capace di far ridere esibendo un'espressione che più seria non si potrebbe: è l'uomo dei biglietti alla fermata del bus e i suoi brevi interventi son da registrare tra le cose migliori di un film per il resto caciarone, sgangherato e raramente riuscito, a dispetto di un Gyllenhaal bravo a dare il giusto tono di ingenua serenità al suo Jimmy, scanzonato al punto giusto quasi come un novello Forrest Gump che gioca a fare il Ben Braddock (e più ancora ci gioca il regista, che nel finale comincia a infilare una serie di omaggi al film di Nichols). Gli incontri principali sono con un gruppo di componenti di una setta new age in viaggio con pullmino, con un nano (Troyer) padrone di un gruppo di freaks e con un rude motociclista (Trejo) che gli darà un passaggio fino a Las Vegas. Tutti troveranno il loro spazio, nessuno riuscendo a trovare anche qualche buona battuta che possa salvare il film da una seconda parte interminabile e insignificante, che vanifica quanto di buono si era costruito nella prima attraverso il disegno di un personaggio insolito e accattivante. Prevedibile sequela di brani rock-FM a tenere alti i ritmi (con qualche chicca come la meravigliosa “Wouldn't it Be Nice” dei Beach Boys a impreziosire momenti morti), inevitabile infilata di buoni sentimenti e la scatenata mamma (Kurtz) di Jimmy a dare un tocco di follia in più. Purtroppo per tutti loro il film spreca le sue potenzialità ed esaurisce in fretta le cartucce. Peccato.
il DAVINOTTI

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Daniela 21/2/14 8:59 - 8153 commenti

Privo di difese immunitarie, fin dalla nascita Jimmy è costretto a vivere in un involucro, sotto la rigida tutela della mamma bigotta. L'amore per una ragazza lo spingerà ad affrontare il mondo, pur senza uscire dal suo guscio. Commediola originale nello spunto, discreta a tratti, ma che stucca per eccesso di stranezze: settari citrulli in pellegrinaggio, Danny Trejo che fa Danny Trejo, freaks da circo in fuga da un impresario nano, gelatai indiani uccisori di mucche, lottatrici nel fango, autisti centenari... Un troppo che sceneggiatura e regia si limitano ad accumulare e quindi stroppia.
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