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HO UCCISO MIA MOGLIE

All'interno del forum, per questo film:
Ho ucciso mia moglie
Titolo originale:La poison
Dati:Anno: 1951Genere: commedia (bianco e nero)
Regia:Sacha Guitry
Cast:Michel Simon, Jean Debucourt, Jacques Varennes, Jeanne Fusier-Gir, Germaine Reuver, Pauline Carton, Albert Duvaleix, Henry Laverne, Louis de Funès
Note:Rifatto come "Omicidio in Paradiso" (2001).
Visite:416
Il film ricorda: Omicidio in Paradiso (a Daniela)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/12/08 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/5/19
Deliziosa commedia nera che comincia trascinandosi un po' troppo (e con un originale quanto eterno ringraziamento di ogni singolo componente della troupe da parte del regista in persona la cui reale utilità sfugge) ma che giunta al punto mette in luce una meravigliosa collaborazione tra script e attori. Michel Simon, inizialmente in ombra, cresce col passare dei minuti, trova nel duetto con Debucourt momenti felicissimi per poi esplodere al processo. Fin dall'inizio il suo Paul Louis Victor Braconnier ha in testa un'unica cosa: far fuori la moglie. Lo spiegherà alla fine: nei piccoli paesi (il film è ambientato nell'immaginaria Remonville) il divorzio non è nemmeno considerato; si aspetta che il coniuge muoia, per ricominciare a vivere. Bizzarro, ma a quanto pare la soluzione drastica è esattamente quella a cui la coppia scoppiata composta da lui e da sua moglie (Reuver) sta pensando. Lo si capisce già quando l'uomo si confessa alla finestra col curato (Duvaleix), senza usare mezzi termini sapendo che questi non può riferire della cosa a nessuno. Ma certo Braconnier non ha intenzione di finire ghigliottinato, e quando alla radio ascolta le parole di un avvocato (Debucourt) che ha appena fatto assolvere il suo centesimo cliente, capisce come questi sia la persona da interpellare. Si presenta così in studio dall'uomo dicendo di aver assassinato la consorte, ma per chi guarda è evidente che in realtà non solo non l'ha ancora fatto ma sta cercando di capire dalle parole dell'ignaro avvocato come convenga farlo per uscirne salvi. Sono probabilmente i dieci minuti più spassosi del film, in cui meglio si può apprezzare la qualità di una sceneggiatura altrove non così brillante e in cui per la prima volta si comprendono davvero la bravura di Simon e la doppia faccia del suo Braconnier, fin lì troppo abbandonato alla rassegnazione, affranto e passivo. La vena ironica del copione si era già apprezzata, comunque, distillata lungo l'arco di un film che ha anche l'ambizione di satirizzare con sagacia sulla funzione della difesa in un processo, sulle conseguenze implicite di chi si pavoneggia per aver fatto assolvere cento imputati sottraendoli in molti casi a una giusta condanna. Per questo motivo parte importante è anche quella di Debucourt, interpellato proprio sulle inimmaginabili ripercussioni sociali della sua intervista, per certi versi sciagurata. Quando poi si arriva in aula l'estroversa verve di Braconnier promuove Simon a mattatore in un ambito in cui tuttavia anche chi si presenta al banco dei testimoni sa essere brillante. Lasciano semmai perplessi gli intervalli coi bambini che fanno da stacco tra le diverse fasi del processo, come se in regia ci si allontanasse un po' troppo spesso dal focus della vicenda per lasciare spazio a divagazioni stucchevoli (si veda la donna che legge le ricette in farmacia a inizio film). Ciononostante, per la sapidità di alcuni dialoghi, per la versatilità di Simon, per l'importanza di alcune riflessioni non banali, il film conferma il suo non indifferente valore.
il DAVINOTTI

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Capannelle 4/12/08 14:17 - 3530 commenti

Come liberarsi dell'orrida moglie senza farne mistero e sapendo già di farla franca grazie alla consulenza di un noto penalista: una commedia intelligente e interpretata alla grande dal Simon e dai comprimari che rendono bene l'atmosfera da piccolo paese. Regia attenta e capace anche di alcune frecciatine al costume sociale, come nella scena dei commercianti riuniti dal parroco per invocare uno scandalo per attirare turisti.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Giùan 3/2/18 8:28 - 2575 commenti

Scaltro, stoicamente corrosivo, ambizioso al di là della sua apparente aria da sapida commedia di strapaese. Basterebbero i formidabili titoli di testa "presentati" da Guitry per amare questo film nerissimo e vaticinatorio, in cui si indagano con profondità talora disorientante le forzature del legame coniugale. Con acidità ferreriana ammantata di magistrale levità Guitry satireggia le aberranti storture di cavillosi azzeccagarbugli e la spettacolarizzazione giudiziaria. Grandissimo Michel Simon, non gli è da meno la Reuver. Glaciale l'accoltellamento.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Rufus68 15/11/17 21:56 - 2441 commenti

Si parte già alti con Guitry che ringrazia tutto il cast attoriale e tecnico: un capolavoro di amabile grazia. Si prosegue in un brillante crescendo ove l'orribile è declinato con un sorriso di crudeltà divertita: esemplari, da tal punto di vista, il primo colloquio del protagonista con l'avvocato, il processo, intervallato dai siparietti dei bambini (che simulano anche una decapitazione!), dove un Simon scatenato batte in facondia tutti i legulei presenti e l'avidità dei paesani, disposti a tutto pur di fare affari. Piccolo classico.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Kinodrop 18/8/17 18:00 - 999 commenti

Apparentemente mite e bonario ma in realtà avveduto e scaltro nell'architettare la morte della odiata moglie, Braconnier approfitta delle scappatoie offerte dalla procedura penale per garantirsi a priori l'impunità, sostenuto anche dagli abitanti di un paesino della campagna francese più laici e spregiudicati di quanto si potrebbe pensare. Recitazione favolosa per una sceneggiatura brillante e incalzante, specie nel dibattimento in aula del finale. Nonostante il mezzo secolo che lo divide dal remake, non perde nulla della sua vitalità.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La moglie sempre ubriaca e malintenzionata; La visita all'avvocato; Il farmacista; L'arringa finale di Braconnier.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)